Gli inutili “provvedimenti di allontanamento” per i violenti

Quante volte avete sentito dei provvedimenti di allontanamento dal tetto coniugale per i condannati per reati di violenza domestica o stalking?

Quante volte abbiamo notato quanto siano insufficienti come deterrenti?

L’Italia è già un paese dove i deterrenti da soli non funzionano perché manca una cultura che sostenga la parità di genere e la impartisce fin dai primi anni di vita. Ogni tipo di insegnamento simile cerchi di entrare nelle istituzioni subisce una censura pari a quella delle teorie copernicane durante gli anni della Santa Inquisizione.

I centri antiviolenza sono numericamente insufficienti per coprire il territorio nazionale e molti di loro sono a rischio chiusura a causa del taglio dei fondi da parte del Governo.

L’unico strumento per allontanare un uomo violento dalla vittima in Italia è la pena detentiva. Ma sappiamo già le condizioni disumane e il sovraffollamento nelle carceri e la scarsa applicazione del carcere per reati come questo.

Si è stimato che la maggior parte dei femminicidi nel nostro Paese sono stati compiuti da assassini che erano stati già denunciati in precedenza dalle loro vittime. Molte delle denunce non si sono concluse nemmeno con una condanna.

Pochi giorni fa su un giornale sardo leggo di una brutta faccenda accaduta ad Olbia, dove un uomo di 25anni malgrado fosse già condannato per violenza domestica è tornato a picchiare la sua ex procurandole lesioni guaribili in 15 giorni.

Il ragazzo era stato condannato con un provvedimento di allontanamento dal tetto coniugale e divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima, condanna che spesso viene inflitta per reati di questo tipo, compreso lo stalking. Ma questo non gli ha impedito di tornare a cercarla “per darle una lezione”.

Come se la violenza famigliare fosse un reato di minore entità malgrado quel forte rischio di recidiva che mette in serio pericolo la vita della vittima, documentato da tanti tristi epiloghi della cronaca italiana.

Ma in Italia manca pure un osservatorio nazionale contro la violenza di genere, tanto che questi casi cadono nel dimenticatoio tranne quando ci si deve fare la bocca buona e piena di retorica o quando non si sa di cosa parlare in tv, incoraggiando (a mo’ di monito) le vittime a denunciare di più, come se il silenzio fosse quasi una colpa.

Denunciare di piu in mancanza di strumenti in Italia significa trovarsi riconsegnate all’assassino che finirà il suo compito.

Ma che razza di paese è questo?

Un paese che si fa tanto tronfio quando deve sottolineare la nazionalità del cattivo (dimenticandosi quanti ce ne sono tra i nostri) e poi non ha nemmeno una legge che vieta l’eredità dei famigliari morti ai loro assassini.

In questa petizione si legge il grido di giustizia del fratello di Beatrice Ballerini, uccisa dall’ex marito con la quale si era separata dopo un tradimento di lui. L’uomo malgrado sia l’autore del delitto efferato potrà godere a vita del 60% della pensione della sua ex moglie deceduta, addirittura in percentuale superiore rispetto ai suoi figli che ora vivono con parenti, altre vittime private della propria mamma.

Possiamo dire che la giustizia italiana e lo Stato siano dalla parte degli uomini violenti e contro le vittime? Tranne quando deve far rientrare le donne nel modello di vittima bisognosa di protezione dello Stato.

Ma uno Stato che ci vuole deboli per ruolo è lo stesso che permette ai violenti di ammazzarci lasciandoci prive di protezioni e di autonomia economica per poter dire basta.

One comment

  • Un uomo che dopo aver ucciso sua moglie prende anche la sua pensione cioè è una cosa indecente un vero schifo! Ma tanto non mi stupisco più ormai c’è da aspettarsi di tutto. Purtroppo qui in Italia le donne quando subiscono violenza non sono per niente protette anzi le istituzioni invece di aiutarle gli vanno contro! Si suggerisce di denunciare ma nessuno capisce che tutto ciò non serve a niente! Invece di continuare solo a dire alle donne di denunciare si dovrebbe dire alle istituzioni di prendere in considerazione le loro denunce! Perché agiscono una merda davvero ed io ho avuto modo di vederlo e sono davvero schifata perciò condivido appieno sul fatto che la giustizia italiana e lo stato sono dalla parte degli uomini violenti perché è proprio così! Lasciano all’aggressore tutto il tempo per uccidere la propria vittima e intanto non fanno nulla per aiutarla e poi quando è morta forse ci si pensa. Perciò mi chiedo a cosa serve dire alle donne di denunciare se poi le si fa assistere a questo schifo? Si possono sentire rassicurate? Io direi proprio di no. Ed è per questo che molte non lo fanno. Non si sentono sicure e temono che l’aggressore scoperta la denuncia possa ammazzarle senza nessun problema perché nessuno le aiuterebbe e hanno tutte le ragioni per pensarlo dato che è proprio così!

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