Cittadinanza e sessismo

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Mentre i media ci fanno sapere che il concorso di bellezza Miss Italia, per porre fine ad una discriminazione razzista, sarà aperto anche alle straniere, si tace di una discriminazione gravissima che subiscono gran parte delle donne nel nostro Paese.  Perché anche da ciò abbiamo appreso che le donne fanno audience solo se sono belle. Ma a chi importa dei nostri diritti?

Infatti a nessuno visto che nessun giornale ha parlato di una petizione rivolta al Governo per modificare una legge che impedisce la trasmissione della cittadinanza italiana ai figli di donne italiane nati prima del 1948 (data dell’entrata in vigore l’art 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza di genere) e il riacquisto di essa alle donne che l’avevano persa sposandosi con un uomo straniero.

Non tutti sanno che la legge  n°555 del 13 giugno 1912 sulla cittadinanza italiana prevedeva che solo il padre poteva trasmetterla. Successivamente sono state introdotte alcune modifiche che hanno portato fino all’attuale legge n°91 del 1992 che ha abrogato quella parte che prevedeva una subordinazione giuridica della moglie/madre rispetto al marito/padre ma malgrado ciò lasciando una legislazione che ancora oggi si presenta molto lacunosa: ossia che malgrado tutto le donne sposate con stranieri e con figli nati prima del 1948 non possono trasmettere o riacquistare la propria cittadinanza italiana; mentre i discendenti per linea paterna non hanno alcun ostacolo al riconoscimento della cittadinanza, anche se il nonno è un immigrato dal 1860, chi discenda da una donna italiana, anche appartenente alla stessa famiglia del padre che ha dato la cittadinanza al figlio/a, vedono ancora oggi vietato l’acquisto della cittadinanza italiana.

Resta il fatto che per i discendenti di donna italiana (o cittadine italiane), nati prima del 1948, rimane quindi la possibilità solo in via giudiziale di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana, infatti in mancanza di una legge ci si è dovuti rivolgere in Cassazione, la quale nel 2009 ha emesso una sentenza che restituiva la cittadinanza ad una signora che si era rivolta al TAR, sposata prima del 1948 che a seguito della legge n°555 non l’aveva riacquistata.

Ricordiamo anche altri tre ricorsi in Cassazione: La sentenza n° 87 del 1975,  La legge N. 151 del 1975la sentenza Nº 30 del 1983 che ritenevano tale legge incostituzionale, ottenendo l’abrogazione  della precedente norma che sanciva l’acquisizione automatica della cittadinanza italiana “jure matrimonii” per le donne straniere che contraevano matrimonio con un cittadino italiano in nome dell’uguaglianza dei coniugi innanzi alla legge italiana, e ribadito il principio cardine dell’acquisizione della cittadinanza mediante espressione di una volontà in tal senso.

Perché il Governo non vuole colmare questo vuoto legislativo e lasciare parecchie donne senza alcun diritto alla cittadinanza e nemmanco la possibilità di alcune donne di trasmetterla ai figli solo per il fatto di essere donne nate prima dell’avvento della Costituzione italiana?

Ci uniamo anche noi e chiediamo, in nome delle pari opportunità, di correggere questa svista che ai nostri occhi rappresenta una delle tante discriminazioni di genere che nel nostro Paese permangono a causa di leggi lacunose, imprecise e poco attente ai diritti delle donne percepiti come poco importanti.

LIBERA INFANZIA

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LIBERA INFANZIA, un set su Flickr.

Gallery Horror di segnalazioni

Baby modelle, quando le bambine sono burattini dei genitori

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Bethany Wallace era una baby modella, morta pochi giorni fa a soli 18 anni per anoressia. Come tante ha iniziato la sua carriera praticamente da bambina e si è ammalata di anoressia a 16 anni.

Quanti genitori sento dire alle loro figlie “sei bellissima potresti fare la modella”? Alcuni lo dicono semplicemente scherzando mentre altri buttano via i giocattoli alle loro bambine per introdurle in un mondo che invece dovrebbe appartenere ai grandi. Ecco che i figli diventano burattini nelle mani dei genitori, diventando ciò che i genitori frustrati avrebbero voluto essere ma che non sono riusciti a realizzare. Ma e’ giusto questo?

No che non lo è. Eppure ci sono genitori simili, gente che anzichè incoraggiare le loro figlie a costruirsi un futuro con lo studio e diventare qualcuno solo quando sono diventate grandi le spingono al successo facendole crescere prima del tempo. L’anoressia è un disagio nel mondo della moda e colpisce sopratutto le ragazzine perchè proprio a quell’età sviluppano veri e proprio complessi legati ad un corpo in crescita e a causa di tantissime pressioni.

Le cronache si riempiono anche di figlie indotte per “dinastia” a seguire la strada delle loro mamme come il caso di Neva, la baby-modella di soli sei anni figlia di una top model, e Duda Bündchen modella di soli 5 anni e nipote della famosa Giselle, dove quest’ultima fa anche la stilista a soli 5 anni ma è puro marketing perchè ha firmato, o meglio le hanno firmato, perchè a 5 anni non si è ancora in grado di scrivere, una linea di abbigliamento che porta il suo nome.

Poi c’è la figlia di Cindy Crawford, Kaia, che a soli 10 anni posa per una linea di abbigliamento per bambini in pose che nulla hanno a che fare con l’infanzia. Come questa:

Poi c’è Lottie Moss che ha solo tredici anni ed è già una top model truccata e vestita come una venticinquenne durante gli scatti:

Le immagini sono shoccanti, sembra un’adulta ma in realtà non è nemmeno un’adolescente. Ovviamente non poteva mancare nemmeno la figlia di Kate Moss, Lila Grace di soli 9 anni che posa nuda con la mamma in vari scatti:

Cosa diciamo invece di giornali locali come questo (link) che per vendere condiscono gallery con baby modelle di tredici anni in pose sessualizzate che più sessualizzate non c’è nè, con il seno enorme e strizzato da push up, senza contare che in Italia l’età del consenso sessuale è fissata al di sopra dei 14 anni(l’agenzia è questa link)? Non vi sembra anomalo? un giornale che mette quelle foto sapendo che ha lettori di età media a occhio e croce sui 40 anni, non può voler dire che sta in qualche modo incoraggiando la pedofilia?

Perchè il problema riguarda anche il nostro Paese alla faccia di chi in televisione si fa bello, approfittando del suo potere e scopiazzando indirettamente la nostra campagna, mostrando i filmati di ciò che accade in America, come se i concorsi di bellezza per bambine esistono solo negli Usa e tacendo sui programmi dei piccoli talenti che vanno in onda in Italia!

Ora chiediamoci perchè il mondo sta andando in questo verso, perchè ci sono figlie bambine o poco più che devono posare come delle adulte per avere un pò di successo. Non c’è tempo per crescere? Perchè le riviste di moda, le industrie di moda, gli stilisti, chiedono modelle sempre più giovani per posare in linee che poi sono vendute a donne dai 18 anni in poi?

Perché si assiste a questa tendenza di smettere di far giocare le bambine, di sessualizzare il loro corpo senza contare che si tratta di ragazzine che non hanno raggiunto la pubertà e quindi è grave che si lancia il messaggio che anche il corpo di una bambina può essere sexy come quello di un’adulta o che la donna in questione dev’essere sexy ad ogni età.

Non si rischia di normalizzare la pedofilia (mentre andrebbe trattata come un’anomala attrazione verso persone innocenti e non consenzienti)? Non si rischia di far crescere le bambine con una malsana idea di voler raggiungere a tutti i costi la perfezione estetica e cadere verso disturbi alimentari? Non si rischia, ancora una volta, di far passare la donna ( o meglio la ragazzina) come un oggetto agli occhi dei coetanei ma anche degli uomini adulti e quest’ultimo è gravissimo perchè si rischia la legittimazione della pedofilia.

Se la pedofilia è reato perché allora le industrie della moda assecondano le fantasie perverse di soggetti disturbati?

Io tutto questo lo chiamo pedofilia con un tocco di sessismo visto che la mercificazione coinvolge unicamente quello delle bambine.