Grazie a tutt*

Car* tutt* quell* che mi leggono e mi hanno sempre seguita fin dall’inizio,
Con grande dispiacere vi ho dato notizia della morte di UAGDC.
Il blog creato da me, cresciuto da principio solo da me, con fatica e impegno, ha purtroppo smarrito la sua identità.
La pluralità di voci che avrebbe dovuto avere UAGDC già dal suo progetto iniziale si è persa negli anni poiché le voci più moderate sono andate perdute, fagocitate dalla prepotenza di chi aveva come unico obiettivo la notorietà del blog invece dei contenuti del blog, che ormai procedeva confusamente a caccia di click. L’abbandono di alcune mie compagne nel mese di aprile, la mia più scarsa partecipazione ai post e altri eventi, sono frutto del clima ormai quasi dittatoriale che si respirava ormai nel collettivo.
Nell’ultimo anno ho cercato molte volte di riportare UAGDC alla sua missione originale, senza successo: nessuna discussione è stata possibile.
La violenza verbale verso di me, la cancellazione senza preavviso di alcuni commenti che scrivevo sulla pagina, culminate nella cancellazione del post Meditazioni su pagina facebook e sul mio stesso blog mi hanno spinta a questa azione estrema.
Il blog nato assieme a campagne come Libera Infanzia, la quale ha contribuito alla lotta contro gli stereotipi di genere, è stato distrutto insieme a anni di lavoro che ho impiegato per far crescere questa rete. Non sono stata pure io ad aver contribuito alla creazione di campagne come “Tenetevi le mimose”, “La discriminazione non è un gioco”, “Gli shorts non stuprano” e tutte le altre?
Ma chi ha creato questo spazio da zero? Sono stata io, dunque è assurdo farmi passare per irriconoscente o addirittura come una ladra o come se contassi poco.
A me è stato tolto tantissimo. E la privazione degli accessi (sulla pagina facebook, twitter ed email) oltre che la sottrazione del nome del mio blog, sono la minima cosa che ho subito.
Vorrei chiudere questa parentesi perché non voglio ricordare tutte quelle volte che mi veniva detto addirittura che il mio contributo nel blog era da meno e che non ero in grado di scrivere anche se l’ho sempre fatto fin dall’inizio. Né mi piacerebbe ricordare che la pagina facebook ufficiale del blog mi è stata soffiata con la pretesa e il pretesto di affermare che è cresciuta soltanto grazie al contributo di chi è venuto dopo.
Ed è per questo che gli ultimi avvenimenti che descrivo nei recenti post sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ovviamente a chi non conosce i retroscena è difficile trasmettere le ragioni di questo gesto e il dolore che si è portato dietro, ma spero che ci sarà chi farà uno sforzo per ascoltarmi e per capirmi.
Ora cercherò di prendermi una pausa e concentrarmi su come costruire un nuovo spazio: ripartirò da zero ma ho nuove idee e sorprese che vi svelerò in seguito.
Nulla andrà perso, infatti restano on line a disposizione di tutti i contenuti che appartengono ai lettori, in quanto è più importante la causa da combattere della pretesa di notorietà o della lotta fra sorelle femministe che vogliono trasformare la loro militanza in una professione.
Mi scuso con voi per la confusione di questi giorni e per la difficoltà a raccontare il dissidio interno insanabile nel quale UAGDC si è trovato. Il mio compito però è raccontare la verità almeno a tutt* quelli che, dal 2009, mi leggono e hanno dato fiducia fino ad oggi: spero capirete.
Come ho detto, si chiude una parta e si apre un portone: abbiate pazienza per il tempo che mi prenderò e a presto.

13 commenti

  • Mary, mi dispiace molto per quello che ti sta succedendo e spero di ritrovarti presto con un nuovo progetto e, cosa più importante, più serenità.
    Non ho capito molto cosa sia successo e perché, ma sappi che hai tutto il mio sostegno. Spero che, quando starai meglio, riuscirai a spiegare tutta la storia a chi l’ha solo vista accadere da fuori, anche se capirò se non vorrai farlo.
    In ogni caso, keep on rockin’!

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  • Sono certa che nulla andrà perduto, perchè ti appartiene! Aspetterò di salutarti nel tuo nuovo “spazio” e di leggerti ancora.
    Grazie a te per quanto hai già fatto.
    :) Besos
    Sally

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  • Mi spiace molto, spero dopo esserti presa il tuo tempo tornerai più motivata e combattiva che mai
    Buona VIda

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  • sic transit gloria mundi

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  • Ti do tutta la mia solidarietà virtuale.Il contributo di questo blog e gli spunti a cui attingevo per me e per molte persone era importantissimo.
    Spero tornerai presto.

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  • hai tutta la mia soldarietà- Spero di rileggerti presto.

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  • L’Iperplasia Surrenale Congenita (CAH) è una condizione medica che colpisce una persona su 10000 circa, solitamente dovuta alla mancanza dell’enzima P450c21: a causa di ciò si ha un livello eccessivo di testosterone. Le conseguenze sono gravi nei feti che, a partire dalla nona settimana di gestazione, crescono in un ambiente con troppo testosterone. Sui feti maschili questo ormone produce l’accentuazione delle caratteristiche maschili, senza danni particolari. Questo ormone distorce invece il normale sviluppo dei feti femminili, producendo esseri umani femminili con caratteristiche maschili, non controllate dall’avere un corpo maschile. È stato dimostrato scientificamente che molte femministe soffrono di questa condizione, che le porta ad essere aggressive.

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  • Aspetto con speranza e curiosità di poter leggere un tuo nuovo blog (ahimè non uso Facebook).
    Grazie per le proficue riflessioni generate dai tuoi ottimi post. :)

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  • Mi sono avvicinata a questo sito per caso diversi mesi fa e da allora ho continuato a leggerlo con assiduità perché condividevo buona parte di ciò che veniva scritto. Non ho mai voluto lasciare un commento perché non amo molto scrivere, credo che il dialogo sia il miglior modo di confrontarsi, mentre in questi brevi messaggi è più facile essere fraintesi che compresi. E questo lo dico più per dare un consiglio per il futuro che per fare una critica. Questi blog sono importantissimi per dare uno spunto di riflessione che dovrebbe portare ad un dibattito autentico e leale tra persone che vogliono costruire e non distruggere. Le porte dovrebbero essere aperte più ad un incontro “carne e ossa” che ad un commento scritto. Non bisognerebbe mai dimenticarsi che il fine ultimo è quello di informare e di coinvolgere quante più persone possibili esterne al gruppo sia donne che uomini e non di discutere tra di noi creando delle spaccature inutili e dannose. La nostra (ebbene sì sono una femminista anche io!) è una rivoluzione culturale estremamente difficile da ottenere, soprattutto in un paese come questo, la cui unica chance di riuscita è quella di “diffondere il verbo”. Mi sarebbe piaciuto molto se una manifestazione come quella del 20 e 21 settembre a Roma fosse stata rivolta più a persone “esterne” con l’intento non tanto di riunire chi già la pensa come noi, ma di coinvolgere chi la pensa diversamente o chi magari non ci ha mai pensato e ha solo bisogno di conoscere e “prendere coscienza”. Mi piacerebbe che queste manifestazioni siano più frequenti e magari più diffuse sul territorio. Credo che è a questo che bisognerebbe lavorare e non a cercare notorietà e consensi tra chi già la pensa come noi, questo porta inesorabilmente a creare una casta chiusa che ascolta solo la propria eco. Ci sono molte donne, molte adolescenti, molte bambine che hanno bisogno del nostro aiuto, sforziamoci di trovare un modo per arrivare a loro!
    Cara Mary (scusa se mi rivolgo a te così ,ma mi sembra di conoscerti ormai), non solo ti esorto a non mollare ma ti prego di non dimenticare mai quale deve essere il fine ultimo, se il tuo blog servisse a “liberare la mente” anche di una sola donna di un solo uomo sarebbe già importantissimo, se servisse a far capire ad una sola mamma o ad un papà quanto può essere deleterio per la propria figlia/ figlio crescere con dei valori totalmente sbagliati, già sarebbe una vittoria! Se ciascuno di noi facesse altrettanto si innescherebbe un vero circolo virtuoso.
    Apri un nuovo blog se vuoi, oppure rinnova questo se te la senti (io lo preferirei, ti ricordo che questo blog è citato in molti testi alcuni importantissimi come ” i dialoghi della vulva” del dott. Vincenzo Puppo, che consiglierei a tutte e a tutti di leggere, casomai non lo avessero ancora fatto!).
    In ogni caso non far perdere le tue tracce!
    in bocca al lupo!

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  • Anch’io ti seguo da anni, pur non essendo mai intervenuta, ma voglio trasmetterti la mia ammirazione per lo sforzo e la costanza con cui hai portato avanti il blog.
    Io ero ragazzina all’inizio degli anni ’70 e sono cresciuta con quel fermento positivo che ho cercato di trasmettere a mia figlia; ora giovane adulta con mente aperta e libera da stereotipi e pregiudizi.
    Mai avrei immaginato di trovarmi, negli anni duemila, in una sociètà più arretrata di quella in cui sono cresciuta! La considero una sconfitta generazionale ingiustificabile.
    C’è ancora molto da fare e non possiamo fare a meno del tuo importante contributo; sei un riferimento per molt* e spero che queste ultime sconfortanti vicende alla fine ti conferiscano ancor più motivazione e determinazione.
    Grazie!
    Un abbraccio.

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  • Ciao.
    Spiace leggere queste righe, il vostro lavoro è stato veramente sempre puntuale e importante anche per noi.
    Speriamo di rivederci presto!

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  • Non essendo femminista, una volta che avevo capito il vostro pensiero e quello di altre come Lorella Zanardo e Giorgia Vezzoli, avevo smesso di seguirvi. Quindi non sapevo che tra voi stava avvenendo una spaccatura tale da costringerti a chiudere il blog! Tu sei sarda come me e forse capisci il detto: Centu concas, centu barrittas! Non potresti continuare ad aggiornare il blog da sola? In fondo l’hai creato tu e da sola staresti meglio.

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