Essere donne in Italia è ancora un problema

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Oggi è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne ma non scriverò articoli sulla violenza palese perché sappiamo già quanto essa sia una piaga sociale nel nostro Paese come in ogni parte del mondo fino al più piccolo villaggio sperduto.

Non parlerò di questo perché al posto mio lo staranno facendo tantissimi giornali che si riempiranno la bocca di retoriche usa e getta perché durerà solo oggi. Io scelgo di parlare di una forma di violenza più sottile, quella che alimenta l’humus che poi va a generare la violenza palese quella che sfocia in femminicidi, stupri, molestie sessuali e discriminazioni di genere. E via dicendo.

Parlo del maschilismo del nostro Paese. E’ accaduto che un’altra donna italiana è riuscita a raggiungere quello che altre colleghe degli altri paesi e quello che i colleghi maschi connazionali non sono riusciti. Dopo la prima donna al Cern, la prima donna italiana a diventare un’astronauta è Samantha Cristoforetti.

Lei è l’ennesima donna italiana che rompe lo stereotipo che tutto il mondo si è fatto delle donne italiane, specie dopo gli scandali del Rubygate che hanno riempito le testate estere sottolineando come le donne italiane non abbiano altre ambizioni che fare le veline, le miss o andare a letto con uomini potenti.

Nulla di più falso visto che tra le migliori eccellenze nella scienza abbiamo donne italiane e visto che molte ricercatrici sono italiane. Però una cosa è vera. Queste donne illustri e erudite sono costrette a scappare dall’Italia perché questo paese costringe i giovani, soprattutto le donne, alla precarietà a vita oppure discrimina fortemente le donne.

Che l’Italia sia un paese fortemente maschilista lo sappiamo tutte perché lo subiamo nella nostra pelle giorno per giorno. E’ un’Italia che non valuta le sue eccellenze e preferisce ancora fermarsi al sesso. E’ l’unico paese del mondo a rifiutare domande di lavoro da parte delle donne perché esse sono sposate o hanno figli. E’ l’unico paese del mondo a licenziare e/o ricattare le lavoratrici in maternità o che hanno progetti di diventare madri. Uno dei pochi paesi dove le molestie sessuali e le avances in cambio di lavoro e/o carriera sul luogo del lavoro sono la norma.

E’ ovvio che in questa situazione è molto difficile per un’italiana affermarsi socialmente e dunque donne come la Cristoforetti meriterebbero un applauso doppio perché hanno fatto un sacco di sacrifici per essere dove sono. Donne come lei dovrebbero essere l’orgoglio per gli italiani, visto che finalmente la stampa mondiale parlerà degli italiani senza fare più menzione a cose negative e perché questo rappresenta un evento storico da segnare sulle pagine della storia italiana.

Ma non è andata così. I social network si sono riempiti di insulti sessisti. La Cristoforetti è una donna, dunque in quanto tale deve starsene a casa.  Ogni meme e ogni commento trasuda di triste realtà sessista, la stessa che poi costringe le donne a scappare dal Paese perché altrimenti troverebbero discriminazioni che rendono il soffitto di vetro sempre più alto.

Non dimentichiamoci che l’Italia è un paese che avendo cresciuto generazioni intere al modello femminile di velina misto al sempre tradizionale e in voga modello della donna identificata come madre e moglie, mettendo le donne di fronte solo a questo bivio, non può certamente essere un paese femminista che percepisce le donne pari e capaci di fare qualcosa di diverso dallo sculettare o cambiare pannolini.

Dunque è chiarissimo leggere di uomini che parlano di discriminazione contro gli uomini quando una volta ogni tanto la stampa dedica articoli di plauso alle donne piuttosto che dedicarli alle solite “fighe da copertina” sulle quali possono masturbarsi e dormire sonni tranquilli senza la preoccupazione di essere scalzati dal sesso che considerano inferiore. Evidentemente vedersi esclusi come soggetti consumatori di corpi femminili li fa sentire discriminati come lettori e uomini!

Perché è l’Italia a scandalizzarsi quando le donne hanno ambizioni diverse da quelle che hanno le loro madri/nonne o dalle veline che vediamo in tv. Del resto il ruolo della donna in tv rappresenta proprio la paura che gli italiani hanno che le donne si emancipino da quei ruoli. E non è solo attraverso la violenza di genere che si può ferire una donna. Ecco alcuni esempi da web:

I commenti sul web dimostra quanto siano ancora forti i pregiudizi sulle donne e quanto è ancora radicata l’idea delle donne incapaci, la cui unica ambizione dovrebbe essere quella di fare i ravioli o di twerkare il sedere in televisione.

Gli insulti sull’aspetto estetico sono i primi che vengono rivolti alle donne per rimarcare quanto sia importante essere uguali alle donne da copertina per fare una mansione che nulla ha a che vedere con l’aspetto estetico o avere ambizioni che richiedono l’avvenenza come valore fondamentale. Ma la Cristoforetti è una donna normale. Eppure proprio a causa di questa normalità c’è chi l’accusa di assomigliare ad un uomo, proprio perché percepisce che fare l’astronauta non è roba da donne.

E non è finita qui. L’insulto più frequente dopo quello sull’aspetto è accusare di prostituzione tutte le donne che raggiungono vertici alti o che fanno mestieri considerati maschili. Dunque, se tu, donna, non svolgi lavori umili o femminili sei sicuramente una puttana che sei lì perché hai scaldato il letto di qualcuno o semplicemente sei genericamente una cagna in quanto donna. Poiché essendo donna sei incapace a fare tutto e non puoi essere lì per merito.

Purtroppo qui giocano molto trent’anni di maschilismo televisivo e gli scandali sessuali riportati dalla stampa come se fossero colpa delle donne.

Altro insulto diffuso è considerare incapaci le donne che svolgono mestieri considerati maschili, utilizzando vecchi stereotipi che suggeriscono l’incapacità delle donne a guidare mezzi di trasporto. Magari al suo posto avrebbero preferito un Francesco Schettino ad arenarsi su qualche pianeta sperduto nello spazio? Non credo che di fronte ad un’evidenza simile abbiano argomentazioni valide per confutare le loro tesi sessiste e preconfezionate. Riadatteranno la storia della chiave e la serratura anche qui?

Per ultimo notiamo i soliti che si lamentano che le donne dovrebbero ridere e riconoscere che stanno facendo ironia a prendere in giro una donna che si è fatta il culo (e scusate il francesismo) per  arrivare dove è arrivata. Quelli che si lamentano del femminismo quando del femminismo, un Italia ferma al 70esimo posto nel mondo per quanto riguarda la parità di genere ne avrebbe bisogno eccome di femminismo.

Conosco numerose bambine che vogliono e volevano fare le astronaute. Io ero una di queste. Forse per questo che ho a cuore la missione riuscita di Samantha. Le bambine italiane di oggi finalmente potranno contare su un sogno realizzabile e non più su un sogno infantile da chiudere per sempre nel cassetto. Ma a chi spiega loro che troveranno ostacoli perché sono nate in un paese così sessista che ti insulta perché essere astronauta non si aggrada alla tua “natura” di angelo del focolare? E’ davvero deludente e scoraggiante questo.

Ora concludo il post con i migliori auguri a Samantha che da lassù riderà per i vostri commenti idioti e dall’alto vedrà quanto è piccola, medievale e gretta l’Italia, mentre voi sessist…ecco voi potete pure prendere un’astronave per andarvene a fanculo, probabilmente l’unica cosa che vi riesce meglio. O meglio andateci a piedi perché dubito che sappiate guidare un’astronave.

10 commenti

  • Giusto seguire nuovi approcci

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  • sottoscrivo, tutto.
    quel che mi dispiace, a fronte di ciò, è che non assuma banale valenza di satira quel che dovrebbe rientrarvi normalmente e con pari diritto. come dire: per me l’ideale sarebbe una situazione nella quale ci si possa “permettere” di fare una battuta come quella della vignetta sui quattro mesi per parcheggiare con la stessa tranquillità con la quale si potrebbe fare ad un uomo sostituendo i termini, che so, ad esempio, sei mesi di cui quattro passati a prendere il segnale delle radiocronache calcistiche.

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    • Peccato che non sia stato fatto.
      Quando hanno spedito Parmitano nessuno ha fatto battute sessiste.
      Come al solito alcunii uomini hanno profonde frustrazioni.

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  • Una delle cose più tristi che abbia letto. Finalmente una donna dopo aver sudato sette camicie e aver fatto mille sacrifici, riesce a raggiungere un traguardo storico…ed ecco gli imbecilli di turno che rovinano tutto.
    Ma queste persone sanno almeno quanta fatica a dovuto fare? Il suo curriculum è lunghissimo e molto onorevole per una persona che ha solo 32 anni!
    Io non ho parole per tanta idiozia.

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  • Io l’ammiro tanto, non solo perché è una mia “simile” ma soprattutto perché è arrivata in alto lavorando duramente, senza aiuti. Purtroppo l’invidia è una brutta bestia e otteniamo questi commenti da “esseri di genere maschile” (non li chiamo animali perché ho 1 gatta e 2 cani più intelligenti di loro).
    Avanti così Samantha, sei grande!

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  • Io ho trovato semplicemente NORMALE che una donna sia andato nello spazio a fare quello che sa fare (la scienziata), che semplicemente non ho trovato NULLA DA DIRE sui social.

    Perché se una cosa é NORMALE, non vedo perchè parlarne :)
    Per il resto condivido tutte le osservazioni che hai fatto sulla vicenda

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  • Fa riflettere quanto sia semplice sminuire e insultare una donna. Quante offese sessualmente connotate e quanti luoghi comuni siano pronti all’uso del primo imbecille frustrato che passa. E’ grave che pochissimi vedano che questo mirabile repertorio esiste, che non è “naturale” ma culturalmente costruito e che può avere delle ricadute anche pesanti nel concreto della vita delle donne. Altra cosa triste: ogni volta che lo puntualizzo vengo tacciata di acidità o, peggio ancora, di “moralismo”. Parli di rispetto e di civiltà, cose che vorresti tanto poter dare per scontate, e sei pure moralista. Come se ne esce?

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  • L’ha ribloggato su angelakarolinepantaleoertlere ha commentato:
    In Italia la parità tra i sessi è ipotizzata per il 2093. Si commenta da sé!

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