Fuori dai recinti rosa!

Come l’operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, così, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo. 

Juliett Mitchell

 

 

 

Poiché si vuole che i maschi siano più vivaci, più vitali rispetto alle femmine, che al contrario devono essere tranquille e passive, i movimenti del feto si interpretano in questa chiave. […] Il gioco delle aspettative, che sono opposte per i due sessi, comincia proprio qui, prima ancora che i bambini nascano, e non avrà mai fine. —Elena Gianini Belotti

Questa categoria si occupa di smascherare, de-costruire stereotipi di genere radicati nei prodotti destinati all’infanzia e nei mezzi di comunicazione.

Fondamentale è l’analisi che andrà a descrivere gli aspetti fondamentali del messaggio mediatico o del prodotto interessato. Utile è l’hashtag che permette di diffondere la campagna attraverso i social network e quindi di rendere più veloce la diffusione della denuncia sociale.

Questa comprende tre sezioni:

– Gender-friendly: Tutte le azioni dall’alto o dal basso che mirano ad abbattere gli stereotipi di genere;

Media&stereotipi: stereotipi in pubblicità (stereotipi di genere, su LGBT ma anche razzismo o stereotipi legati all’immagine corporea);

Infanzia&stereotipi: prodotti destinati all’infanzia (giocattoli, programmi televisivi, immagine dei bambini e delle bambine nei media)

 

L’hashtag #LiberaInfanzia della categoria “Infanzia&stereotipi” sostituirà la campagna Libera Infanzia e La discriminazione non è un gioco (che appartiene ad un altro blog).