Scegli il vestito di Ilary!

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Ricevo in posta la segnalazione di Tania circa il programma televisivo “Le Iene” che va in onda su Italia uno e che non ci è nuovo dal momento che ne trattammo per quanto riguarda alcune puntate che giustificavano la violenza di genere o facevano spogliare ragazze ricattate sessualmente sul lavoro con tutto il rischio di alimentare sentimenti giustificatori verso chi compie violenza di genere. Leggi QUI qui qui qui e altri servizi che sono stati fatti per criminalizzare le donne separate, anche quelle che subiscono violenza, per indurle a perdonare i violenti.

Questa volta però non c’è (almeno non in questa segnalazione) un servizio incriminato ma comunque un episodio che dovrebbe essere considerato altamente discriminatorio.

La direzione del programma sta convocando il pubblico per scegliere il vestito che Ilary Blasi dovrà indossare nelle prossime puntata.

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Ovviamente il pubblico per la puntata di ieri ha optato per lo stile Rihanna (destra) ma tengo a precisare che non faccio parte dei bacchettoni che hanno urlato allo scandalo per l’abito di ieri.

Per chi non conoscesse Le Iene, vi informo che Ilary Blasi è la presenza femminile del programma che affianca la controparte maschile Teo Mammucari, entrambi presentatori.

Spero sia uno scherzo perché è davvero grave che la conduttrice di un programma televisivo venga trattata come una Barbie.

Come testimonia il corpo delle donne è da tempo che le donne in televisione continuano ad essere trattate come oggetti sessuali per sollecitare i bassi istinti del pubblico maschile, ma non si era mai arrivato a tanto.

Certo vediamo da tutte le parti donne semi nude a condurre programmi o ad affiancare come cornici mute i conduttori, oppure peggio ancora, concorrenti di programmi scelte solo per la propria bellezza e inquadrate nelle zone intime (es Avanti un altro o Affari Tuoi).

Però si oltrepassa il limite proprio perché manca un organo istituzionale che vieti queste discriminazioni, perché di discriminazioni si tratta e non solo mediatiche. Sono discriminazioni sul posto di lavoro poiché una donna che fa spettacolo dovrebbe essere trattata allo stesso modo di un uomo e non farsi (s)vestire dal pubblico.

Inoltre Ilary non è nemmeno una velina ma è una conduttrice e non dovrebbe avere un ruolo marginale o dover vestire in abitini succinti scelti dal pubblico per distrarli.

Come dicevo tempo fa, la discriminazione sul posto di lavoro è presente anche nei mezzi di comunicazione tanto che le mansioni tra uomo e donna sono diverse. Le donne sono richieste per coprire incarichi tipicamente femminili come quello di ballerina, valletta sexy, modella oppure di conduttrice di programmi etichettati per un target femminile. Gli uomini, invece, hanno una posizione di potere più avanzata conducono più programmi e di ampio genere. Soprattutto conducono programmi di politica e di sport dove le donne sono assenti o relegate sempre al ruolo di sexy cornici.

Inoltre continua ad essere assurdo il perché le donne accettino questo per fare successo.

fffff

Inoltre non possiamo non aspettarci commenti simili (Pagina ufficiale). Dunque, la direzione del programma è consapevole che sta alimentando il sessismo? E’ consapevole che con questa condotta non fa altro che rafforzare l’idea della donna come un oggetto da relegare in una posizione subalterna rispetto agli uomini? E’ consapevole che si sta arrivando ad un livello di accettazione delle discriminazioni di genere? E’ consapevole che se si da in pasto questo modello alle nuove generazioni, in futuro le donne potranno soltanto essere ancora più discriminate in tutti i campi? Non è consapevole che così facendo ogni molestia può essere giustificata in base a ciò che indossi? E che le donne verranno valutare sempre e solo per il loro aspetto?

Mi rivolgo anche ad Ilary. Tu Ilary sei una donna adulta, so che sei cresciuta sin da bambina attraverso questi modelli, so che sei stata una letterina quando avevi solo diciotto anni, ma ora sei una conduttrice affermata. Perché accetti questo e non ti ribelli? Come è possibile che tu non percepisca questa discriminazione? Non ti sei chiesta perché la direzione del programma che conduci non fa scegliere dal pubblico anche il vestito di Teo?

 

Update:

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Pare che chi gestisce il forum ufficiale della Blasi non abbia capito che non è normale che la direzione faccia scegliere i suoi vestiti e non anche quelli di Teo. Per giocare con gli stereotipi sessisti, bisogna avere consapevolezza e vivere in un contesto dove il pubblico sia capace di decostruirli e che abbia degli strumenti per farlo. Ma dai commenti sulla pagina delle Iene mi sembra che non sia cosi e purtroppo si rischia solo di alimentarli. L’invito al benaltrismo è un classico.

4 commenti

  • Cito: “Dunque, la direzione del programma è consapevole che sta alimentando il sessismo? E’ consapevole che con questa condotta non fa altro che rafforzare l’idea della donna come un oggetto da relegare in una posizione subalterna rispetto agli uomini?”
    La direzione è perfettamente consapevole di alimentare la bava che cola dai suoi fantozziani spettatori.
    La direzione è perfettamente consapevole di rafforzare nelle deboli menti di costoro il loro ideale di femmina-barbie-bambola-gonfiata.
    La direzione è perfettamente consapevole di prestarsi a uno schema nel quale il maschio, qualunque maschio, è comunque un alfa rispetto a una femmina.
    La direzione è perfettamente consapevole che solamente un pubblico di tali beoti è in grado di sopportare, accettare, assimilare e fare propria la pubblicità annessa.
    La direzione è perfettamente consapevole che i messaggi, tutti i messaggi trasmessi, sono palesemente falsi e fuorvianti, ma i denari che entrano in cassa sono buoni e ben graditi.
    Ilary è perfettamente consapevole che “pecunia non olet”, e che comunque televisione fa un po’ rima con prostituzione. Bisogna vedere fino a dove ci si vuole spingere con la scena. Tutto è virtuale.
    Bye

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    • però Ilary non ha mai avuto problemi economici e ora ne ancor meno io penso che il sessismo appartenga anche alle donne stesse e in italia è un problema

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      • Hai fatto due affermazioni, una probabilmente vera e l’altra indiscutibilmente vera.
        Io non so se Ilary abbia o abbia avuto problemi economici. Molto probabilmente no.
        E qui appunto sta la chiave.
        Chi i soldi non li tiene, a meno che non sia in pericolo la sopravvivenza sua e dei suoi cari, difficilmente rinuncia in modo così plateale alla sua dignità.
        Si possono anche accettare lavori sottopagati, precari, fasulli, magari maledicendo la propria sorte, ma questo fatto non sminuisce l’essenza intima della persona bensì unicamente il suo valore professionale, o se preferisci la sua posizione sociale.
        Capita di non potersi permettere nulla di futile al di fuori dell’essenziale, mai una festa, un periodo di ferie, un bel vestito, uno svago, ma, anche se può essere una situazione deprimente, non viene minata la coscienza di sé, casomai possono crescere invidia e rancore verso chi può permettersi di scialare pur essendo una persona di scarso valore umano.
        Invece sono proprio quelli che i soldi li tengono a dar loro più peso di quello che meriterebbero, e sono terrorizzati di non poter mantenere il loro dorato tenore di vita. Farebbero di tutto per non scendere di un millimetro lungo la scala sociale, mentirebbero al mondo, si venderebbero al miglior offerente, sarebbero capaci anche di uccidere.
        L’altro punto riguarda il sessismo.
        È da un po’ che ho maturato la convinzione che i peggiori nemici delle donne sono le donne.
        Se una certa dose di sessismo misogino maschile è, come dire, naturale, come per esempio l’istinto di vendetta o la paura del buio, residui atavici che ognuno di noi maschi deve imparare a riconoscere e controllare, non è accettabile che lo stesso sentimento istinto/impulso/pensiero alberghi nella mente femminile.
        Non capirò mai che si rovina gambe e caviglie (se basta) con tacchi stratosferici, chi si spalma su pelle e capelli chili e chili di veleni chimici, chi si costringe a diete insalubri per entrare in vestiti che non vestono, chi rinuncia a pensare per uniformarsi alla carta patinata di una rivista, chi vive solamente per l’approvazione di mariti, amiche, parenti, preti, capi, e vari maestri di pensiero. Non capirò mai chi è convinta/o che per vivere bene bisogna piacere, e per giunta piacere a una platea di grassi gusti.
        E non troverò mai la fonte di tutto il veleno che le donne sanno estrarre quando si tratta di sputtanare un’altra donna quando questa non si conforma allo standard di donna perfetta e ammirevole (ovviamente dal punto di vista maschile).
        Bye

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  • Bellissimo articolo, sono d’accordo con te. Permettimi di dirti però che da simili programmi spazzatura non ci si può aspettare qualcosa di diverso dallo scenario da te descritto e, di conseguenza, il bacino di utenza di tali programmi non è da meno.

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