LA VIOLENZA SULLE DONNE RACCONTATA DAI MEDIA (Video)

Nei 9 minuti di questo video analizziamo il modo in cui le notizie circa la violenza di genere vengano divulgate in maniera fuorviante da parte dei media. Troveremo foto inappropriate che fanno da corredo a notizie di stupro dove vengono riprese sempre donne giovanissime, poco vestite e di bell’aspetto come se gli stupri siano perpetrati solo su una fascia d’età o in base all’aspetto. Noteremo sempre la giustificazione verso il violentatore : strade buie, bell’aspetto, abbigliamento vistoso non causano uno stupro che non è un atto di libidine ma un esercizio di potere! Oltre alle notizie di violenza sessuale ci siamo soffermate anche sui femminicidi. Anche qui i giornali giustificano l’assassino con parole come : “Era depresso”, “Sotto effetto di alcol/droga”, “Tradito”, “Folle di gelosia”, “Aveva perso il lavoro”, “Raptus di gelosia”. La locuzione “delitto passionale”, nonostante la vasta sensibilizzazione portata avanti nel corso di questi anni, è ancora troppo presente! Alle vittime invece, quelle più giovani e carine, viene dedicata una gallery con foto di vita privata sciacallando sulla tragedia e sbattendo la “bella vittima” in prima pagina come se nell’aspetto piacente si trovasse la colpa della loro sorte..

11 commenti

  • Ma veramente quando si leggono o guardano certe notizie ci sono persone che vedono nel tradimento o nella depressione delle scuse? o nell’aspetto o nella giovinezza di una donna un’incentivo alla violenza? Io personalmente quando leggo queste notizie non percepisco le parole dei media come scuse o giustificazioni. Forse sono io che riesco a scartale automaticamente e arrivare al punto? Sfugge veramente dalla mia comprensione, ma davvero questa società ha bisogno che venga detto che depressione e tradimento non sono giustificazioni per un omicidio o uno stupro?

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    • stregadellosciliar

      Certo che è vero. Io personalmente, ho fatto spesso un esperimento… Quando leggo sui giornali le cronache di qualche femminicidio (nella mia città in un anno ne sono avvenuti 3 veramente terribili), se ho tempo e posso farlo, entro in un bar, col giornale in mano. Mi appoggio al bancone e leggo, commentando a mezza voce.
      E SEMPRE, SEMPRE, la c’è qualcuno che mi ascolta e interloquisce.
      E, sempre, c’è qualcuno che dice: “Eh, poveretto…. era disoccupato, sai… si perde la testa…, magari lei gli aveva fatto pesare, anche non apposta, che era rimasto senza lavoro….” oppure: “era drogato, sai, non ci stava con la testa. Fosse stato lucido, forse, non l’avrebbe fatto”.

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      • diciamo quindi che è il “focus” degli articoli-servizi televisivi che va cambiato. e in effetti basta guardare per qualche minuto i telegiornali più “popolari” (TG5, TG2, Studio Aperto, TG4…) per notare che spesso, più che sull’omicidio in quanto effrazione, ci si concentra sulla figura “umana” tanto della vittima quanto del carnefice, in un certo senso creando davvero una specie di empatia “romanzesca”.

        tuttavia, condivido le perplessità di Manuki. non ho potuto guardare il video senza storcere un po’ il naso, perché davvero, di fronte a certe cose, glisso su certi termini dandone la valenza per scontata.

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      • “non ho potuto guardare il video senza storcere un po’ il naso, perché davvero, di fronte a certe cose, glisso su certi termini dandone la valenza per scontata.”

        in che senso? Come si può glissare su termini che colpevolizzano e utilizzano un linguaggio del tutto fuorviante per raccontare la violenza di genere?

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  • questo video mi ha fatta molto molto pensare…è vero,siamo tutti colpevoli,di usare un linguaggio sbagliato!

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  • Ciao! io faccio la tesi di laurea sul controllo sociale che discrimina le donne. Trovo questo blog davvero molto innovativo ed interessante. BRAVA, ci voleva! pensavo non ce ne fossero e volevo aprirne uno io finita la tesi ;)
    Hai letto “La Libertà delle donne” di Valeria Ottonelli? è fantastico! Anche “sessismo democratico” di Anna Simone meriterebbe di essere letto da tutto il genere femminile.
    Ciaooo e complimenti ancora!

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