Anche gli Usa approvano i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nel vecchio continente si violano i diritti LGBT

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Finalmente anche gli Usa approvano i matrimoni LGBT. Con una sentenza della Corte suprema si è esteso a tutti gli stati il diritto per gli omosessuali di celebrare i matrimoni. Prima della sentenza in 13 stati il matrimonio gay era addirittura illegale. Ora grazie alla Corte Suprema le leggi statali che vietano il matrimonio gay sono state rese incostituzionali.  La sentenza storica degli Usa ha progredito la situazione degli omosessuali nel mondo, espandendo la mappa dei paesi che offrono pari opportunità ai loro cittadini.

Un mese fa questo accadeva anche in Irlanda, facendo salire a 14 il numero dei Paesi europei dove è consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Negli altri Paesi europei la situazione è meno rosea. Tra quelli che riconoscono almeno le unioni civili (sono 13) e i matrimoni celebrati all’estero (come nel caso di Malta), altri non riconoscono addirittura alcuna forma di tutela o mantengono illegali i matrimoni omosessuali.

Tra il caso di San Marino che riconosce solo la convivenza senza gli stessi diritti delle persone sposate, ci sono paesi come l’Italia, la Grecia, la PoloniaCipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania che pur essendo nell’Ue non riconoscono alcun diritto alle coppie gay (sono 9 nell’UE).

Polonia, Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Lettonia sono i Paesi dell’Ue in cui i matrimoni gay sono addiritura illegali.

In Italia c’è un caso di ambiguità ma i matrimoni gay sono comunque dichiarati ‘nulli’, impossibili da celebrare. Questo perchè anche se nella Costituzione non si parla del sesso degli sposi, più volte ci si è appellati alla nozione “marito” e moglie” presente in alcuni articoli per impedire agli omosessuali di avere gli stessi diritti degli etero. Attualmente è in discussione un modello di legge per approvare una legge “alla tedesca” sulle unioni civili, ma a causa di molte pressioni da parte di associazioni religiose e politiche, il testo ha subito modifiche e slittamenti.

Questo perché c’è chi non vuole dare gli stessi diritti alle coppie gay e chi vorrebbe fare una legge che però non garantisce gli stessi diritti del matrimonio. Così, mentre gli Usa consentivano l’estensione in tutti gli stati dei matrimoni egualitari, l’Italia festeggiava il suo family day e rischia di fare la stessa fine della Russia, Lettonia e Lituania, dove oltre a non riconoscere alcun diritto alle coppie gay, c’è una legge che impedisce alle associazioni di chiedere diritti e tutele, considerate come una forma di propaganda.

Dunque, le associazioni LGBT e femministe vedono con pericolo le sempre più forti prese di posizioni delle istituzioni politiche e religiose contro quella che definiscono “ideologia del gender” che non è altro invece che una richiesta dell’Ue a tutti gli stati di approvare programmi per eliminare le differenze di genere e l’omofobia negli stati membri, con lo scopo di garantire pari opportunità e combattere violenze e discriminazioni.

Se guardiamo nella cartina europea l’Italia è l’unico paese situato nell’Europa occidentale a non garantire nessun diritto alle coppie gay, sebbene siano ancora tanti i paesi mediterranei ad essere nella stessa situazione.

Il ritardo in Italia è molto grave ma si accompagna a tutta una serie di ritardi per quanto riguarda il progresso sociale del Paese. Uno stato che guarda al passato. Se poi guardiamo agli altri diritti per quanto riguarda le persone LGBT l’Italia continua ad avere una sorta di forte omofobia sociale che frena la rivoluzione arcobaleno.

In una statistica condotta dall’Ue l’Italia risulta il Paese più omofobo dell’ Unione Europea. Il tasso di omofobia è misurato secondo un’indagine sul linguaggio istituzionale e il numero di aggressioni omofobe contro i cittadini.

Per quanto riguarda i diritti LGBT, gli omosessuali continuano a subire gravissime discriminazioni tra le quali la mancanza di una legge che condanni tali situazioni. L’omofobia infatti non è condannabile perchè non c’è alcuna legge che la vieti e la Costituzione è ambigua poiché non menziona esplicitamente la parola “orientamento sessuale”, dunque non è garantista.

Questo vuoto legislativo è la causa dell’aumento dell’intolleranza poiché non possono essere puniti. Così pure le istituzioni possono discriminare.

La sitazione delle persone LGBT va più o meno di pari passi con la condizione femminile in quanto alla base dell’omofobia vi è proprio un problema di genere alimentato da stereotipi e da una mentalità maschilista dura a morire.

Quanto dobbiamo aspettare affinché l‘Italia e tutta Europa si adeguino ai cambiamenti del resto del mondo? Se sono passate settimane da quando il Parlamento europeo di Strasburgo, dopo il referendum irlandese, ha approvato a larga maggioranza un rapporto sul riconoscimento delle coppie gay, nulla ancora è accaduto nell’UE. Forse la Grecia a luglio estenderà le unioni civili anche alle persone omosessuali, promette. Staremo a vedere.