Il classismo è maschile: il vero comunismo non può separare la lotta di genere dalla lotta di classe

femminismo

Non ho mai amato fare politica all’interno del mio blog ma a fronte di episodi che stanno avvenendo in questo periodo credo sia urgente aprire una riflessione sulla forte disinformazione (oltre che discredito) attorno a tematiche che mi stanno care.
In questi anni ho visto parecchia disinformazione a scopo diffamatorio attorno al termine femminismo e moltissime volte sono intervenuta-io e altre compagne-per difenderci dalla macchina del fango a danno di ciò che ogni giorno costruiamo e abbiamo costruito per lottare dalla parte dei diritti delle donne e di tutti.

Sul femminismo, negli ultimi anni, sono stati costruiti luoghi comuni che lo vogliono come un movimento “misandrico”, “nazista” eccetera. Insomma, una disinformazione studiata per impedire alle donne di lottare per i diritti e per quello che l’ideologia femminista in realtà porta con se: il principio di parità di genere. Questa campagna di odio contro il femminismo ha fatto sì che indisturbatamente fossero costruite campagne che negano la violenza di genere e la struttura di stampo patriarcale della società, ritardando di fatto, il conseguimento della parità di genere nel nostro paese.

Gli stessi personaggi che da tempo disturbano i nostri spazi, conoscendo l’orientamento politico di molte compagne, stanno ora strumentalizzando il comunismo per dimostrare che questo è incompatibile con il femminismo.

Abbiamo detto in passato che il vero femminismo è antifascista, di sinistra o anarchico. Per varie ragioni NON può esistere femminismo di destra. La destra è sempre stata incompatibile con i diritti delle donne e lo dimostrano le campagne antiabortiste e altre simili che si pongono in contrasto con l’emancipazione delle donne. Spesso abbiamo visto come ci sono state donne che pur essendo di destra si dichiaravano femministe. Non è certo un male perché chiunque può esserlo ma quelle che sostenevano pensieri antiabortisti nonostante si occupassero di campagne contro la violenza di genere e il femminicidio non possono appropriarsi del femminismo. E non è nemmeno un caso se il simbolo del femminismo rappresenta spesso una mano sinistra con il pugno chiuso.

Tralasciando questo discorso, c’è un gruppo che sostiene che femminismo e comunismo non vanno d’accordo. Eppure l’ideologia comunista è sempre stata dalla parte delle minoranze oppresse, si è sempre occupato di razzismo, sessismo e diritti LGBTQI. Perché il comunismo non può essere femminista?

Il comunismo è nato per contrastare la disparità tra classi sociali, per combattere l’oppressione generata dal capitalismo sulla massa dei lavoratori a favore dei pochi che detengono i mezzi di produzione. Oggi sono sempre più donne a fare parte della “catena di montaggio” e come tutti i lavoratori chiedono diritti.

Le donne operaie nel sistema capitalista subiscono una doppia discriminazione. Da una parte in quando lavoratrici di classe operaia, da una parte in quanto donne.

Solo le donne subiscono pesanti licenziamenti quando diventano genitori, solo le donne subiscono molestie sessuali sui luoghi di lavoro da parte dei padroni. E solo le donne subiscono interrogatori sulla vita privata quando chiedono un impiego. E sono soprattutto le donne a subire discriminazioni all’interno dei luoghi di lavoro quali disparità di reddito, posizioni meno qualificate eccetera. Sono le donne che fanno, per la maggior parte dei casi, lavori non retribuiti. Sono soprattutto le donne ad essere discriminate in ambito lavorativo per il proprio aspetto esteriore.

Il sistema capitalista, inoltre, sfrutta le donne come merce. La prostituzione è espressione del capitalismo (oltre che del patriarcato), l’uso dell’immagine femminile per vendere un prodotto è ancora espressione del capitalismo.

Come si può separare la causa comunista da quella femminista? Non è un caso se il femminismo è nato in frange di sinistra e non di destra perché il capitalismo è maschile ed è per questo che le donne vengono doppiamente oppresse.

Le critiche rivolte da gruppi comunisti antifemministi si sono concentrati sul fatto che le femministe difendono i diritti di tutte le donne, anche di quelle borghesi.

Questo argomento è facilissimo da confutare per il semplice motivo che la disparità economica è evidente tra uomini e donne, tra bianchi e neri.

A detenere i mezzi di produzione, posizioni di potere, le proprietà private e le ricchezze mondiali sono soprattutto gli uomini. Gli uomini bianchi. E’ ovvio che la classe ricca è maschile e bianca. Dunque, il classismo è anche una questione di genere (e razziale) perché in quanto maschio e bianco il capitalista opprime le donne e i non bianchi.

Inoltre, la maggior parte delle donne borghesi lo sono per acquisizione. Lo sono perché mogli, figlie, sorelle, madri eccetera. La maggior parte delle donne nelle posizioni di potere sono first lady o ereditiere. Non è un caso se quando si indica una persona giovane ricca si dice “figlio di papà”.

Allo stesso modo, anche all’interno delle famiglie operaie, la condizione delle donne è subordinata in quanto vi è una forte disparità economica e spesso molte donne non hanno indipendenza economica e/o non sono titolari dei beni privati della famiglia (immobili, mobili ecc..) . La povertà femminile, nel mondo, è più diffusa rispetto a quella maschile. Anche nei paesi industrializzati, le donne hanno un rischio maggiore di povertà e sfruttamento.

La condizione sociale delle donne, fortemente subordinata, è molto simile a quella dei neri. Per questo mi ritengo molto vicina alle posizioni del femminismo nero. John Lennon non a caso cantava “Woman is the Nigger of the World” che appunto parlava delle discriminazioni di genere e del sessismo, molto compatibili al razzismo.

Dunque, non si può dire che la vera lotta è una sola: quella di classe. Non solo perché non è vero in quanto molti comunisti si occupano dei diritti di tutte le minoranze e non esistono lotte a senso unico, ma perché il classismo abbraccia altri fenomeni ideologici contro le minoranze proprio per il fatto di essere minoranze sfruttate. Non è un caso, ad esempio, se il capitalismo sfrutta sempre di più gli immigrati che sono più deboli degli italiani. Allora, la lotta di classe deve fare finta che non esistono problemi di omofobia, razzismo e altri fenomeni sociali del genere. No, proprio perché sono spesso legati al capitalismo (molti nati con il capitalismo, molti aggravati dal capitalismo e molti da sempre presenti) e il capitalismo fa sì che le discriminazioni si mantengono proprio per sfruttare il debole. Il vero comunismo è antisessista!

Mi sono state rivolte accuse del tipo che io sfrutto il comunismo per spacciare questioni femministe. Io non ho mai politicizzato questo blog e non ho mai sostenuto di essere comunista, o meglio anarco-comunista, anche se ora sono costretta a fare coming-out per difendermi da chi vuole strumentalizzare certi colori politici che non gli appartengono o dei quali non conoscono il significato.

Sono stanca del fango che in questi anni stanno gettando addosso a me e altre compagne. Compagne accusate di essere false comuniste perché etichettate come borghesi. Donne che da anni si fanno un c.lo così per contrastare l’assurda mentalità retrograda e sessista del nostro paese girando tutta l’Europa. Gente, che non sa che molti comunisti venivano a famiglie agiate e che questo non è assolutamente un ostacolo alla lotta di classe, anzi.

Cari miei, il femminismo continuerà ad esistere finché la condizione delle donne non cambia nel nostro paese e nel mondo: sappiatelo e * compagn* sono dalla parte dei diritti di tutti. Spero che un giorno vi torni indietro tutto il fango che state buttando addosso, falsi proletari che usano la mano sinistra solo per cancellare i diritti delle donne.

Uno che sta dalla parte di un uomo potente economicamente che compra una donna può definirsi un vero comunista? 

meme

proteste per l’aumento della disoccupazione, delle tasse, della povertà e delle privatizzazioni dei diritti sociali (a sx) Proteste per il fatto che Berlusconi sia andato con una prostituta (a dx)

Frasi fatte e poco comunismo. Di persone che lottano per i loro diritti ce ne sono e oscurare le loro proteste è vergognoso ed è come dire che gli italiani stanno bene nella loro situazione.

A voi la conclusione.

3 commenti

  • Anna Maria Campanale

    Carissima credo che tu abbia ragione il femminismo è stato disprezzato ma non penso per la collocazione politica ma per prevenzione di tanti che vogliono la conservazione del sistema patriarcale nelle famiglie dicono per l’ordine e la pace famigliare ma anche certi ruoli non valorizzano la donna la mantengono in un ruolo subordinato impedendole di svolgere un attività economica.Il comunismo e le ideologie di sinistra difendono il principio di uguaglianza perciò sono per loro natura contro le discriminazioni. Io ti comprendo il fango che usano come mezzo per emarginare tutte le donne che vogliono emergere o fare carriera l’ho sperimentato, non pensano che sia frutto del merito ma di raccomandazioni con me qualcuno poi ha riconosciuto di essersi sbagliato ma mi avevano già impedito di far carriera.

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  • ciao ti consiglio di leggere Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzenicyn

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  • La situazione politica attuale ci insegna una cosa che molti criticano, molti accettano: non esiste più una destra e una sinistra. Che cosa significa? Che il 25% del M5S è dovuto al fatto che il cittadino non vuole comprare un pacchetto di valori, ma scegliere di volta in volta, caso per caso, quello che è meglio secondo lui. Tu dici infatti che il femminismo non può essere di destra, perché la destra è antiabortista. Ma ci sono anche donne antiabortiste; ci sono liberali antiabortisti, come ci sono liberali abortisti, così come ci sono antimeridionalisti abortisti e anti. La contrapposizione tra due grandi pacchetti, quello di sinistra e quello di destra ha mostrato tutti i suoi limiti. Secondo me sinistra e destra devono considerare solo le questioni economiche e la distribuzione delle ricchezze, non aborti, diritti non economici di minoranze sessuali o razziali. Una domanda infine: per comunismo, quale partito intendete in Italia?

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