Warning: Gli esseri pensati nuocciono gravemente alla società!

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Girovagando su Facebook ho scovato un video che fa riflettere molto su tutta la superficialità che la tv ci spaccia per un brillante status sociale.

Il video è stato realizzato per un progetto di formazione nelle scuole medie inferiori di Ireos (Firenze) ed eccolo proposto qui di seguito:

Esordisce con una frase la tv ci dice che …. e di seguito una piccolissima parte dello stupro mentale che le nostre menti giorno dopo giorno subiscono inconsapevolmente da quello strumento chiamato televisione.

Vengono proposti svariati programmi e per ognuno di esso piccole “perle di saggezza” che possiamo riassumere nei seguenti punti:

  • Se dovete donare una virtù ad una donna scegliete la beltà questo le assicurerà di trovare marito fare tanti figli e pulire casa con solerzia;
  • Se io sono bella i ragazzi DEVONO essere carini con me, le mie forme mi faranno avere consensi positivi da parte degli uomini; (un cervello no?)
  • La bellezza è carattere;
  • Le ragazze semplici e pure sono facilmente plasmabili;
  • Essere romantiche significa che ci piace essere corteggiate;
  • Il più grande sogno delle donne è di trovare il principe azzurro che le baci con intensità;
  • Bisogna sempre essere alla moda e guai ad uscire senza un filo di trucco, la società non accetta chi non è bella!
  • “In qualunque situazione ci teniamo ad apparire sempre al meglio! Ti immagini se i nostri mariti ci vedessero in consunte sciatte felpe scure con i cappelli arruffati e senza trucco?”
  • La donna deve portare la gonna (metaforicamente parlando ), accudire il marito, stare a casa a cucinare e badare ai figli. È la natura che ha scelto per lei!
  • La cura della casa e tutte le faccende domestiche sono a carico della donna che per svolgerle non avrà mai tempo da dedicare a se stessa!
  • La donna deve essere sexy e bella!

 

Fantastici sono gli spezzoni ripresi dal cartone di La Bella e la Bestia, dove ad un materialista e maschilista Gastone si contrappone una Bella dedita ai libri  la quale di sposarsi con il belloccio che gli promette di farle fare privilegiati massaggi ai piedi e 6/7 figli proprio non ne vuole sapere!

“Sarebbe ora che ti togliessi dalla testa i libri e ti occupassi di cose più importanti!(Cioè l’uomo di turno da accudire) Non è giusto che una donna legga:le vengono in testa strane idee e comincia a PENSARE.”

Frase presa da una caricatura maschilista in un cartone animato, ma chissà rispecchi alcune situazioni reali presenti nella nostra società attuale!?

Le pubblicità inserite parlano da se: ovunque donne “salvatrici” della ….. casa! Brave massaie e quindi ottime mogli!

A tutte queste cose però viene contrapposto l’uomo che secondo la tv viene visto come:

  • Forte
  • Macho
  • Primordiale
  • L’uomo geloso e possessivo ama la sua donna
  • Violento
  • Gli uomini deboli sono signorine
  • Super eroe
  • A favore del burqa: “Non potrei mai accettare che  ti esibisci tu sei mia e devi essere guardata solo da me”.
  • Un uomo è simpatico e diventa famoso in Italia se non sa parlare correttamente l’italiano! Essere ignoranti sta diventando una virtù!  
  • Un uomo bello è quello che ha il fisicaccio super palestrato gli altri sono solo sfigati!

A completare questo video ecco arrivare un’intervista del grandioso Pasolini :

(P= Pasolini, I= intervistato)

P: “A volte succede che il marito ammazza la moglie

I: “ ma quello succede per gelosia perché noi siamo molto gelosi

P: “Ma allora non è meglio divorziare piuttosto che ammazzarsi?”

I: “No, no! Per esempio se mia moglie mi facesse le corna, facendo il divorzio io resterei sempre un cornuto. Quindi è meglio ammazzarla (mimando il gesto) ”

Questa intervista è uno spaccato della cronaca nera che quotidianamente leggiamo sui giornali!

La società impone prepotentemente come dobbiamo essere:

Le donne con il duplice ruolo di bomba sexy e angelo del focolare dove per angelo del focolare si intende  un contenitore sforna figli, fedele serva dell’uomo, senza un cervello o possibilità di avere delle soddisfazioni personali conseguenti a un lavoro o allo studio!

La donna che legge, ma molto di più quella che pensa è un pericolo pubblico e non è apprezzata dalla società.

Gli uomini: devono essere belli, con il fisicaccio, ignoranti, violenti e virili.

Sono stati proposti film e cartoni vecchi e nuovi con situazioni tremendamente attuali e reali che si fortificano sempre di più nel tempo! 

 Viviamo in una società ricolma di stereotipi che ci vengono proposti come dei modelli da seguire,  i nostri figlie e figli subiscono di continuo lavaggi del cervello che gli ordinano di essere belli e senza cervello, che indottrinano loro la religione materialista dell’apparire! L’unica aspettativa che devono avere è essere accettati dagli altri per il loro aspetto! 

Siamo costretti ad avere dei ruoli subdolamente sin da quando siamo piccoli, infatti ci addormentiamo con storie di principesse che devono essere protette e salvate, che puliscono casa e aspettano sognando principi con braghe azzurre! I media  inoltre vogliono quasi imporci la ricerca di un partner che rispecchi caratteristiche precise: maschio dominante che sottomette la sua donna. Ma noi davvero vogliamo tutto questo?

Voi…. Che uomini e donne volete diventare?

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Siamo pari! La parola alle donne

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Venerdì 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne. Istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1999, questa data è stata scelta per ricordare il brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leònidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Questa giornata vuole sensibilizzare al problema dei milioni di donne che ancora nel mondo ogni anno vengono sottomesse, violentate, uccise e perseguitate.

Tra le varie iniziative che potrei segnalare ho scelto la rassegna cinematografica dal titolo significativo “Siamo pari! La parola alle donne” che si terrà al teatro Litta a Milano nei giorni 24/25/26 novembre.

Pubblico di seguito il comunicato stampa con una sintesi degli interessanti eventi organizzati per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne dall’associazione Intervita.

“Intervita in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne rinnova l’appuntamento milanese con Siamo Pari! La parola alle donne, rassegna cinematografica nata in collaborazione con il mensile Nick con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile in contesti difficili.

La violenza psicologica che subiscono molte donne è ancora più diffusa di quella fisica. In moltissimi paesi, soprattutto nel Sud del Mondo, le donne sono discriminate, insediate, manipolate. Intervita sceglie il cinema per restituire la parola alle donne, perché nessuna dovrebbe mai sentirsi dire: “Stai Zitta Cretina”.
La rassegna prevede tre giorni di proiezioni, dibattiti, tavole rotonde e spunti per parlare del ruolo delle donne nella società contemporanea, dal Nord al Sud del mondo.

Siamo Pari! La parola alle Donne” parte giovedì 24 novembre con Gianni Canova, esperto e critico di cinema che, in qualità di Patron della rassegna, presenta la serata inaugurale del festival e la proiezione, in anteprima nazionale di Maternity Blues – Il Bene dal Male, diretto da Fabrizio Cattani, con Andrea Osvart, Daniele Pecci, Monica Barladeanu, Chiara Martegiani.

Venerdì 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, si terranno una serie di incontri e di proiezioni aperte al pubblico, completamente gratuite. Sarà, inoltre, inaugurata la mostra fotografica “La parola alle donne”. Accanto alle immagini dei progetti di Intervita provenienti da tutto il mondo, saranno esposte le foto dei vincitori del contest promosso da Intervita e Nick, che hanno sollecitato giovani fotografi e nuovi talenti a “tradurre in immagini la propria visione della forza vitale delle donne”.

Nel pomeriggio sarà proiettato Per la mia Strada, diretto da Emanuela Giordano e prodotto dall’Associazione Corrente Rosa, che mostra 8 modelli di donna diversi da quelli normalmente presentati dai media. A seguire una tavola rotonda sulla presenza postitiva della donna nella società odierna.

In serata sarà proiettato il pluripremiato Africa Rising, potente documentario raffigurante la forza dell’inarrestabile movimento per mettere fine alle mutilazioni genitali femminili.

Il terribile problema delle mutilazioni genitali femminili coinvolge principalmente 28 paesi dell’Africa sub-sahariana. Tali pratiche barbare non sono effettuate per alcun motivo terapeutico e ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne che ne sono sottoposte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che siano già state sottoposte alla pratica 130 milioni di donne nel mondo, e che 3 milioni di bambine siano a rischio ogni anno. Oggi questa piaga è in aumento in Europa, Australia, Canada e negli Stati Uniti, soprattutto fra gli immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia sud-occidentale.

Sabato 26 novembre si affronta invece il tema Altri Mondi. Protagonista è l’India, un Paese ricco di spiritualità e contraddizioni in cui povertà e ipersviluppo economico convivono. Nel pomeriggio verrà proiettato Pink Gang! del giovane regista italiano Enrico Bisi, che racconta la storia di un gruppo di “eroine in rosa” che combattono contro abusi e violenze in India. A seguire una tavola rotonda sulla condizione della donna in India e del controverso rapporto con l’industria cinematografica di Bollywood.

Siamo Pari! si chiuderà sabato 26 novembre con il Premio Intervita, un riconoscimento per un’attrice o regista che si è messa in evidenza per il suo ruolo cinematografico o pubblico in difesa delle donne.”

Gio

Risate Amare

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(ultimo video: Colori che rimandano alla Lega Nord)

Qualunquemente è un film che mi è piaciuto perchè in modo schietto e satirico descriveva la situazione politica  del nostro Paese. Per chi non lo avesse visto vi mostro alcune clip.

Cetto La Qualunque, personaggio televisivo nato alcuni anni fa, appare in un recente film dove interpreta la parte del politico italico: corrotto, mafioso, puttaniere, maschilista e che pensa ai suoi interessi.

Guardando il film si possono notare alcuni riferimenti che rendono il film una parodia della nostra triste società. Perfino il cognome del personaggio calza a pennello con il ruolo che gli viene affidato, interpretare in un solo personaggio alcune caratteristiche dei più noti personaggi politici del nostro Governo.

 Nel suo personaggio si possono notare alcune analogie con Berlusconi: un ossessione quasi patologica per le donne, che si trasforma in un atteggiamento maschilista o quasi misogino. Cetto non si ricorda nemmeno il nome della sua “concubina” brasiliana e di sua figlia che porta nella sua villa in presenza una moglie contrariata a tale scelta.  Alcune battute che il personaggio fa sulle donne in politica e su alcune proposte (come l’abolizione dell’ici, il ponte dello stretto di messina), ricordano esplicitamente le gaffes e le promesse di Berlusconi. Il logo del suo partito politico “Partito du pilu” è abbreviato con la sigla PdP un incrocio tra Pdl e tra Pd (dal tricolore sulla sigla del logo).  I simboli e i colori Infatti, sembrano attingere da un po’ tutta la politica del Paese. Il “pilu” nel contesto può essere paragonato al “bunga bunga”. Egli si circonda di donne belle per promuovere il suo partito ritenendo che non sono le donne a dover entrare nella politica ma la politica a entrare nelle donne, anche questo ricorda molto la tendenza della politica italiana a mercificare il corpo femminile e a escludere le donne dal governo.

Altre caratteristiche rimandano anche alla politica del meridione spesso legata ad intrecci con la mafia. Saltano fuori anche riferimenti alla Lega Nord: il figlio Melo, bocciato tre volte a scuola, assomiglia molto al figlio di Umberto Bossi, il trota, a cui affida pure una carica politica senza alcuni meriti.   

Perfino la televisione sembra essere a suo favore, dandogli più visibilità rispetto al suo avversario politico, tendenza molto simile alla tv dell’italia della realtà, controllata dal governo. Il suo avversario politco veste colori poco accesi ed è modesto ed è simbolo della classe politica onesta che viene subito messa in minoranza.  

Nel nostro contesto, il film di Antonio Albanese, appare come una sorta di satira, una parodia di una realtà tutta italiana. Il film non si schiera da nessuna parte politica, è un film qualunquista (come dice il titolo) che descrive tutta la politica italiana (sia di destra che di sinistra, comune al nord come al sud). Un film che strappa amare risate.

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