Uomini oggetti

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Mentre nel nostro Paese  si denuncia l’ossessiva mercificazione del corpo femminile, in Svezia viene mandato in onda uno spot che ritrae l’uomo come un oggetto, il quale è stato in seguito ritirato grazie alla denuncia dei telespettatori. Ecco l’articolo:

Da  Giornalettismo

3 febbraio 2011 Pubblicità oscurata. E’ successo in Svezia, dove un telespettatore ha denunciato uno spot televisivo che ritrae un uomo in boxer seminudo e superdotato.

Tra i vari fattori che rendono la Svezia un Paese moderno e da sempre all’avanguardia, senza dubbio vi è il massimo rispetto per la parità tra i sessi. Uomini e donne sono considerati uguali dinanzi alla legge, ugualmente portatori e portatrici di diritti e doveri, nonché offendibili e sensibili allo stesso modo. Il caso che ha riguardato uno spot televisivo, considerato sessista e offensivo per la dignità degli uomini, ne è solo l’ultimo esempio.

LA DENUNCIA – Uno spettatore di una piccola emittente televisiva, Boxer, ha denunciato all’Autorità di garanzia svedese per le telecomunicazioni, il fatto che la rete stesse mandando in onda uno spot lesivo della dignità degli uomini. Secondo il denunciante lo spot così fatto, porta tutta l’attenzione sull’organo di Robert, che di fatti non ha nulla a che fare con il prodotto: la promozione del palinsesto del canale. Così facendo, esso finisce per offendere sia l’uomo, ma anche la donna, poiché il messaggio sottinteso è che essa sarebbe interessata solo a quello. Sceglierebbe la rete perché convinta dalle preponderanze dell’uomo in pubblicità.

LO SPOT – Lo spot accusato ritrae un personaggio animato muscoloso di nome Robert vestito solo di un boxer bianco nel quale si intravede il suo grande membro, che si siede su un tappeto di lana di pecora in posizione ammiccante. Il difensore civico ha accolto la richiesta del telespettatore, citando quanto segue: “Anche se l’intenzione era di presentare un collegamento umoristico tra l’uomo e il prodotto, il primo viene presentato, attraverso la postura e la mancanza di vestiti di Robert, come un mero oggetto sessuale in un modo che potrebbe essere considerato offensivo per gli uomini in generale”. In parole povere, lo spot relegherebbe l’uomo a puro oggetto sessuale, allontanandosi dall’oggetto principale della pubblicità.

LE REAZIONI ALLA SENTENZA – La Tv Boxer, che ha utilizzato Robert per pubblicizzare i suoi pacchetti di canali televisivi via cavo per circa 10 anni, ha difeso ovviamente la sua posizione. In un comunicato la società ha respinto l’accusa di sessismo, dicendo che, attraverso quasi un decennio, Robert era considerato avente una disarmante simpatia. L’annuncio ha suscitato un vivace dibattito sui siti internet i commenti, con molti uomini che lo trovano innocuo e inoffensivo, e che il difensore civico dovrebbe avere più senso della realtà. Ma un editoriale di Aftonbladet, uno dei principali giornali svedesi, ha detto che il difensore civico ha dovuto agire così per motivi di uguaglianza, giacché avrebbe accolto ugualmente il ricorso se Boxer avesse usato lo stesso metodo con una donna. Non è difficile notare la differenza culturale tra la Svezia e il nostro Paese; ancor più in quest’ultimo periodo dove le donne sono ritratte come mero oggetto del piacere del potere.

Una cucina paritaria

Da giovanna cosenza un articolo che parla di uno spot che finalmente non usa stereotipi di genere rigidi:

Il nuovo spot di Ikea Italia pubblicizza le cucine mettendo in scena un gruppo di amici in cui gli stereotipi maschili e femminili sono distribuiti – evviva! – con una equità per l’Italia davvero sorprendente: fanno il tifo in modo irruento, cucinano e pasticciano sia i maschi che le femmine, scambiandosi continuamente di ruolo.

La campagna – che coinvolge tutto il media mix – è stata affidata a 1861 United.

Vale la pena ricordare, a proposito di nessi fra mondo reale e pubblicità, che nel Global Gender Gap Report stilato nel 2009 dal World Economic Forum – che classifica 134 paesi sulla base delle differenze di genere in quattro ambiti: economia, politica, educazione, salute – l’Italia sta al 72° posto, mentre la Svezia sta al 4°.

Ma stavolta i benefici influssi svedesi sono arrivati fin qui

Anche la Danimarca si scopre maschilista!


Questo è lo spot di una lavatrice.
Sicuramente immaginerete come ho fatto a sapere dello spot, ma ovvio,che è ‘grazie’ a quel giornalaccio maschilista fascista di repubblica mascherato da comunista.

L’articolo ci informa che è stato inserito nel tabloid degli spot più sexy della storia. Mi chiedo perchè nessuno ha creato un tabloid per gli spot più sessisti e che una cosa sexy non dev’essere per forza sessista!
Repubblica preferisce come al solito rendere invisibili le donne vere.

Nello spot abbiamo un uomo di mezza età vestito in giacca e cravatta, talmente vestito che può portare anche gli occhiali da sole.
Dietro di lui una miriade di ragazze cloni tutte giovani e perfette, perfino come sono (s)vestite e ovviamente sessualizzate (tacchi alti, vestite di rosso passione) inquadrate in ogni angolatura della loro intimità (piedi, sedere, tette, gambe)…lui ha una faccia soddisfatta, e incarna il modello sessista dell’uomo play boy che può avere tutte le donne che vuole.

La pubblicità non ha senso, che senso ha far lanciare da un aereo delle ragazze nude?
Le ragazze devono sessualizzarsi anche quando praticano sport?
Che senso ha farle truccare tutte prima del lancio?

Nella successiva scena sono tutte in topless, si lanciano dal veivolo, tutti gli uomini le osservano contenti che sta scendendo tutta quella manna dal cielo. Sembra che la missione del tizio magnaccia in abito sarebbe quella di destinare ogni donna al ruolo di oggetto sessuale che piove dal cielo per soddisfare ogni uomo che da sotto le aspetta. Una di loro non ha il paracadute e usa le mutande, poco dopo si rende conto di essere nuda e caduta sulla piscina di una villa scappa imbarazzata, ma che senso ha? sa fai paracadutismo praticamente quasi nuda che ti imbarazzi a fare se ti togli l’ultimo centimetro di stoffa che ti rimane addosso?

E’ molto strano che un azienda di lavatrici che in Italia è considerato prodotto da femmina, opta per utilizzare il corpo femminile, come se il prodotto fosse in qualche modo rivolto ai maschi. Bisognerebbe studiare la cultura e il ruoli di genere danesi e se in casa sono gli uomini a fare il bucato e i lavori domestici. In Italia i ruolisono abbastanza tradizionali: le donne nude sono destinate a prodotti che ‘nell’ immaginario comune’ sono rivolti agli uomini: come telefonini, videogiochi, pc, ipod, automobili, siliconi sigillanti.

La scelta pubblicitaria di Fleggaard, un azienda di lavatrici affiliata alla Siemens è chiaramente di stampo sessista ma non etero-sessista.
A differenza dell’Italia le aziende danesi hanno pensato anche al pubblico gay e non solo etero, esponendo corpi di machi in mise sessuale:

Gli uomini sono tutti modello macho muscoloso, un modello talmente stereotipato che non si può pensare sia destinato al pubblico femminile. Tutti i costumi sono di mestieri stereotipati che nell’ ‘immaginario comune’ sono mestieri maschili (e qui c’è anche del sessismo!), con lo stile Gay Pride e appartenenti delle fantasie sessuali gay: c’è il pompiere, l’operaio, il pilota, il bagnino, il contadino conl’uccello (volatile :P) in mano, il musicista e via dicendo…che ammiccano e hanno pose da omosessuale. L’uomo nudo insomma non è roba da donne, perchè secondo i pubblicitari l’uomo deve continuare a mantenere un ruolo attivo nel sesso.

Mentre le donne dalla stessa azienda vengono rappresentate come oggetti sessuali che vengono usate come dono dal cielo per i desideri maschili, dove la loro esistenza non avrebbe alcun senso prima che un pilota (rigorosamente uomo, perchè le donne non devono fare le pilote) le ha ‘arruolate’ per ricoprire il ruolo ‘bambola usami come vuoi tu’ per soddisfare i desideri maschili, gli uomini dello spot non sono solo corpi ma hanno un mestiere, sessualizzato, ma comunque sono artisti, lavoratori, ingegneri e piloti, eroi coraggiosi che dedicano la loro vita ad uno scopo utile per stessi nella vita: perchè anche se salvano gli altri (bagnino, pompiere…) lo fanno in modo eroico per se stessi e per preservare la mascolinità. Inoltre non ci sono tutte quelle inquadrature morbose all’intimità come nel primo video.

E che dire di questo?
Nell’immaginario maschile etero le donne o sono casalinghe, prostitute, sfornafigli e lap dancer (Veline in Italia). Insomma per l’immaginario maschile queste sono le mansioni che dobbiamo svolgere per essere utili nella società, se vogliamo essere rappresentate come lavoratrici, basta che siano ruoli di cura subordinati (economicamente e anche sessualmente, poichè secondo l’immaginario maschile siccome sono dipendenti pagate dai superiori sono come puttane: a loro disposizione sessuale) come l’infermiera sexy (subordinata al medico, sempre un maschio ovviamente, che guadagna di più e svolge un lavoro più qualificato), la servile e sottomessa cameriera sexy (che appartiene al ‘padrone’ che la sculaccia se non esegue bene), la maestra sexy e precaria per adeguarci ai tempi d’oggi (subordinata al dirigente scolastico che chissà perchè è sempre uomo), la segretaria sexy (scopata dal capoufficio).

Comunque sia amici danesi boicottiate la Fleggaard che mercifica i corpi!

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