Altro che immigrati violenti e maschilisti, per gli italiani la violenza di genere è normale!

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Mentre gli italiani accusano lo “straniero cattivo, maschilista e stupratore” esce un’indagine raccapricciante.

La recente indagine è stata condotta da Intervita con il supporto di Ipsos e presentata ieri alla Camera. Da questa è emerso un quadro davvero raccapricciante per quanto riguarda la percezione del fenomeno della violenza di genere e del ruolo delle donne nella società italiana.

I panni sporchi si lavano in famiglia. Per un uomo italiano su tre la violenza domestica sulle donne è un fatto privato da risolvere all’interno della famiglia e per ben il 61% delle donne ritiene che i panni sporchi si lavano in famiglia.

Dunque la violenza di genere non solo rientrerebbe nei normali rapporti uomo-donna ma non dovrebbe riguardare nessuno. E le donne non dovrebbero denunciare la violenza di genere? non dovrebbero parlarne con nessuno di quello che accade nelle mura domestiche?

L’86% delle donne pensa che se una donna viene picchiata dal marito, dovrebbe lasciarlo. Lasciarlo ma non si menziona la possibilità di denuncia. Un uomo su 4 è convinto che se una donna resta con il marito che la picchia, diventa lei stessa colpevole. Dunque le donne se parlano con gli altri di un fatto che riguarda la sfera privata (o denunciano?) sono colpevoli, se continuano a viverlo come un fatto privato restando col violento sono colpevoli allo stesso modo.

Avete capito?

E’ davvero un quadro sconcertante considerando che solo il 7,2% delle donne denuncia l’accaduto.

 

In un anno più di un milione di donne sono state vittima di violenze, che si ripetono più volte salendo alla cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro). Oltre 25 i casi al giorno di stalking.

Violenze che secondo gli intervistati e le intervistate non solo devono rimanere private ma in certi casi sono pure legittime. Il 79% delle intervistate, infatti, ritiene che se un uomo viene tradito è normale che possa diventare violento, il 77% che se ogni tanto gli uomini diventano violenti è per il troppo amore e il 78% che per evitare di subire violenza le donne non dovrebbero indossare abiti provocanti.

Quindi se un uomo fa violenza ad una donna ha sempre ragione!

La scarsa solidarietà tra donne rappresenta un altro ostacolo per le vittime di violenza. Spesso, infatti, le donne non denunciano non solo per paura di non essere credute ma per paura di essere colpevolizzate, disapprovate o perché credono che l’uomo violento le picchi perché innamorati.

Le risposte dei sondaggi sono comunque legate ad un quadro di stereotipi di genere radicati nella nostra società. Stereotipi appresi socialmente e legati ad un modello sociale familista dove l’autorità spetta all’uomo, il quale non è intenzionato a perderla. Stereotipi appresi in famiglia ma anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa e dalle istituzioni, fortemente ancorati ad una rappresentazione maschilista della realtà.

Sebbene l’85% del campione ritiene che anche gli uomini debbano occuparsi delle faccende domestiche, che l’istruzione sia importante indipendentemente dal genere e che la guida della famiglia non sia prerogativa esclusiva degli uomini, dall’altro i dati mostrano il permanere di un’immagine stereotipata della figura femminile.

Ancora oggi si ritiene che il matrimonio sia “il sogno di tutte le donne” e che le donne dovrebbero avere come priorità quella di sposarsi. A pensarlo sono circa 1 uomo su 2. Assieme al matrimonio, 1 uomo su tre è convinto che le donne dovrebbero ricercare esclusivamente la maternità per realizzarsi completamente. Secondo 7 intervistati su 10 le donne dovrebbero fare sacrifici per la famiglia.

Non solo madri, ma anche oggetti sessuali. Per un uomo su 5 è accettabile denigrare una donna con uno battute a sfondo sessuale, uno su 10 pensa che se le donne non indossassero abiti provocanti non subirebbero violenza.  Per quasi 6 italiani su 10, inoltre, è pressoché normale utilizzare un bel corpo di donna a fini commerciali.

Nel report si ricorda che nonostante la nuova legge contro i femminicidi varata un anno fa, ogni due o tre giorni in Italia una donna viene uccisa dal partner, dall’ex o da un familiare. Una mattanza quotidiana che non può essere ignorata e che è frutto di un contesto che normalizza la violenza.

Altro che immigrati barbari, per gli italiani la violenza sulle donne è accettabile.

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