“La donna va rispettata solo se madre!”: Quando il sessismo viene dalle donne

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C’è un sessismo sottile che viene perpetrato nel discorso comune ma che non è meno dannoso di quello diretto. Parlo ad esempio di questa immagine che è apparsa nella pagina Facebook ღღ Il nostro futuro ღღ. Prima di addentrarmi in una analisi su come e perché le donne interiorizzano il maschilismo vorrei soffermarmi sull’immagine.

Nella foto si parla di rispettare le donne solo in alcune condizioni: il legame con la famiglia. Per strano percorso c’è anche la figura della suocera che solitamente viene bersagliata da stereotipi duri a morire. Nella fotografia la suocera viene identificata come colei che ha un valore perché ha procreato quella che poi è diventata moglie dell’uomo a cui viene rivolto il messaggio.

Alla figura della suocera si aggiungono quella della mamma, della moglie e della nonna. Cosa accomuna queste figure? Che tutte devono ricevere rispetto solo perchè hanno un utero funzionante.

La pericolosità di un’immagine apparentemente innocua è evidente. Stando alla foto, la violenza sulle donne che non madri sarebbe legittima? Le donne vanno rispettate solo perché possono “sfornare figli”?

Tutte le altre sono oggetti sessuali? o sono inutili?

La foto lo dice con chiarezza: non ci sono altri motivi per rispettare le donne. Se non ci sono altri motivi allora chi non rientra nello stereotipo della “mamma” dovrebbe ricevere violenza? Tutte quelle che non fanno parte della famiglia allora possono essere violentate, picchiate o uccise?

La donna che ha valore solo se madre. Da qui sono nati una marea di stereotipi sociali che hanno sentito la necessità di dividere (e tutelare) le madri, ossia le vere donne, da tutte le altre: le “puttane” o le “streghe”. E’ ovvio che poi accanto ai commenti indignati sono apparsi molti che puntualizzavano che ci sono anche le “troie”, quelle (a differenza delle madri) non meritano alcun rispetto.

Tutte queste considerazioni vengono dalla stessa società che legittima e fa uso della violenza, la quale è effetivamente la stessa che sminuisce la figura femminile riducendola a pochi stereotipi. Stereotipi riduttivi legati alla famiglia e al rapporto affettivo con l’altro sesso. Una catena che rende le donne “utili ad uno scopo” e gli uomini come figli di qualcuno, dei bambini senza responsabilità.

Ma la donna è molto di più di una madre o una moglie. Questo le donne dovrebbero saperlo le prime. Su come le donne continuino ad interiorizzare il sessismo ne ho parlato parecchio.

Come tantissime donne si indignano giustamente di essere ridotte solo a “figa”, ossia oggetto sessuale, è giusto indignarsi quando si viene ridotte ad un “utero”. Il concetto non cambia, abbiamo sempre l’idea che l’importanza di una donna risieda solo in una parte del corpo: il ventre materno. Come mai tante donne credono ancora di avere un aspetto angelicato in relazione alla loro maternità? Come se la maternità servisse a “purificare” la donna (altrimenti sarebbe colpevole di una violenza?)

Il concetto della “donna casta” in quanto madre è ancora duro a morire nel mondo, soprattutto in società fortemente cattoliche. Ancora oggi chi non vuole diventare madre o perfino chi non riesce viene fortemente biasimata dalla società e identificata come una donna incompleta. Allo stesso modo girano ancora brutti stereotipi sulle donne che non trovano marito e soprattutto contro quelle che scelgono di non sposarsi. Anche oggi si pensa che sia meno giusto tutelare una prostituta anziché una “donna di casa”.

E’ molto importante spezzare questo stereotipo. Le donne meritano rispetto in quanto persone, ma forse qualcuno si dimentica che lo siamo esattamente come chi ci abusa.

la donna va rispettata sempre

Questa foto è la risposta di una ragazza che partecipa ad un gruppo di persone “childfree”, ossia persone che non vogliono essere genitori. E’ interessante sapere come molte donne CF rifiutino la maternità perché la sentono come un obbligo sociale. Su questo tema vorrei tornarci subito e discuterne. 

7 commenti

  • Sono completamente d’accordo.
    Oltre a ricondurre la donna a ruoli legati alla riproduzione fa dipendere il diritto stesso di rispetto in base al ruolo sociale.

    In pratica dovremmo rispettare gli altri solo in quanto, e se, congeniali a noi in qualche modo: in questo caso perché sfornano figli che siamo o noi, o i nostri.

    Secondo me ottiene addirittura l’effetto contrario.

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  • “Sottile” sessismo?! Quando ho visto sta cosa volevo lanciare il computer dalle finestra. A me disturba molto la reiterazione del verbo dare: in ogni vignetta la donna dà qualcosa (a un uomo, alla società??) Cattofascismo buonista!

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  • Se vuoi discutere di donne e maternità ti segnalo un articolo scientifico che di recente è diventato virale in Germania e altrove “Regretting Motherhood”. Una sociologa israeliana è riuscita a intervistare una ventina di donne che hanno dichiarato di voler bene ai loro figli e di non recriminare mai con loro di averli avuti, ma di essersi profondamente pentite della scelta di diventare madri. Lo trovi pubblico su Academia.edu.

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  • Ciao a tutte,
    sono l’autrice della seconda immagine (nonché colei che l’ha postata sul gruppo childfree).
    Sono felice che il messaggio sia arrivato e che l’abbiate condiviso.
    Grazie e buon proseguimento ;)

    M.

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  • Se tutte noi smettiamo di procreare e il paese invecchia chi ci pagherà le pensioni?

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