L’uomo dev’essere giusto e macho

uomogiusto

In estate  mi capita più spesso di stare davanti al televisore e soffermarmi un pochino di più durante la pausa pubblicitaria. Oggi ho visto uno spot che parlava di proteggi slip. Ho sempre odiato gli spot degli assorbenti e salvaslip proprio per i tabu’ dietro i quali le aziende si nascondono quando si parla di ciclo. Le mestruazioni appaiono blu, il linguaggio più o meno velato. Di ciclo non se ne parla esplicitamente perché ancora oggi, malgrado sia una cosa naturale e femminile, crea ancora scalpore. E non stupisce visto come viene ancora oggi trattata tutta la tematica della sessualità femminile dalla pubertà in poi (e a volte anche prima).

Ne abbiamo viste di cotte e di crude: da veejay che devono fare la ruota per superare un provino, dalle ragazze che con il ciclo usano i pantaloni bianchi…ma oggi uno spot della Lines introduce una nuova strategia di marketing per sviare l’argomentazione del ciclo femminile: l’uomo oggetto che si può provare come un assorbente.

Con allusioni ben più volgari dell’argomento ciclo si fa passare l’idea che l’uomo dev’essere a tutti i costi giusto. Lo spot compara il prodotto ad un uomo in un modo non tanto diverso di come è stato fatto per vent’anni con le donne ma con l’unica differenza che non vi é alcuna quantità di carne in mostra perché si usano stereotipi maschili.

L’uomo dev’essere giusto appunto. Ma su quale modello? Ecco che si lascia passare un concetto antichissimo. La donna buona e brava deve cercare l’uomo giusto, quello della sua vita e l’uomo deve impegnarsi a corrisponderle e calzare a pennello con quello che dev’essere il suo ruolo se vuole essere un buon fidanzato o marito. Però gli assorbenti sono usa e getta come la mettiamo?

La ragazza dello spot parla con un’amica attraverso un telefono rosa descrivendo l’assorbente come “quello giusto, protettivo e che mi fa sentire sicura”, insomma tutti stereotipi maschili dell’uomo che dev’essere forte poiché la donna è per natura debole e va protetta.

Successivamente esclama “provalo” seguito da “è diverso” (cioè diverso dagli altri uomini tutti brutti, maiali e smidollati). Il ragazzo fa un’espressione esterrefatta e sbalordita, crede che stia parlando di lui e che la sua fidanzata stia proponendo all’amica di portarselo a letto. Cosa inaspettata se pronunciata dalla bocca di una donna brava. Ecco un altro stereotipo.

Infatti poi si scopre che sta parlando di Lines, un prodotto per l’igiene femminile.

Insomma, svelato il doppiosenso.

Poi mi informo un pochino e vedo che sul web c’è una campagna per la ricerca di nuovi velin testimonial. Non sono velini ma salvaslip! Uomini associati a salvaslip. Quelli giusti: “c’è il timido, il filosofo e lo sportivo”. Il migliore riuscirà ad entrare nelle grazie della fortunata che li ha prescelti, perché si sa i giusti sono pochi, tutto il resto sono porci.

Il timido dovrebbe essere il salvaslip che non si vede, lo sportivo è per chi pratica sport dunque esige cose più comode ma il filosofo mi fa ancora più ridere :D le donne che studiano filosofia hanno bisogno di un salvaslip diverso? :D

Ad ogni prodotto è associato un modello, tutti di bella presenza pronti ad incarnare quello giusto. Il timido, quello appassionato di sport (ovviamente!) e lo studioso. Insomma gli uomini giusti sono solo quelli che studiano, i timidi e quelli che tengono allo sport ma sono anche rassicuranti.

Pietà! Modelli decerebrati che ovviamente non gliene fotte un piffero di avere affianco una donna che non sia solo un corpo, nemmeno al filosofo (anzi soprattutto a lui!). E che dire del messaggio veicolato dal timido? “Normalmente un uomo seduce, ma se è timido i ruoli invertiti sono concessi”.

Ovviamente a voi i commenti, io ho esigenza di andare avanti.

In questo ultimo periodo sono in crescita gli spot che fanno uso dell’immagine maschile per evocare un prodotto, evocando stereotipi di genere al maschile.

Ecco ad esempio lo spot Galbusera che ci regala lo stereotipo del macho galantuomo e protettivo ma troppo pallone gonfiato con finale che dovrebbe apparire divertente. Insomma, uno sfigato come da stereotipo ricorrente.

Sempre in questi giorni mi è capitato di vedere questa. Tre ragazze che pare abbassino la cerniera lampo del malcapitato per giudicare le sue dimensioni. Il dialogo tra le amiche è un escalation che verso la metà dello spot fa pensare più ad un vibratore da borsetta e pare sfati lo stereotipo del pene grosso ma comunque l’attenzione è concentrata sulla visione fallocentrica e machista del sesso (pene grande). Non illudetevi solo i libri devono essere piccoli, appunto!

Molto più innocue le pubblicità del Tonno RioMare dove un sexsymbol Kevin Costner pubblicizza il prodotto. L’attore maturo viene bersagliato da doppi sensi che non sono volgari perché pronunciati da donne secondo lo stereotipo “la donna fa doppi sensi ma non volgari”.

Io da maliziosa mi sono chiesta chissà perchè hanno scelto un bell’uomo per pubblicizzare del tonno :P ma va bé. In questo spot c’è la protagonista secondaria che vorrebbe cambiare il marito con Costner poi altri comunque molto simili.

Non manca lo spot di Rocco Siffredi per Amica Chips che veicola un altro modello di uomo: il seduttore. Le ragazze che fanno da sfondo non sono altro che patatine da consumare.

“Non ci sono più le patatine di una volta”. Questo messaggio veicola l’idea dell‘uomo che non deve chiedere mai e che più seduce più ha stima. Le donne sono solo oggetti che se sedotte non hanno alcun valore.

La figura da macho di Rocco compare anche nello spot della Durex, azienda che dovrebbe incoraggiare anche le donne a proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.

L’uomo vero deve averlo duro e il compito dell’uomo è soddisfare più donne possibili quasi fosse una missione sociale di importanza fondamentale. Se le donne, per vocazione devono tenere chiuse le gambe, l’uomo deve fare in modo di dimostrare il suo essere macho attraverso l’espletamento della sua funzione fisiologica. Le donne? devono essere soddisfatte ma non perché importa del nostro piacere sessuale ma solo per una questione di orgoglio maschile, per far in modo che attraverso ciò l’uomo si senta più macho. Perché si sa, siamo corpi senza desiderio. Insomma, le donne sono solo uno strumento e poco importa se si allude tantissimo allo sfruttamento della prostituzione in Brasile durante i mondiali dove gli italiani purtroppo hanno il primato nel mondo grazie a stereotipi sessisti come questo.

Stesso messaggio grosso modo lo veicola Kinley, acqua tonica, dove il protagonista “la sa lunga”.

L’uomo dello spot incarna il macho latino etero ed elegante che non ha voglia di risposarsi (e incarnare la figura dell’uomo giusto). Ma vuole prima sedurre più donne possibili anche facendole credere che metterà la testa apposto. Uno spot veramente sessista. Insomma, il vero uomo tradisce la propria ex e la propria compagna e poi rimanda la data delle nozze. Insomma, se le donne hanno il compito, anzi il dovere, di trovare quello giusto, per gli uomini questo non è un obbligo ma una cosa che possono fare anche dopo.

Da notare gli stereotipi contrastanti tra uomo e donna. Se la donna divorziata negli spot non compare mai, oppure se la donna che si è appena mollata o separata ha fanno solo un errore nella scelta del precedente compagno, poiché oltre ad essere colpevoli della rottura della relazione, le donne DEVONO trovare quello giusto manco avessero la sfera di cristallo, per l’uomo è un’altra cosa.

Lo stereotipo del tal giusto è anche controproducente contro quelle donne che hanno trovato un compagno violento e che a causa di questo vengono accusate di aver scelto un uomo sbagliato per masochismo, dunque di essersi cercate quella sorte.

Su youtube leggo alcune reazioni in merito allo spot:

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La commentatrice parla di Elliot Rodger, il ragazzo che fece una strage il mese scorso negli USA. Egli spiegava di voler avere una ragazza, di avere più ragazze e la sua rabbia era legata appunto al fatto di non corrispondere al modello maschile secondo il quale l’uomo è tale se non è più vergine e soprattutto se ha avuto più donne. Ovviamente si tratta di un caso poco frequente  ma quanti danni produce questo stereotipo? quanti ad esempio sono gli uomini sessualmente aggressivi o quelli in preda ad ansia di prestazione perché pressati da modelli rigidi e stereotipati sulla sessualità maschile? Quanto è diffusa l’omofobia contro gli uomini gay?

In questi mesi mi sto concentrando ad analizzare quale sia effettivamente il ruolo maschile nei media e quali siano gli stereotipi che corrispondono ad esso. Ho futuri progetti in cantiere circa questo tema. Se avete segnalazioni non esitate a contattarci.

 

5 commenti

  • “Pietà! Modelli decerebrati che ovviamente non gliene fotte un piffero di avere affianco una donna che non sia solo un corpo” … questa frase mi ha fatto sussultare… modelli decerebrati?! perché usare questo linguaggio quando si fa una lotta contro gli stereotipi?

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    • il mio è un linguaggio ironico. Quando dico modelli decerebrati lo faccio per criticare lo stereotipo del modello decerebrato.

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  • Complimenti sinceri! Non sono italiana, ma ho vissuto per tre anni in Italia, e devo dire che questo é stato uno dei motivi per il quale ho deciso di andarteneme dall’Italia, il sessismo che oltretutto c’é ovunque, ma sopratutto il fatto che se ne parla pochissimi. Ora vivo al nord europa, e qui per fortuna se ne parla di piú, del sessismo, diritto per gli omosessuali, violenza contro le donne, educazione gender neutral (non so come si dice in italia, perché non l’ho sentito mai nominare…..). Sopratutto credo che ci sia piú consapevolezza delle strutture qui, intendo le strutture patriarchali che purtroppo credo che le mie amiche italiane non riescono a distinguere. Forse per ignoranza, forse per disinteresse. Io, come donna moderna e feminista, lo posso dire tranquillamente, nemmeno se trovassi il lavoro del miei sogni con un bel stipendio in Italia credo di poter vivere in quel paese piú. Spero che le cose cambino, veramente. Continua il tuo lavoro, ecco un link che a me é piacuto (in Inglese). Per le pubblicit’a della sisley, dolce & gabbana etc c’è molto da dire!http://www.trettiotreanledningar.com/33-reasons-to-be-a-feminist/

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  • E pensare che abbia letto tutto l’articolo… Mi permetta una critica, che spero da Lei sia vista in maniera costruttiva ( Scusi se le do il Lei, ma voglio mantenermi distaccato da certi pensieri, concetti,che, ahimé, sono stereotipati ancor più stereotipi dei topoi da lei trattai). Benché ci sono studi su studi che dimostrano che i due sessi, per fortuna, sono differenti in molti punti ( altrimenti saremmo come vermi che trasmettono un unico baglio somatico e quindi comportamentale), c’è l’ostinazione di portare confronti poco adatti o adattabili a quello che rappresenta la società del nostro secolo. Se i sessi fossero uguali, nessuna persona con “disturbo”( scusi ma il linguaggio clinico non si è evoluto con i tempi, siamo in un ciclo in cui la tecnica rincorre il progresso) di genere sentirebbe la necessità di trasformare il proprio corpo. Quindi se istintivamente un maschietto gioca con le macchinine volentieri perché costringerlo a giocare con la “Nouvelle Cuisine” o una femminuccia dovrebbe essere costretta ad abbandonare le proprie “Barbie” per giocare con gli con i ” Fighting Robots”. Pensando a posteriori ai giorni d’infanzia, le separazioni in merito ai sessi( e quindi la riluttanza a giocare tutti uniti) scaturivano proprio quando si era obbligati a cambiare compagno di giochi forzatamente proprio da quelle educatrici che si definivano al passo coi tempi. Paradossalmente è la donna stessa a fare ammissione di colpa quando chiede a gran voce le quote rosa o altre simili fandonie, ammettendo quindi, ahimé, di avere qualche deficit e per poter competere in qualunque ambito deve aver bisogno della tutela dello Stato Padrone, è con gli argomenti che si cambia la società, non di certo con i dictat, non con il “dura lex, sed lex” . Ultimo commento in merito ai LGTB+Chi non vuole essere ne maschi ne femmina: Io abito a Perugia, una città che accetta tutte le diversità, in cui, qualche giorno fa, una minoranza (LGTB) ha voluto imporre la condivisione dei propri ideali, boicottando un locale che sebbene sensibile a certe tematiche non ha voluto esporre un volantino pro gay pride, dando vita a qualcosa di orribile: al pari di movimenti estremisti non si è lasciato aperto il dialogo, chiedendo a gran voce la lapidazione pubblica di chi non condivide il pensiero del branco e sinceramente mi sono vergognato di essere bisessuale…

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    • Caro Simeoni, è più facile che siano più diversi due individui dello stesso sesso piuttosto che due in base al genere di appartenenza. La differenza che lei e certi studi sostengono non è altro che una costruzione sociale che genera discriminazioni e disparità di trattamento. Dunque se lei e altre persone sostengono delle rpesunte differenze allora è giusto rappresentare i generi in questo modo, perfino offensivo?
      Chi cambia il proprio corpo NON è affetto da alcun disturbo. NON ESISTE il disturbo di genere semplicemente perché il genere è una costruzione sociale. Il maschietto che gioca con le macchinine lo fa perchè HA APPRESO socialmente che quelli sono giocattoli per maschietti. E come? attraverso i mass media, attraverso i genitori che assumono e gli insegnano atteggiamenti stereotipati. Le separazioni in merito ai sessi nascono proprio dall’infanzia quando sono gli adulti ad imporle ma di che educatrici parli? sono cose millenarie :D. E poi cosa c’entrano le quote rosa? le quote rosa io le rifiuto e sono proposte proprio da chi vorrebbe dare un contentino alle donne. Molto diversa la situazione nei paesi scandinavi dove sono percepite come un male necessario perché li si è già instaurata nella cultura e nella società il concetto di parità di genere. In un paese maschilista come l’italia le quote sono ridicole e nessuno di noi le vuole, nessuna femminista vorrebbe una legge delle quote rosa senza intervenire all’interno del tessuto sociale italiano e nemmeno avere tutele di uno stato patriarcale. Gli LGBT non è vero che non vogliono essere ne maschi ne femmina ma vogliono che la società riconosca il loro orientamento sessuale e identità di genere. Uno può essere libero di non esporre volantini sul gay pride ma prima di andare addosso a chi li ha attaccati perché non chiedersi: perchè non lo hanno esposto?

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