Quando le campagne pubblicitarie propongono lo #slutshaming (aggiornato)

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E’ una causa importantissima quella proposta in una petizione aperta dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale firmata da quasi 4000 persone, ma è gravissimo che come campagna sia stata scelta questa:

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Questa campagna pubblicitaria è fortemente sessista perché accanto al volto di una donna (ovviamente acqua e sapone!) compare il messaggio “io non vado col primo che capita”, riprononendo lo stereotipo sessista secondo il quale per una donna, solo per una donna, è importante moralità e un certo contegno nel riguardo delle proprie scelte relazionali.

Nonostante le denunce di molte donne, continuano ad essere troppe le pubblicità che continuano ad associare alla figura della donna messaggi e allusioni sessuali più o meno esplicite.

Se ad essere intollerabile è la continua riproposizione del corpo femminile come oggetto sessuale, altrettanto lo sono anche i messaggi che continuano a rafforzare l’idea della sessualità femminile come legata a questioni di moralità, attraverso messaggi che scoraggiano l’autodeterminazione sessuale delle donne secondo cui è scorretto che la donna svolazzi di fiore in fiore, dalle quali si aspetta che abbiano la sfera di cristallo per capire se lui è quello giusto o meno.

Stereotipi che non sono tanto diversi da quelli che, riproponendo la donna come oggetto sessuale, ledono allo stesso modo la stessa autodeterminazione.

Non è la prima volta che la pubblicità utilizzi il complesso madonna-puttana e lo slutshaming. Ricordiamo quella di Divani&Divani by Natuzzi che continua ad essere riproposta in televisione, come altre immagini che sono state diffuse anche tramite affissione. Eccone alcuni esempi:

Chiediamo che la FIMMG sostituisca l’immagine proponendone una più rispettosa per la dignità e la libertà delle donne. Ora basta pubblicità sessiste che propongono stereotipi e slut shaming.

*Aggiornamento: Nella sito della FIMMG sono presenti anche numerosi uomini con lo stesso slogan. Dunque il caso è archiviato per la mancanza di elementi che lasciano intendere la campagna come sessista.

5 commenti

  • C’è anche un’altra cosa: Il medico di famiglia, può essere anche una donna.. . Abito in un piccolo paese, ci sono sempre stati tre medici uomini, da qualche anno sono in pensione e ora sono stati sostituiti da tre donne..

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  • Ho appena inviato una mail, semplice e concisa

    a: comunicazione@fimmg.org

    oggetto: Sessismo

    testo:
    IO VADO COL PRIMO CHE CAPITA

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  • “Sconcordo”. La campagna prevede anche immagini di uomini, giovani e anziani. Trovo che vedere del sessismo ad ogni costo sia una forma di sessismo ad ogni costo, un continuare a dipingere le donne come vittime, deboli, da difendere, che non ci aiuta a occupare il posto che ci spetta nella società.

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