Huggies la fa fuori il vasino: “Lei penserà a farsi bella e lui penserà a fare goal”. Polemiche e #petizione

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Lei penserà a farsi bella e lui penserà a fare goal. E’ lo slogan di uno spot per pannolini ideato dalla ditta Huggies.

Sulla ditta ne avevo già parlato, infatti in pagina avevo pubblicato alcune fotografie di un depliant inviate da una mamma indignata.

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Huggies rincara la dose con uno spot sessista che recita così: “Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal” e altre frasi sessiste come: “Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli già così diversi” che evidenziano differenze di genere inesistenti (insomma l’inno al maschio alfa e della femmina come essere inferiore portato a ruoli passivi) e basate su stereotipi . Non si sa mai che le femmine facciano calcio, roba da quattro lesbiche e inoltre senza successo rispetto ai loro fratelli in quanto dilettanti per regolamento.

Dunque, l’unica cosa a cui debbano aspirare le femminucce in Italia è fare le veline o (farsi) scegliere (da) un marito che le mantenga e che le renda madri come spesso la tv, pubblicità compresa, veicola in un contesto che contemporaneamente discrimina in base al genere. Lo stereotipo della donna come detentrice di sola bellezza è talmente forte in Italia che accade perfino di vedere rettori univeritari promuovere concorsi di bellezza negli atenei e questo è talmente grave in quanto fa passare il messaggio che la bellezza per una donna è importante se si vuole avere successo nella società.

Tornando allo spot, gli stereotipi non si limitano alla sola bellezza/coraggio: la femmina è vestita in rosa e il maschio in azzurro proprio come appaiono i packages dei pannolini. Tutti questi stereotipi solo perché la società italiana si rifiuta ancora di spiegare ai piccoli che la differenza è solo nel fatto che solitamente le femmine hanno la patatina e i maschi hanno il pisellino!

Inoltre il papà dei bambini è assente e questo è un altro stereotipo sessista che veicola l’idea che questi sono compiti esclusivamente da donna, così come verrà trasmesso alla bambina la quale gioca con le bambole. Il padre dov’è? A giocare a calcio? A vivere eroiche avventure?

Per fortuna questo spot ha innescato un vespaio di polemiche su Twitter e numerose firme a una petizione aperta su Change.org che chiede alla Huggies il ritiro dello spot. Sulla rete infiammano i commenti:

“Non si sa mai che mia figlia cresca con l’idea che può fare solo la velina e con l’idea che le imprese avventurose siano roba da uomini, quando tante donne come Cristoforetti dovrebbero essere un esempio che le donne possono fare tutto e non limitarsi ad essere belle e basta”.

Suvvia, un pò di sano sessismo già da bambini non fa diventare gay -.-“

“Ma l’ha ideata Tavecchio? (donne calciatrici? quattro lesbiche cit.), perché le femmine possono al massimo aspirare ad essere le mogli dei calciatori”.

+Huggies Italia Dite la verità: una schifezza del genere può essere proposta solo in Italia, il paese delle veline e dei calciatori. Vero?”.

Gli stereotipi di genere nella pubblicità ancora una volta coinvolgono pure i più piccoli. Per questo ho sentito sin da subito l’esigenza di creare una campagna come Libera Infanzia.  E’ molto grave che coinvolgano i bambini in quanto questi apprendono con più facilità certi comportamenti dettati, in quanto facilmente manipolabili. Lo spot Huggies non è l’unico della serie. In televisione circola ancora uno spot del Salame Cacciatore dove il bambino, sempre vestito in azzurro cede alla seduzione di una bambina di soli sei anni, vestita di rosa. Alla fine dello spot una voce fuori campo recita “L’uomo è cacciatore”.

lisa

8 commenti

  • Concordo, però purtroppo ho fatto una piccola ricerca e lo spot è proposto praticamente identico dovunque…il peggio per me lo propone nella versione israeliana: una parodia di Grease con bambine unenni ammiccanti che muovono i fianchi e maschi dominatori che sparano a paperelle di plastica per vincere orsetti e ottenere baci: bambini ridotti a macchiette per divertire gli adulti, osceno e spregevole!

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  • Pingback: Stop #Huggies #Sexist commercials! Italians are signing a #petition to ban the advertisement | GENERAZIONE

  • Ho notato questa uscita infelice fin dalla prima volta che mi è passata davanti in tv… una cosa assurda e imbarazzante!

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  • Secondo me, non c’è nemmeno bisogno di essere femministi e sensibili agli stereotipi di genere per riscontrare, in questa pubblicità, qualcosa di profondamente inquietante. Mi riferisco al “lei penserà a farsi bella”… insomma, dopotutto, chi non ha mai visto una neonata che si trucca e che si acconcia i capelli? O anche il “fare goal”… basta mettere una palla davanti ad un neonato qualunque, maschio o femmina, per vedere con i propri occhi che a fare goal ci proverà… soprattutto se lo si invita a farlo!
    Non serve quindi essere attenti alle questioni di genere, basta essere entrati almeno una volta a contatto con degli infanti per capire che questa pubblicità dice un sacco di baggianate.
    Sempre in merito agli Huggies, avevo letto una volta, mi pare proprio sul catalogo di cui sono state postate immagini anche in questo articolo, che secondo quest’azienda le bambine quando disegnano rappresentano persone e principesse, mentre i bambini disegnano spari, macchine, mostri. Ora, anche qui, non serve essere femministi, ma avere un minimo di conoscenza dei bambini per capire che è una stronzata. Anche i sassi sanno che i bambini, specie se piccoli come quelli a cui i pannolini dovrebbero essere teoricamente destinati, nei loro scarabocchi tentano di rappresentare semplicemente quello che vedono e che percepiscono.Solo piu avanti saranno in grado di combinare gli elementi percepiti con quelli di cui hanno conservato il ricordo, mescolandoli in associazioni creative e fantasiose. Grazie al cavolo che se tu fai vedere ad un bambino solo macchine e spari lui disegnerà quelli, mentre se a una bimba mostri solo principesse lei tenterà di riprodurre quelle soltanto. Non nego che della realtà si possano percepire – e quindi trasferire su carta – cose differenti: ma anche qui, è evidente anche ad uno stolto che ciò non dipende affatto dal sesso del bambino, ma semplicemente dall’indole (io e mia sorella, ad esempio, siamo entrambe femmine ed entrambe eravamo appassionate degli stessi cartoni animati, di cui ci piaceva ricopiare i personaggi: mentre però io disegnavo sempre i “buoni”, i supereroi, con i pennarelli colorati, lei abusava di nero e viola per rappresentare i “cattivi”, i mostri… e questo l’ha fin da subito detta lunga sul nostro carattere…)
    Per concludere, la pubblicità fa acqua su tutti i fronti, trasmettendo palesi falsità. Insomma, almeno avessero basato gli stereotipi su fondamenti veritieri! Hanno invece semplicemente dimostrato di non avere la più pallida idea di ciò di cui si sta parlando… e quindi mi viene da chiedermi: fossi io genitore, mi fiderei di un’azienda che sforna prodotti per bambini senza minimamente conoscere questi ultimi?

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