Le braccianti violentate e la condizione delle migranti che riguarda tutt*

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La crisi economica in italia sta rendendo sempre più invivibile la condizione lavorativa di gran parte della gente. In un momento in cui il governo Renzi sta approvando una riforma del lavoro che punterà sempre di più a intaccare i diritti di tutt* * lavoratori/trici, è bene che si parli di situazioni che non appartengono al secolo scorso, quando i lavoratori e le lavoratrici erano costretti ad accettare ogni sorta di sopruso e sfruttamento.

E’ proprio in questo sistema che chi è donna, povera e straniera vive una doppia condizione di sfruttamento. Un mese fa è partita un’inchiesta in cui si rivelava che in alcune serre nella provincia siciliana di Ragusa, nel totale isolamento, molte donne immigrate, in particolare rumene, oltre a ricevere salari bassissimi, vengono costrette a subire violenze sessuali da parte dei padroni.

Non è una storia accaduta a fine ottocento ma appartiene ai tempi odierni. A Vittoria, lo sfruttamento lavorativo e sessuale delle lavoratrici immigrate, che si accompagna a condizioni estreme di degrado è una realtà attuale. Molte di queste giovani braccianti vivono segregate spesso con figli piccoli, in case fatiscenti in luoghi sperduti nelle campagne. E’ lì si consumano quelle violenze da parte dei padroni delle serre.

Vengono offerte come carne da macello ai loro parenti e tutto il comune tace di omertà.  Spesso vengono portate ad abortire, infatti Vittoria, è il primo comune italiano per numero di aborti. Le ragazze e le donne arrivano in ambulatorio accompagnate da uomini, in genere italiani ma a volte anche tunisini e albanesi, che parlano al posto loro.

Però Vittoria è anche un comune che non permette alle donne violentate di abortire poiché tutti i medici sono obiettori di coscienza. Quanto è impossibile recarsi a Modica perché le richieste di aborto hanno portato ad un allungamento dei tempi di attesa, rendendo impossibile l’aborto entro i tre mesi previsti dalla legge, alcune donne sono costrette a ritornare nei loro paesi d’origine per abortire. Altre si affidano al dramma dell’aborto clandestino. I mariti, braccianti anch’essi, tacciono e non possono ribellarsi quando le loro mogli subiscono violenze dai padroni.

Non si può non raccontare questa storia tenendo fuori il contesto nella quale si svolge. E’ un contesto patriarcale dove la donna, specie se straniera, non vale nulla e dove sono presenti numerosi stereotipi che portano a legittimare questi stupri e portare avanti questi abusi nella totale indifferenza.

Le rumene, soprattutto, sono quelle che subiscono in primis gli abusi in quanto tali poiché è radicato lo stereotipo che identifica la donna rumena come una donna facile. Per numerosi vittoriesi, comprese le donne, sono le rumene a tentare l’uomo italiano che secondo lo stereotipo incarna il mito dell’uomo cacciatore.

Dunque, l’uomo, essendo interpretato come cacciatore, può anche prendere con la forza una donna poiché fa parte della sua natura. Dunque ciò permette a questi uomini di vantarsi in giro di ciò.

Tutto ciò si consuma mentre la Lega Nord, organizza manifestazioni contro l’immigrazione, dipingendo loro come causa di tutti i mali in Italia. Dove vengono fatti spot razzisti per denigrarli.

L’immigrato che fa comodo soltanto quando deve essere sfruttato da parte dei padroni e pure lo sfruttamento subito diventa un motivo per biasimarlo. In particolare, le donne diventano bersaglio anche per quanto riguarda le campagne xenofobe.

I migranti sono quelli che subiscono una condizione peggiore, ma quella condizione dovrebbe riguardare tutti. Quando un singolo lavoratore viene sfruttato, automaticamente, lo sono tutti. Non esistono privilegiati al di fuori di chi possiede i mezzi di produzione.

Non sarete certo protagonisti di campagne xenofobe ma nessuno si salverà quando verrà smantellato l’articolo 18. Nessuno escluso.

E’ triste vedere come le vittoriesi non comprendano come la condizione delle migranti, in quanto migranti ma soprattutto donne (perché la violenza sessuale colpisce in maggioranza le donne) riguardi anche loro.

E’ stimato che in Italia siano più di un milione le donne che subiscono molestie nel posto del lavoro. Considerando che nemmeno la metà delle donne italiane possiedono un lavoro, il numero è impressionante (e si parla dei soli casi denunciati). Aggiungendo che i salari e le qualifiche delle donne sono nettamente inferiori a quelli degli uomini, si va a concretizzare una situazione che denota come in Italia sia presente un contesto fortemente patriarcale che penalizza le donne. Un contesto che nemmeno possiede una legge che ci tutela da questo cosiddetto “mobbing”.

Dunque, la condizione delle migranti dovrebbe riguardare tutte le donne, le quali immerse in un sistema capitalista, subiscono una doppia condizione di discriminazione.

Questo perché i mezzi di produzione, oltre che ad appartenere a pochi, sono in mano soprattutto agli uomini. Questo grande divario è responsabile dello sfruttamento anche sessuale delle donne, le quali, trovandosi in una posizione subalterna accetterebbero il loro destino, un destino fatto di sfruttamento sessuale, ricatti e redditi più bassi.

Dunque, la lotta al capitalismo è anche una questione femminista.

Il corpo delle donne, negli ultimi anni, è al centro di numerosissime speculazioni politiche. In questi giorni il Governo Renzi, ha annunciato sfruttando anche l’accoglienza data dalle reti Mediaset, che verranno distribuiti 80 euro a tutte le donne che daranno alla luce un figlio.

Prima di ciò era la ministra Lorenzin ad annunciare un “piano della maternità” per spingere le donne italiane a procreare in età più fertile e di fare più figli. Tutto ciò senza amodernare il welfare che allo stato attuale non consente alle donne di mantenere il posto di lavoro o di inserirsi nel mercato del lavoro quando madri.

E’ difficile non veder celato dietro un messaggio simbolico. Un piano che ci riporta all’idea della donna durante il ventennio. Madre a tutti i costi. Nessuno sforzo, infatti, da parte del governo di arginare le discriminazioni sul lavoro nei confronti delle donne.

Dunque, non si può, non chiamare in causa come responsabile il nostro Governo ogni volta che una sola donna subisce una violenza o una discriminazione sul lavoro.

Quando la gente parla di condizioni di lavoro si parla spesso di giovani o padri di famiglia e spesso, purtroppo, si escludono le donne.

Questo perché l’idea delle donne come individui legati al focolare domestico è ancora molto radicata nel nostro Paese, nonostante le ragazze più giovani possiedano titoli di studi più alti. Dunque, non soprende, come subiscano forte colpevolizzazione le donne che hanno un’occupazione e sono al tempo stesso madri o vittime di violenza nel posto di lavoro.

Alle prime viene rinfacciato lo stigma di madre assente, la madre egoista che lascia la famiglia per recarsi a lavorare fuori. Questo perché le lavoratrici, in molte zone d’Italia, vengono percepite come egoiste a fronte dell’idea della donna idealizzata come moglie e madre. Le seconde subiscono lo stigma di puttane che sono scese a compromessi sessuali in cambio del posto di lavoro, secondo l’idea negativa della lavoratrice radicata in Italia, soprattutto se in piani più alti o possedente un lavoro più qualificato e retribuito.

Ed è questa idea che isola le braccianti di Vittoria costringendole a violenze e ricatti nel più totale silenzio.

Questa brutta storia dovrebbe riguardare tutti, compresi gli uomini i quali devono prendere le distanze da una certa cultura maschilista, in quanto uomini e in quanto lavoratori non esenti da sfruttamento, in quanto sfruttati e/o sfruttatori. Perché in nessun paese evoluto sarebbe accaduto un orrore simile e perché il sessismo, assieme al classismo, il razzismo e la xenofobia è una realtà ancora troppo diffusa in Italia.

4 commenti

  • queste sono le storie da sbattere in faccia a tutti i Salvini i Fiore e i Borghezio che sostengono che i criminali che stuprano nel nostro paese sono A MAGGIORANZA STRANIERI.

    Basterebbe articoli e inchieste come queste per far capire l’idiozia di simili affermazioni razziste fatte solo per prendere voti e consensi facili…..

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  • Che dire, ottimo articolo, come sempre. Questa è la nostra realtà, bisogna parlare e far sapere la verità di quello che ci circonda. Questo fatto dell’attribuire tutti i mali allo “straniero”, non mi va per niente bene. Ho messo straniero tra le virgolette perché, non si tiene nemmeno più conto della possibilità che quella persona la quale non corrisponde ai connotati o caratteristiche italiane, possa esserlo davvero. Invece, parte in automatico il pensiero dello straniero appena arrivato che deve solo tornare da dove è venuto. Ancora non si accetano gli italiani con origine straniera o gli italoafricani, italoperuviani, ecc.
    Ringrazio fortemente chi è di mente aperta o semplicemente una persona formata, educata e non ignorante ma sopratutto civilizzata.

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