#Intimissimi come #Huggies: “Ora ci vorrebbe una legge contro la pubblicità sessista”

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Mi segnalano un annuncio pubblicitario diffuso su Youtube e sulla pagina Facebook dell’azienda Intimissimi in cui si annuncia la volontà di reclutare un’altra modella per la prossima campagna.

Il vero problema è la forma dell’annuncio. L’attuale modella annuncia “il mio sogno era quello di diventare ricercatrice, ma ora sono il volto di Intimissimi”. Dopo di che viene lanciato l’hashtag #iamastory.

La frase ha scatenato molte polemiche sul web “lo spot suggerisce che le belle donne dovrebbero abbandonare gli studi o i loro sogni ambiziosi per pubblicizzare lingerie”. E ancora “promuove ancora una volta l’idea di una donna relegata alla mera contemplazione del lato estetico ad un ruolo palesemente passivo”, mentre su Twitter qualcuno lancia l’hashtag #iamMystory per sottolineare il pensiero “io sono quello che voglio e non quello che mi suggeriscono i media”.

C’è chi chiede che “L’Italia approvi immediatamente una legge contro la pubblicità sessista, proprio come è accaduto di recente in Marocco e chi vorrebbe lanciare un’altra petizione dopo il successo ottenuto con Huggies, recentemente bocciata dallo IAP attraverso un’ingiunzione di desistenza.

E’ veramente assurdo che l’Italia continui a promuovere un’immagine femminile stereotipata, molto affine al modello della Velina, le cui ambizioni sono solo quelle di avere soltanto un bel fisico da mostrare in copertina. E’ assurdo che la pubblicità continui a ripetere come un leitmotiv che le donne devono pensare solo a farsi belle.

Questi spot purtroppo riflettono un problema di genere fortemente radicato nella cultura italiana. Molte donne non scelgono facoltà scientifiche perché è molto forte l’idea che non siano cose da donna.

I ricercatori, specie se donne, lavorano in una condizione di sfruttamento e precarietà. Alle donne non è riconosciuta nemmeno la possibilità di poter fare carriera in Italia. Il tasso di occupazione femminile in molti settori è bassissimo, dieci punti in meno rispetto alla media europea.

Nulla di strano in una società che continuamente annuncia quali siano i ruoli delle donne, esprimendo perfino la volontà di “ricacciarci indietro” rispetto alle poche conquiste effettuate, come afferma uno degli utenti indignati.

PS: La modella recita un copione poiché non era assolutamente una laureanda in fisica ma una soldatessa dell’esercito israeliano.