Stop the traffik: le sex workers danzano contro lo sfruttamento!

red light district

Ne aveva parlato Virginia -sul suo blog- su Linkiesta qualche giorno fa : le lucciole del “Red light district” di Amsterdam sotto gli occhi incuriositi di tutti -in una sera come tante nelle vetrine dove stazionano in esposizione  per attirare clienti- hanno inscenato una danza molto particolare.

Chi le guardava incuriosito, chi le imitava, chi ridacchiava senza capire e chi fischiava . La maggior parte di essi erano uomini, anche perché in un quartiere a luci rosse, ovviamente c’è merce e compratore, e quasi sempre la merce è rappresentata dalle donne.

Questa volta però, che il pubblico fosse per lo più maschile è stata una cosa abbastanza positiva perché a fine coreografia sopra l’edificio dove le ragazze svolgono la loro attività si è acceso un cartello luminoso :

Ogni anno a migliaia di donne è promessa una carriera da ballerina nell’Europa occidentale – recita lo slogan – Purtroppo poi finiscono qui»

Dopo aver letto questo messaggio sul maxi-schermo il silenzio è piombato sul marciapiede dove fino a pochi secondi prima lingue penzolanti, sorrisini maliziosi, fischi e sguardi affamati scrutavano le ragazze.

Nel giro di pochi giorni questo filmato dal nome «Girls going wild in red light district» è stato visionato da centinaia di migliaia di persone.

Questo video è stato girato dall’agenzia pubblicitaria belga «Duval Guillaume Modem» dopodichè promosso da “Stop the traffik“.

Stop the Traffik è un associazione impegnata da diversi anni nella lotta contro la tratta di esseri umani.

“Ogni anno, tra i due e i quattro milioni di uomini, donne e bambini sono vittime della tratta, più di una persona al minuto”.

La danza delle ragazze non ha niente di ammiccante, non è sottomessa è liberatoria, energica, arrabbiata. I loro sguardi puntano quelli degli spettatori con una sicurezza e una determinazione che forse mai avevano avuto nelle tante sere passate in bella mostra, come torte in vetrina.

Il loro messaggio era chiaro : siamo qui, ma molto probabilmente avremmo voluto essere altrove, avremmo sperato qualcosa di meglio per il nostro futuro.

La prostituzione, è un argomento talmente complesso che spesso non si da dove partire per poterne discutere.

Ho sempre manifestato la mia condivisione e rispetto per chi fa questo mestiere come libera scelta.

Ma dello sfruttamento, della tratta di queste povere donne –spesso minorenni- dovremmo tentare di parlarne più spesso, perché dietro tutto ciò, si c’è droga e mafia, ma c’è anche una gran colpa da attribuire a chi questo mercato lo alimenta .

Mi è capitato tantissime volte di ascoltare conversazioni di amici o conoscenti eccitati dall’idea di andare ad Amsterdam, città libera per molteplici aspetti, ma soprattutto per poter fare un giretto nel famoso Red light district.

Mi ha sempre infastidito non poco questo atteggiamento che tratta queste ragazze in vetrina come fenomeni da scrutare, come marionette o mascotte –quasi paragonabili a quelle nei parchi per bambini- da fotografare e mostrare al ritorno ai propri amici come trofeo.

Non c’è nulla da ridere, fotografare, fischiare o disprezzare .

Questo fenomeno merita una seria riflessione, da parte di tutti.

(Fonti : qui, qui)

Faby

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