Bandite le minigonne nel Tribunale di Brindisi: provocano “situazioni incresciose”. Copritevi e non provocate.

«Per evitare il reiterarsi di situazioni incresciose si informa che l’ingresso non è consentito alle persone vestite in modo non decoroso».

No, il cartello con questa scritta non è apparso in una piccola chiesesetta –particolarmente bigotta– di provincia, ma al Tribunale di Brindisi, dove il Presidente ha firmato  una nota con cui impone uno stop alle gonne corte, agli shorts, alle bretelline,etc.

Tale norma, afferma il Presidente, serve per ristabilire il decoro e per evitare che si vadano a verificare situazioni incresciose.

Nei giorni scorsi hanno vietato ad una donna l’ingresso in Tribunale perché le spalline del suo abito erano particolarmente sottili.

Su alcuni quotidiani si legge che molti hanno protestato contro questa decisione poiché  il sistema di areazione non funziona come dovrebbe ed è stato necessario, nei giorni scorsi, ricorrere perfino all’intervento del 118 per soccorrere persone che avevano accusato un malore per il forte caldo.

Cosa intende, il presidente, per situazioni incresciose?

Forse si riferisce agli sguardi, ai commenti, agli approcci poco desiderati che alcuni uomini che lavorano presso la struttura avrebbero rivolto a colleghe e non ?

Come al solito invece che puntare ad una cultura, a degli esempi e ad un’educazione diversa, si coprono le donne.

Evitate le spalline strette, i pantaloni corti, le gonne, le camicette velate e vedrete che le “situazioni incresciose” non si verificheranno più. Perché ovviamente sono gli abiti che provocano. Gli uomini trattati, come al solito, come un branco di animali guidati solo e unicamente dall’istinto.

Discorsi imbarazzanti e arretrati in un paese che poi giudica l’India o il Pakistan.

Siamo i primi a ergerci a paladini della libertà e dell’emancipazione femminile sotto ogni notizia che riporti stupri in India, siamo i primi a far girare notizie di spose bambine,  acidificazioni e violenze varie con titoloni razzisti e sensazionalisti perché,  puntare il dito accusando di maschilismo e inciviltà gli altri paesi, è uno dei nostri passatempi preferiti, qui invece procede tutto alla perfezione.

Qui alle donne viene ancora misurata la lunghezza delle gonne.

Qui la professionalità delle donne passa attraverso il modo di vestire.

Qui, quando qualcuno stupra una donna si tende a colpevolizzare la vittima, le sue abitudini, il suo abbigliamento e  l’ora in cui camminava per strada.

Qui  la serietà e la dignità di una donna passa ancora attravero le sue mutande.

Partendo dai giornali che non si sono fatti sfuggire l’ocassione per postare, a corredo della notizia, una bella anteprima acchiappa-click di donne in minigonna– allegando addirittura l’immagine di una donna inquadrata sotto la gonna.

 

Come possiamo notare utilizzano le stesse immagini anche per notizie di molestie e stupri.

Così, se non l’avevate ancora capito, ve lo ribadiscono:  le situazioni incresciose –ovvero le molestie e/o gli stupri–  sono sempre provocati da una minigonna, mica da uno stupratore o da un uomo che considera le donne un oggetto di cui disporre come meglio crede.

Come abbiamo scritto nei giorni scorsi : la funzione sociale del giornalismo è importantissima perché non si limita ad informare ma anche a formare l’opinione dei lettori e, più in generale, della società.

E infatti, queste sono le reazioni che generano con anteprime voyeuristiche e linguaggio fuorviante.

Brindisi -- Il Messaggero

“Se sbatti le tette in faccia al direttore o metti una minigonna non ti lamentare delle molestie sul lavoro”. Questo commento mi ha fatto particolarmente male perché le molestie sul lavoro, bene o male, le ho subite anche io e proprio qualche giorno fa ho letto delle molestie sessuali subite dalle operaie della Yoox. Per una volta, una,  mettiamoci nei panni di chi subisce e immaginiamo quanto male possa fare subire ogni giorno molestie, ricatti e mobbing.

Commenti machisti e omofobi, commenti che giustificano le molestie , la maggior parte di essi lasciati da donne, lo preciso proprio per sottolineare che la cultura maschilista, purtroppo,  non ha limiti nè geografici, nè sociali, nè di genere.

 

Fonti : 1       3    4    5   6   7

 

 

 

5 commenti

  • La mia giornata procedeva bene ma come al solito mi riportate alla realtà e meno male! Io non so più cosa fare, ogni volta ho la nausea. E’ inammissibile continuare a giustificare queste persone ma porca miseria che cos’hanno in testa? Cosa possiamo fare noi?
    Perché è così difficile cercare di capire come si può’ sentire l’altra persona che subisce? Ma ovviamente, siamo sempre al punto del “fin che non succede a me non me ne può’ fregar di meno”.

    C’è da disperarsi.

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  • Un tribunale che vieta alle donne di indossare ciò che vogliono per evitare situazioni incresciose come molestie e stupri quando invece dovrebbe occuparsi di punire chi commette tali atti questo è il colmo! Ma ormai non mi meraviglio più.Anche perché mi è già capitata una situazione così e non in tribunale ma a scuola quando ero alle medie 3 anni fa e venni con una maglietta a bretelline e una professoressa molto bigotta mi fece coprire dicendomi di non ripresentarmi in quel modo ma io non le diedi ascolto e continuai a vestirmi così.Quando lo dissi a mia madre lei venne a lamentarsi e da allora non mi diede più fastidio.Perciò tutto questo succede anche nelle scuole rendiamoci conto! Perché io donna non posso andare a scuola,a lavoro o in un tribunale in minigonna? Perché è indecoroso? Per me l’unica cosa indecorosa è vietare ad una donna di indossare ciò che vuole!

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  • Se potessi, sottoscriverei formalmente tutto ciò che ho letto. Alessandro

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  • Sono di Brindisi, anche se non ci abito più da anni e mi vergogno profondamente di tutto ciò.

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  • L’incredibile è che questi articoli sembrano riferirsi solo alle donne: può essere preso in considerazione un regolamento sull’abbigliamento, legittimo, ma non solo per le donne, e non solo per questioni legate al l’incapacità di controllarsi! Perché in alcuni posti non si può entrare in minigonna ma si può entrare in abiti trasandati, in fondo, nel primo caso c’è stata una cura. Ma soprattutto, perché io dovrei avere il diritto di tirare sassi a tutti quello che portano una maglia blu?? Io odio il blu… il ragionamento è lo stesso!

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