Il reo confesso che si nasconde dietro il raptus per giustificarsi

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L’uomo che ha violentato una tassista, ha usato la parola “raptus” per tentare di giustificare il suo gesto dinanzi alla stampa e agli inquirenti.

Giacché la stampa parla la stessa lingua e ha sempre usato termini simili per giustificare anche femminicidi e stragi in famiglia, cos’altro poteva venir fuori?

Dove avrà imparato ad usare questo termine costui? A chi diamo la responsabilità di fornire tutte le giustificazioni a questi violenti mediante parole come “raptus”, “reato passionale” e via dicendo? Chi è che istituzionalizza gli alibi pronti ad essere usati dai violenti per impietosire l’opinione pubblica?

Non è infatti la prima volta. Ancora una volta un uomo, per cercare di rendere agli occhi di tutti il gesto più giustificabile, usa la parola raptus, come se di fronte ad un raptus si possano attenuare le conseguenze di uno stupro che una donna si porterà per tutta la sua vita con pesanti implicazioni sul lavoro e sulla salute.

Difficilmente uno stupratore agisce per impulso. Lo stupro è un atto attuato da chi ha grosse difficoltà di relazionarsi con le donne. Con la buona pace di Salvini che vorrebbe proporre la castrazione chimica come unico rimedio per porre fine a questa piaga. Come se da sola bastasse a reprimere la considerazione che questi uomini hanno delle donne, sempre in peggioramento sopratutto tra i più giovani, come è avvenuto pochi giorni fa contro una dodicenne, quando palpare e minacciare di stupro una ragazzina diventa ormai una norma in un paese dove le ragazze sono giudicate meritevoli di uno stupro.


Ma chi è Simone Borgese (il reo confesso dello stupro alla tassista)?

Divorziato e pare che lui avesse avuto una denuncia da parte della ex per maltrattamenti, anche se non risulta dal Viminale.

Ha perfino una figlia, magari padre premuroso che si arroga il diritto di crescerla come una donna perfetta.
Li conosco questi misogini, ipocriti fino all’osso, spesso con figlie alle quali raccomandano di non salire in macchina con sconosciuti perché “gli uomini sono tutti mostri” o di conservare le proprie virtù a lungo o di condividerle solo con chi sono legate ufficialmente.

I suoi precedenti, anche per furto e rapina, non gli hanno nemmeno impedito di esaudire la sua voglia di apparire in tv per soddisfare il suo esibizionismo, come si nota da numerosi selfie su Facebook. Nel 2012 partecipo’ ad Avanti un altro, un programma che andava in onda fino a pochi giorni fa su Canale 5. Figlio di una cultura televisiva spazzatura, dove spesso si fa comicità becera sulle donne.

Sul suo profilo chiuso su Facebook a causa degli insulti erano presenti frasi che inneggiano al duce. Proprio una bella persona! La stampa però parla di un ragazzo normale e tranquillo e sua mamma lo difendema non si può diventare violenti all’improvviso. Infatti lui, ripeto, aveva vari precedenti penali. Non c’è dunque alcun raptus. Vista però l’insistenza che accomuna tutti questi violenti, forse sarebbe meglio istituire l’aggravante di raptus.

3 commenti

  • Condivido tutto! in più ho notato come sui social e nei vari siti di notizie si utilizzano delle foto che lo fanno sembrare un ragazzo bravo, acqua e sapone. Non sembra che si voglia dare l’immagine di quello che è: uno stupratore! Quando del caso di Loris i giornali pullulavano di foto della mamma dove sembrava quasi una strega. Perché era così che volevano farla passare: come una persona orribile. E’ incredibile!

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  • Sono meno d’accordo solo sulle “frasi che inneggiano al duce”, quelle non mi sembrano indicative di nulla.

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