La superficialità dei giudizi della stampa italiana contro Ilaria e gli adolescenti

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‘Ilaria era ribelle. Ilaria era una ragazza diffcile’. Su Ilaria Boemi, la sedicenne morta su una spiaggia a Messina, è stato detto di tutto, innescando un processo divictim-blaming che ha coinvolto conoscenti e perfino organi di stampa.

Contro di lei sono state versate parole al vetriolo, con toni giudicanti tipici di un Paese ancora provinciale dove se hai i piercing sei un drogato, un poco di buono, una persona cattiva e problematica. Giudizi anche sessisti in merito al suo look considerato mascolino, come se questo potesse collegarsi alla pastiglia di ecstasy cattiva che le hanno offerto, uccidendola, quasi voler sottolineare il fatto che andava ricondotta sulla retta via.

Oltre alle foto tristi pubblicate su ogni mezzo di comunicazione, si scorge un aspetto che pochi media hanno trattato. Ilaria era una ragazza intelligente e faceva progetti per il suo futuro. Una bambina vittima soltanto della sua giovane età.

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One comment

  • E’ osceno vedere come hanno trattato questa povera e fragile ragazza nella sua tragedia, quasi a voler giustificare la sua morte come una perdita “accettabile” per la società “perbene”, quasi a dire “non era una di noi per fortuna era una sbandata”

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