Sfide

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Ne avevo già accennato in un recente post ma credo che due parole siano davvero insufficienti per descrivere il sessismo veicolato da questo spot.

La scena si svolge davanti ad un pubblico. Per la prima volta in uno spot per prodotti domestici, la donna esce dalla propria dimensione privata ma il punto non è questo.

Ho trovato lo spot più offensivo forse perché mi sono immedesimata nelle due gareggianti. Mi sono sentita come il prodotto. Qui la donna è il prodotto. E le protagoniste che fanno uso dimostrativo dell’efficacia del prodotto, in particolare quella col prodotto concorrente, è esposta al pubblico scherno.

Donne come cavie, criceti. E sottoposte al pubblico giudizio. E ovviamente arbitrate da un uomo che dirige il gioco. Cosa c’è di diverso dai tanti programmi televisivi che prevedono un conduttore uomo accompagnato da due vallette ammiccanti e mute?

Quante pubblicità di prodotti per la casa fanno vedere un lui come esperto? Questo conferma la visione subalterna della donna, imprigionata nel suo ruolo-gabbia di moglie una volta che non è più adolescente o single per essere percepita e desiderata come un oggetto sessuale.

Due giovani donne mute ammiccano come fossero due robot. Una mora e una bionda come le veline di Striscia, devono impegnarsi ad essere veloci a pulire gli oggetti che hanno intorno scorrendo su un rullo come se fossero prodotti appoggiati sopra una cassa del supermarket. O come se la palestra delle donne fosse quella.

Chi arriva prima alla fine del rullo vince.

Questo spot mi è parso molto maschilista perché pare suggerire che il luogo ideale delle donne è l’ambiente domestico. Ovviamente nessuna collaborazione domestica da parte del partner. Una sfida tra donne. Cose tra donne. Le donne devono competere tra loro nei ruoli che le sono assegnati probabilmente per accaparrarsi l’attenzione del compagno. Oppure essere gradita come una brava donna. Questo annulla le donne perché suggerisce che il nostro ruolo è soltanto quello e dovrà essere il mondo esterno a decretare quale donna sarà  perfetta come moglie.

Allo stesso modo c’è da scrivere un testamento per lo spot della Dixan con due giovani donne che incrociano le dita esclamando “forza forza” con un tono da irritanti marmocchie. Anche qui si parla di sfide.

Più rivoluzionario sarebbe uno spot che mostrasse un uomo e una donna a competere nella pulizia della casa mostrando un uomo vincitore. Avrebbe infranto gli stereotipi. Ma spesso negli spot che parlano di sfide mostrano l’inadeguatezza degli uomini in affari considerati da donna: pulire i vetri, igiene personale….

Come questo spot, uno dei pochi che ho visto dove uomini e donne collaborano nelle mansioni domestiche:

Lui non ne cava ragno dal buco, lei ovviamente è ben portata in quanto donna!

Da notare la ripartizione degli ambienti. Lei è dentro, lui è fuori.  oppure questo:

Lui fa la figura dell’autentico imbranato lei è brava e pulisce bene i denti perché in quanto donna ha appreso che la cura personale è fondamentale. Una pubblicità che si può dire abbastanza svilente per gli uomini.

La mia sfida? un mondo senza stereotipi sessisti!

4 commenti

  • Con la prima parte del post sono d’accordo, ma con la seconda proprio no! Quando il maschio viene presentato come più bravo, diciamo che si vuole intendere che lui è più intelligente etc. Quando è il contrario, diciamo che non va bene lo stesso. Cioè, non è che dobbiamo per forza polemizzare. Il primo spot è disgustoso, ma gli altri oggettivamente no. E’ dire che, nel secondo spot, che lui stia fuori e lei sia dentro abbia una valenza semiotica mi pare eccessivo.

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    • Il problema è che gli uomini vengono presentati più bravi nelle cose tipicamente maschili mentre degli inetti in cose considerate da femmine. Eppure nel post parlavo di questo mi dispiace ti sia parsa come inutile polemica.

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  • mi ha fatto rabbrividire appena l’ho visto. come se una donna non pensasse altro a come pulire meglio casa. come se fosse questo il suo unico sport concesso. madonninasanta che rabbia. penso a mia madre che ha pulito per anni le case degli altri, per offrirci due soldi in più e a quanto ha sgobbato e sgobba ancora, preda dell’ossessione del pulito (mette in lavatrice pure tappeti e scarpe con frequenza mensile) romperebbe un’incudine in testa a questi orribili pubblicitari.
    ma anche all’estero sono così sessisti e retrogradi?

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    • all’estero non ci sono mai andata ma mi affido ai dati offerti da valide fonti. L’italia è il paese più retrogrado de mondo occidentale (e non solo)

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