Le donne arabe più potenti del 2015

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L’immaginario collettivo italiano vede nelle arabe delle povere donne sottomesse, costrette a indossare il velo e relegate tra le mura domestiche. La realtà dei fatti, come spesso accade, è molto più complessa e variegata, e non si possono raggruppare in un solo ceppo ben 22 paesi con storia, tradizioni e situazioni politiche ed economiche diverse tra loro.

Forse non tutti immaginano, dunque, che una donna araba possa essere ministro dello Sviluppo e della  Cooperazione internazionale, come nel caso di  Sheikha Lubna al-Qasimi negli Emirati Arabi; ministro dello Sviluppo sociale come Reem Abu Hassan in Giordania; oppure vice-direttrice della Banca d’Inghilterra in Egitto, come Nemat (Minouche) Shafik.

Ebbene, giovedì 17 settembre, Forbes Middle East ha pubblicato una lista delle donne arabe più potenti e influenti nel mondo della politica e del business, informando che il 60% delle donne d’affari prese in considerazione detiene posizioni dirigenziali. La lista è stata resa nota a Dubai durante una cerimonia di premiazione che ha celebrato alcune delle leader più affermate della regione,  riconoscendo loro gli eccellenti  risultati ottenuti  nel proprio settore e puntando i riflettori, pertanto, sull’importantissimo contributo che stanno dando alla realizzazione di un mondo del lavoro più equo.

Si tratta della terza classifica annuale di Forbes Middle East pubblicata nel numero di settembre, intesa a celebrare la competenza, la determinazione e l’impresa di ognuna di queste donne straordinarie.
La lista, consultabile sul sito web della rivista, si divide in tre categorie, di cui la prima sulle 100 donne d’affari  arabe più potenti, la seconda sulle 10 donne arabe più influenti nel governo e l’ultima, invece, sulle 10 donne arabe più influenti nel mondo.
L’ elenco più vasto comprende 100 donne che hanno raggiunto gli incarichi più alti nel mondo delle imprese arabe come dirigenti e responsabili delle imprese familiari. Nelle prime 3 posizioni si sono classificate: Lubna Olayan,  amministratore delegato  della società saudita Olayan Financing ; Raja Easa Al Gurg , amministratore delegato del Gruppo Easa Saleh Al Gurg e Sheikha Mayassa Al-Thani, presidente del Consiglio di amministrazione dei Musei del Qatar.
Il numero è stato ristretto a 100 da un gruppo iniziale di 300 donne provenienti da 13 paesi. I paesi non rappresentati sono Libia, Sudan, Iraq, Yemen e Algeria.

Per quanto riguarda le 10 donne più forti nel settore pubblico la lista è guidata da Sheikha Lubna al-Qasimi, seguita da Najla El Nahwani, ministro della Cooperazione internazionale in Egitto e Hind Subaih, ministro degli Affari sociali e del lavoro nonché  ministro di Stato per la Pianificazione e lo sviluppo del Kuwait.

Tra i paesi in testa vi è l’Egitto che ha totalizzato il 18% di posizioni in tutte e tre le classifiche, seguito da Libano ed Emirati Arabi Uniti, entrambi con il 14% delle voci complessive.

Khuloud al-Omian, caporedattrice di Forbes Middle East, ha dichiarato: “Noi di Forbes Middle East siamo molto orgogliosi di aver onorato i successi delle donne arabe più potenti per  il terzo anno consecutivo. In questo modo abbiamo  sottolineato gli incredibili risultati ottenuti nella nostra regione. Il Medio Oriente ha ancora molta strada da fare per raggiungere la vera uguaglianza sul posto di lavoro. Celebrando le donne che stanno mandando in frantumi i soffitti di vetro (glass ceilings)e spianando la strada alle generazioni future, stiamo offrendo loro con tutto il cuore il nostro sostegno e un incoraggiamento alle donne tutte a lottare per i propri obiettivi e aspirazioni, qualunque essi siano.”

Tratto da:

http://www.forbesmiddleeast.com/en/lists/read/2015/the-most-powerful-arab-women-2015/listid/247/

http://www.forbesmiddleeast.com/en/news/read/2015/most-powerful-arab-women-2015-laying/articleid/9425