Padre italiano tortura la figlia perché ha usanze “troppo occidentali”

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Il titolo è provocatorio perché a balzare alle cronache è un caso di violenza domestica che dimostra come certe azioni di potere esercitati contro le figlie femmine siano in voga anche nel nostro Paese.

Una sedicenne italiana ha ricevuto dal padre frustate con i cavi elettrici e l’obbligo di inginocchiarsi su vetri rotti perché egli non tollerava che la figlia uscisse con gli amici, che fosse corteggiata dai ragazzi e che uscisse con il suo fidanzato.

È stata la ragazzina, secondo quanto ricostruito, a raccontare tutto ai carabinieri.

Ancora oggi c’è chi parla di usanze maschiliste di altre culture, chi intitola e introduce i propri articoli parlando di quelle usanze troppo occidentali non condivise dai padri di religione mussulmana. Alla faccia di quelli che parlano di integrazione!

Eppure la stampa, quando riporta episodi ormai quotidiani di violenza domestica all’interno di nuclei famigliari italiani, di parlare di problemi culturali all’interno della società italiana non ne vuole proprio sapere. Pochi giorni fa esce un articolo simile. Questa volta il padre è un marocchino e il corriere dell’Umbria parla di stili troppo occidentali.

Il Giornale dell’Umbria addirittura afferma che il padre ha punito la figlia “perché pensava troppo all’occidentale“.

Perchè invece quando una situazione di violenza domestica avviene per mano di un uomo italiano dobbiamo essere portati a credere si trattino di casi individuali, sporadici o dovuti a qualche problema mentale del responsabile?

Personalmente conosco tantissime figlie femmine punite perché rincasavano tardi, perchè frequentavano troppi ragazzi, perchè si truccavano vestivano troppo scollate o semplicemente perché volevano uscire con gli amici o col fidanzato. O perché i loro padri, a causa di una cultura che li identifica come capofamiglia, pretendevano di conoscerlo e approvare la loro frequentazione. Insomma, costrette a vedersi limitate tutte quelle usanze da donna “occidentale”.

Non è una cosa che avviene di rado soprattutto nei piccoli paesi e non è raro sentire ragazze che ancora oggi si lamentano perché ricevono meno libertà rispetto ai loro fratelli, anche se più piccoli.

Perché ricevono più rimproveri se prendono brutti voti, se fumano una canna, se marinano la scuola, se fanno un piccolo reatuccio.

Perché è importante essere brave adolescenti obbedienti alle autorità (scuola, famiglia, norme sociali, legge ecc..) ma anche preservarci per divenire buone spose, mogli e come uteri sempre pregni.

Ma il modo di raccontare una vicenda quando è commessa da un padre italiano è totalmente diversa. La stampa parla di potenziali “fidanzatini” e parla di assenze da scuola, quasi voler da una parte condannare ma anche motivare il gesto dell’uomo e far passare la vittima come una che se lo è meritato perchè frequenta tanti ragazzi, uno stile di vita che secondo la nostra cultura cattolica non è condiviso e accettabile se adottato da una ragazza.

Fonte Blasting News:

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Si parla di eccezione come se fosse l’unico caso in Italia di figlie femmine costrette a subire violenze da padri che le considerano schiave di loro proprietà in quanto femmine (un caso simile fu questo). Inoltre l’articolo menziona che lei era bella: un classico descrivere l’aspetto estetico delle vittime!

Il culmine viene raggiunto quando si tenta di giustificare il comportamento del padre con il fatto che lei si assentava ingiustificatamente da scuola.

L’articolo peggiore è quello di Palermomania:

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Non solo dal titolo specifica che lei era bella, dettaglio che poco ha a che fare con l’episodio ma giustifica l’episodio di violenza mostrandolo solo come un eccesso. Della serie: poteva punirla in modo più morbido. Ma cosa aveva fatto di male questa ragazza se non desiderare quello che fanno molti adolescenti spensierati?
Secondo il giornalista essere belle è una colpa, esser corteggiate è una colpa. Insomma siamo colpevoli della nostra esistenza di donne. E siamo ancora più colpevoli se vogliamo uscire con i ragazzi. Dobbiamo subordinarci alla figura del padre in quanto figli e in quanto femmine.

Un articolo che per i più assuefatti dagli stereotipi sembrerebbe uscito dalla penna elettronica di un giornalista di Teheran ma è frutto della stampa italiana, quella che poi parla di immigrati che non vogliono integrarsi alle usanze occidentali.

Però quando si leggono articoli del genere è impossibile non pensare che invece gli immigrati sono integrati benissimo e se prendono a mazzate le figlie stanno facendo una cosa che condivide anche la nostra cultura, quella che etichetta queste violenze come eccessi della gelosia, causata dalla beltà della ragazza, come se fosse normale che un padre fosse geloso di sua figlia!

Non preoccupatevi non sarà descritto come un cattivo padre, un padre malvagio che potrebbe reiterare ma solo come uno troppo geloso, il quale probabilmente verrà vittimizzato nel momento che vorrà riavere la figlia che ora si trova in una comunità protetta per minori.

Da Zazoom.it la vicenda viene descritta allo stesso modo:

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Articoli come questi inducono all’idea che è comunque sbagliato uscire con persone del sesso opposto e avere fidanzatini come se fosse una cosa normale anziché prettamente culturale perché certe educazioni sessiste non sono date dalla natura diversa da uomini e donne ma dalla cultura. La natura non discrimina nessuno. Infatti nel nord Europa le cose sono un po’ diverse eppure è abitato sempre da uomini e donne.

Da TGCOM arriva questa perla:

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Mentre quei cattivi mussulmani a parità di “condotta” delle figlie, le picchiano “perchè occidentali”, gli italiani le picchiano perchè frequentano troppi amici, i quali vengono percepiti dalla stampa come “fidanzatini”.

Quello che mi ha sorpreso sono le virgolette tra la parola “con le cattive” , quasi come voler attenuare l’episodio di violenza.

Anche Rai News scrive un articolo simile specificando perfino sul titolo che usciva con “fidanzatini”. Non c’è da stupirsi se poi i commenti sono questi:

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Come mai quelli che gridano all’orrore quando un padre musulmano usa gli stessi metodi contro le proprie figlie poi ritiene giusto che un padre italiano usi violenza sulla figlia, perché la ritiene “traviata”? Non si può certo pretendere di credere una sedicenne italiana perché si sa queste cose avvengono solo nelle famiglie islamiche e se avvengono, di rado, nelle famiglie italiane allora questa è una dinamica famigliare naturalissima.

Insomma:

Le figlie femmine in quanto tali sono bugiarde;

Una figlia che esce con amici del sesso opposto è una traviata o una troia, insomma le brave ragazze devono stare accanto al focolare domestico.

Le frustate sono mezzi energetici e non una violenza domestica. Siamo ancora ai tempi dello ius corrigendi?

Gli assistenti sociali non devono intromettersi perché la famiglia é sacra. E se in famiglia tutto è permesso, allora è accettabile anche uccidere la moglie?

Ricapitolando, non esiste proprio che una femmina si relazioni con il sesso opposto. Esiste ancora quella cosa che si chiama segregazione di genere che separa maschi da femmine prevalentemente per preservare l’onore dei padri. L’unico modo in cui le femmine possono relazionarsi con l’altro sesso è attraverso la violenza che ricevono dai maschi per educarle e sottometterle.

Guai se una femmina decide di frequentare un maschio come suo pari, per essere amata o per trarne piacere personale. Che scandalo!

Avete capito come poi si vanno a formare e reiterare le dinamiche di rivittimizzazione delle donne? E perchè poi le donne difficilmente denunciano i loro partner violenti se apprendono che violenza tra uomini e donne è espressione del normale potere che gli uomini devono disporre sulle donne.

Perché noi siamo il secondo sesso,  aveva ragione Simone de Beauvoir.

2 commenti

  • E’ una cosa orrenda.. e se tutt’oggi qualcuno sano di mente si indigna ad ascoltare certe notizia fino a trenta quaranta anni fa un trattamento del genere nei confronti delle figlie femmine era considerato normale e giusto! non so dove andremo a finire .. sono sicura che questo mondo sta diventando scomodo per moltissime donne

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  • Mio padre, se non fosse che mi oppongo e gli dico in faccia tutta la sua stupidità, mi picchierebbe da mattina a sera. Comunque lo sa che se prova a torcermi un capello dirò tutto ai carabinieri. Per lui non dovrei mai uscire di casa e non mi sarei dovuta diplomare ma io faccio l’esatto opposto. Non sono una delinquente ma ho il mio lavoro e la mia auto: è già qualcosa, di questi tempi. Lui non si è mai curato della famiglia, preferisce solo andare in campagna e guardare la TV tutto il giorno. Detesta tutte le donne ma mia madre, a modo suo, la rispetta perché le cose non gliele manda a dire, come me.

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