Quando il femminicida si prende le lodi

Ciudad Juarez, la guerra dei narcos

Un altro femminicidio annunciato e ancora una volta la stampa che parla di raptus e di padre modello (Ricciocorno ne parla Qui).

Un uomo ha massacrato la sua ex annunciando il femminicidio via Facebook prima di compierlo. Per questo motivo parlare di raptus è assurdo.

Perché nessuno è intervenuto prima che lui potesse portare a termine il suo piano? Possibile che nessuno abbia allertato le forze dell’ordine?

Per di più il suo post, con il contenuto “sei morta troia” si è beccato nel giro di pochi minuti 300 like e altri commenti di plauso (poi cancellati) .

Questo è quello che sono riuscita a prendere poco prima che il suo profilo venisse bloccato (probabilmente da chi sta indagando sul caso).

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Con quel post lui ha emanato la sentenza di morte, gli uomini della comunità lo hanno sostenuto armando la sua mano. Le forze dell’ordine probabilmente pure (visto si trattava di una morte annunciata) .
I giornali idem in quanto omettono che si trattava di un femminicidio pianificato e che lui è un assassino non un padre modello.
E che su tratta di un problema culturale.

Il termine troia poi racchiude un significativo culturale, lo stigma sulle donne in quanto tali.

Questo caso mi ha sconvolta parecchio. Sarò ingenua malgrado ne avessi viste di cotte e di crude ma mai avrei pensato che un femminicidio potesse ricevere così tanto consenso sociale. Trecento like. Trecento. Che se non fosse stato bloccato in tempo sarebbero pure aumentati, come effettivamente stava accadendo. È il ritratto di un paese retrogrado e misogino dove perfino le giovani generazioni crescono con l’idea che picchiare una donna è normale.

Devo ancora riprendermi da ciò che ho visto. Mi ha fatto talmente male che non ho mai provato la stessa rabbia che sto provando in questo momento.

Un paese che si definisce civile non può provare empatia verso un uomo che ha ucciso una donna.

Allo stesso modo degli uomini che prendono ciascuno un sasso per lapidare una donna che ritengono “disonorata”, questi uomini stanno mettendo un like a chi ha ammazzato una donna. Non sono mancati pure i like da parte di donne. Nemmeno le donne in Italia sono solidali con loro stesse.

Magari sono quelli che hanno creduto alle parole dei giornali. Lui infondo era depresso, ha perso la testa. È un bravo papà, non un immigrato che uccide una moglie “troppo occidentale”.

3 commenti

  • Ogni volta che leggo di una donna uccisa, di un bambino, di un anziano o un animale maltrattato mi viene male al cuore. Sono troppo sensibile e mi vengono le lacrime, la rabbia è tanta e mi vergogno di essere italiana, salvo poi riprendermi e auto-convincermi che qualcuno ancora buono in questo paese c’è.
    L’uso morboso che si fa di Facebook è la causa di tutto ciò, persone sfaticate che perdono tempo a leggere i fatti altrui per denigrarli in pubblico e infine questo. Mai avrei pensato che qualcuno potesse mettere mi piace a uno stato del genere, non delle donne, molte delle quali sono le vere nemiche delle altre donne, definite da me “femmine che armano la mano e la bocca di alcuni maschi”, perché gli uomini fanno battute da imbecilli ma molte donne fanno una vera e propria guerra. Scusate se è tutto confuso, ma la rabbia cresce ed è difficile fermarla.

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  • Al peggio del web non c’è mai fine sembra.
    Ma se ci sono anche persone come te che capiscono come combatterle, c’è sempre una speranza

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  • L’ha ribloggato su angelakarolinepantaleoertlere ha commentato:
    una nazione che protegge gli uomini che uccidono le donne è una nazione arretrata ed antisociale.

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