Ieri e oggi

Nato come “Un altro genere di comunicazione” nel 2009 tratta i temi legati alle questioni di genere con un approccio critico nei confronti della comunicazione mediatica (su segnalazione) e il modo di percepire il ruolo di donne, uomini e bambin*. A due anni dalla sua nascita UAGDC è divenuto un collettivo ampliando le proprie tematiche occupandosi delle questioni di genere in ogni ambito della società senza dimenticare l’approccio critico nei confronti dei media che è rimasto comunque centrale nella linea del collettivo.

Sono stati appunto realizzati due video, uno per quanto riguarda l’approccio di tutti i mezzi di comunicazione nel rappresentare le donne, l’altro come denuncia circa l’utilizzo di stereotipi di genere nel linguaggio giornalistico quando vengono narrate vicende che vedono le donne come vittime di violenze di genere.

Questi due video sono stati presentati in numerosi incontri in cui le partecipanti del collettivo hanno partecipato. UAGDC possedeva alcune campagne quali:

Libera Infanzia (poi divenuta “la discriminazione non è un gioco”)

Io non ci sto (campagna esterna)

#Centonovantaquattro (campagna esterna)

Stop Troiofobia (pagina facebook e campagna esterna)

Libera Infanzia era una delle sezioni fisse di UAGDC e si impegnava a analizzare e soppiantare gli stereotipi di genere inculcati nel mondo dell’infanzia. Ciò significa che in base al sesso vengono ancora oggi attribuiti giocattoli che spesso si rifanno a stereotipi di genere lesivi e spesso discriminanti. Questa campagna è nata dopo la mia lettura adolescenziale del libro “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti e poi del libro di Loredana Lipperini “Ancora dalla parte delle bambine” che riconferma come a distanza di 30 anni la situazione non solo non è cambiata ma è pure peggiorata.

La precocizzazione sessuale dei bambini, e soprattutto delle bambine, è uno dei punti dolenti di questo peggioramento e che spesso sono stati citati dalla campagna. Alle bambine è riservata la stessa sessualizzazione dei corpi allo stesso modo delle donne adulte.

Questa campagna nel 2011 si è occupata ad esempio di una pubblicità della ditta olandese After Eden che ha diffuso i suoi cartelloni pubblicitari con immagini di bambine ritratte in posizioni da Lolita, facendo ritirare i cartelloni diffusi.

Un altro tema trattato è quello della sessualità e del corpo femminile spesso legato a stereotipi di genere e rigidi canoni estetici come all’assidua percezione della sessualità femminile come ancorata alla maternità la quale impedisce tutt’oggi alle donne l’accesso alla contraccezione e all’ivg.

Un blog nato con l’esigenza di fermare il ricorso alla normazione del corpo e del ruolo femminile in una società che secondo vari indici riportati da diverse organizzazioni (come il word economic forum) che svela che questi stereotipi di genere cozzano perfettamente con la posizione svantaggiata delle donne italiane in vari ambiti della società quali empowerment e mercato del lavoro (80esimo posto nel mondo secondo il Global Gender Gap).

Drammatica è anche la situazione della violenza domestica dove l’ISTAT (2010) rivela che quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito nel corso della vita, dentro o fuori della famiglia, una forma di violenza, fisica o sessuale.

L’approccio di UAGDC era quello di svelare anche come la presenza di stereotipi di genere nei mezzi di comunicazione, nelle istituzioni e nelle famiglie sia causa della posizione svantaggiata delle donne nella società.

Altro tema di UAGDC era trattare dei diritti LGBT che nel nostro Paese a causa di pregiudizi culturali e religiosi sono assenti anche quando si tratta di tutela giuridica dal fenomeno dell’omofobia che in Italia rappresenta ancora una piaga sociale.

Come è oggi?

Il collettivo UAGDC si è sciolto ma conserva ancora molti dei suoi temi fondamentali. Generazione è un blog che tratta come si vive nella generazione di oggi e il suo assetto mantiene la condizione iniziale del neonato UAGDC. A trattare il tema dei mezzi di comunicazione è una campagna che prende il nome di #FuoriDalleGabbie e possiede un hashtag per meglio adeguarsi ai social network e di avere una rapida diffusione.

#FuoriDalleGabbie ingloba a sé la vecchia campagna Libera infanzia e non ha bisogno di adesioni a firme perché basta essere diffusa attraverso i social network. Questa campagna tratterà anche il problema degli stereotipi sui media.

Webattivismo è una sezione che racchiude a sé alcune categorie che tengono unita una fitta rete attiva. C’è la sezione reblogging (attiva già in UAGDC), la sezione in cui si faranno partire azioni di mailbombing (presente in UAGDC del primo biennio), la categoria che farà recensioni alle pagine Facebook sul tema, la ex campagna #Centonovantaquattro che cambierà nome e una categoria dedicata all’arte.

La sezione “Diritti” tratterà non solo le questioni di genere ma verrà ampliato con temi che trattano problemi sociali come il bullismo, il razzismo, l’omofobia e molto altro ancora.

Una novità assolutissima è la sezione “Le vostre storie“, la quale raccoglierà i vostri racconti di discriminazioni di genere, razziste o storie di bullismo.

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