Spot gay friendly: pinkwashing e pubblicità

“Allora, Luca, qual è la sorpresa?” chiede la madre. Tagliolini e risotti da fare al microonde. Ma anche che Luca è gay, sta con Gianni. La madre gli accarezza la mano comprensiva: ovviamente lo aveva già capito.

L’ultima pubblicità Findus  è solo una delle molte comunicazioni gay friendly di aziende che evidentemente, a differenza di Barilla, non hanno intenzione di escludere dal loro mercato i consumatori omosessuali, anzi di includerli esplicitamente. Lo spot Findus ha ricevuto il plauso di molte associazioni, liete di vedere la quotidianità omosessuale inserita senza stereotipi in una comunicazione pubblicitaria.

Subito dopo anche Sammontana ha puntato sulle coppie omosessuali, inserite in un racconto corale di un’estate giovane e spensierata.

sammontana

Non si tratta di casi isolati, anzi. Sono questi gli ultimi risultati di una tendenza alla pubblicità gay friendly che parte da Ikea e lo spot che fece infuriare Giovanardi, passa da Renault e Burger King e poi arriva in Italia. C’è stato lo spot dei sughi Althea con i baci gay, poi altri meno riusciti come quello dei materassi Dorelan in cui l’omosessualità veniva raccontata impropriamente come una “scelta” che può sembrare strana agli altri.

Nel nostro Paese, uno stimolo di marketing non indifferente è arrivato proprio dalle dichiarazioni di Barilla che ha regalato un’intera fetta di consumatori ai concorrenti capaci di cavalcare una comunicazione progressista e includente. In generale però, il fenomeno risponde anche ad altre spinte economiche e comunicative, che potremmo riassumere in una universale tendenza al pinkwashing.

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One comment

  • Ora io in comunicazione e marketing non ci chiappo nulla, però, quando avevo visto queste pubblicità, mi ero fatta un’opinione e se non ho capito male, me la stai confermando in parte, l’opinione è questa: dopo che Barilla, ha cercato di lisciare il pelo alla chiesa e omofobi, confidando nell’immagine che la classe politica restituisce dell’italiano medio, come cafone e rozzo, e il boicottaggio ha dimostrato che il “consumatore” medio è più sensibile di chi lo governa. (dalle mie parti gli scaffali della pasta Barilla sono rimasti pieni per settimane, anche se penso che i danni maggiori Barilla l’abbia subito dal mercato internazionale.) Le altre aziende si sono rese conto che esiste un mercato poco sensibile alla tradizione, e si sono buttate sopra. Dei diritti ne parleremo domani, intanto alle lesbiche e gay e a chi è sensibile a queste tematiche li prendiamo i soldi strizzandoli l’occhio. A quando una coppia di donne negli spot della findus? Perché le lesbiche devono continuare ad essere invisibili, e silenziose?
    Lo so la pubblicità è fatta per vendere un prodotto e fare profitti, ma a me questa piaggeria pelosa mi fa un pò schifo, così come i suoi prodotti, escluso la Sammontana in questo periodo..

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