Lo stupro è il furto del mio diritto al piacere

Al di là del Buco

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Ti racconto lo stupro. Io sono corpo, mente, sensi, desideri, piaceri, scelte. Sono pelle che ha un profumo, un sapore, le tracce di un dolore, la disinibizione dovuta all’agio di un momento intimo. Sono carne che ha voglia di sentire accanto altra carne. Ho una bocca che può accogliere il tuo pene, morderlo, succhiarlo, leccarlo, accarezzarlo. Ho mani che possono stringere la tua schiena, i glutei, e premere affinché tu vada a fondo e mi attraversi accontentando la mia richiesta. Io sono braccia che possono stringerti, attenderti, cercarti. Sono cosce che possono chiedere la tua presenza, intrappolarti, farti sentire imprigionato in una morsa che soddisfa anche un tuo desiderio. Ho una clitoride che se la sfiori mi procuri brividi infiniti e ho quella linea del collo che puoi baciare alla ricerca di una zona erogena che resta tra nuca e scapola. Ho una vagina. Si bagna quando tu le piaci…

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