Dalle baby squillo alle baby lips: di chi è la responsabilità?

Gli scandali relativi al giro di prostituzione minorile di questi ultimi mesi si sono concentrati quasi esclusivamente sulle cause che hanno portato le due adolescenti a prostituirsi senza indagare né concentrarsi sui clienti alle quali si sono rivolti. Il sessismo, ossia la mancanza di una parità di genere, ha lasciato la società cieca davanti ad un fenomeno che dovrebbe far riflettere. Molti italiani usufruiscono del sesso a pagamento. Sono più di nove milioni gli uomini che comprano sesso. Primi in Europa per questo e primi nel mondo per turismo sessuale, in cerca di minori. E’ infatti a causa di questa “accettazione” che in questi ultimi mesi numerose forze politiche chiedono di abrogare parzialmente la legge Merlin e reintrodurre le case chiuse, luogo dove spesso avviene lo sfruttamento di giovani donne come testimoniato in Germania, mentre altri paesi europei stanno introducendo il modello svedese.

Alcune "Immagini di repertorio" utilizzate dai quotidiani per rappresentare casi di prostituzione minorile

Alcune “Immagini di repertorio” utilizzate dai quotidiani per rappresentare casi di prostituzione minorile

Tra i commenti, gli articoli, le inchieste si denota come sia normale che un uomo compri sesso, anche se la prostituta è minorenne. Il sesso con i minori diviene  agli occhi di molti un fenomeno accettabile. Lo dicono i dati, si nota da come la stampa tratta le notizie di cronaca che coinvolgono minorenni sfruttate, lo dicono i lettori che commentano, lo dicono perfino i politici: tra loro c’è chi punta il dito contro la perdita dei valori delle donne di oggi e chi dandogli ragione, propone di abbassare l’età legale del sesso; tanto oggi sono tutte precoci o meglio mignotte, come la pensa Massimo Corsaro deputato di Fratelli d’Italia con un tweet: “Adesso però risparmiateci i racconti “sofferti” delle baby-squillo. Mignotte consapevoli e spontanee; giovanissime, ma sempre mignotte”. Insomma, il problema non sono i senior che comprano sesso da ragazzine. Si ritiene scontato, dunque, che un maschio non solo compri sesso ma che provi attrazione verso il sesso con minori di sesso femminile, mentre non è altro che la conferma di un potere maggiore che i maschi detengono e cercano di difendere come diritto.

Emerge che siano molti uomini a provare attrazione verso ragazzine molto giovani. Appena adolescenti. Ho conosciuto uomini di oltre 35 anni sostenere che le donne oltre i 23 anni sono già troppo “vecchie”. Si è parlato spesso di bambine che vengono sessualizzate anche nei media portando il destinatario a ritenerle attraenti in relazione alla loro giovanissima età. Ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Non molto tempo fa le ragazze non erano ritenute più adolescenti non appena avevano il menarca. Era più facile ritirarle da scuola e farle sposare con uomini anche più vecchi dei loro padri.

A differenza dei maschi le ragazzine erano già percepite come delle donne e dunque dovevano già essere madri poiché già fertili. Certo, oggi non è più così. Ci si sposa più tardi e per scelta. Le ragazze hanno titoli di studi più elevati e questo grazie alle lotte di tantissime donne tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Molte godono di tenori simili a quelli dei loro coetanei maschi. C’è da chiedersi se prostituirsi faccia parte della propria libertà di scelta e di disporre del proprio corpo (acquisita dall’emancipazione sessuale) o se frutto della mercificazione femminile imposta dai media negli ultimi 30 anni.

Puntare il dito sulle ragazzine senza tenere conto di questo è tipico del provincialismo italiano. Da una parte puoi venderti, dall’altra se lo fai è colpa tua. La cultura cattolica dominante si scontra con la mercificazione e l’apparente liberazione sessuale imposti dai media.

C’è da dire che la prostituzione coinvolge in larga parte le giovani di sesso femminile e dunque in certi casi anche le adolescenti. I media, negli ultimi 30 anni hanno veicolato l’idea di un corpo femminile in vendita, facendo leva su stereotipi che comprendono la sessualizzazione forzata. Le donne devono preoccuparsi di piacere ai maschi, questo è il messaggio proposto dalle tv e dalla pubblicità negli ultimi anni, in mezzo al consumismo sfrenato che vende il mito (e il presunto desiderio) della gioventù perenne. Delle donne, ovviamente.

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Si chiedeva Lorella Zanardo nel suo documentario Il corpo delle donne :

“Perché nessuna donna adulta può mostrare il suo volto in tv?[…] Dobbiamo avere vergogna a mostrare la nostra faccia?”

Inquadrature di volti ritoccati e sfigurati dalla chirurgia estetica. Donne di cinquant’anni che non riescono più a muovere nemmeno i muscoli del proprio volto a causa degli interventi. I volti femminili delle cinquantenni della televisione appaiono levigati in modo anomalo e ad ogni ora del giorno assistiamo a spot martellanti che ci propongono, anzi ci impongono, l’antidoto per essere eternamente giovani come le donne dello spettacolo.

“Il passaggio del tempo che lascia le tracce sul nostro volto è dunque una vergogna? L’ennesimo sopruso a cui nessun uomo viene obbligato”

I media riflettono i desideri maschili sulle donne, frutto di una società patriarcale che vorrebbe donne sempre appetibili, fertili e relegate al loro ruolo di passatempo sessuale o di madri. Pochissime sono le autrici dei programmi tv che vediamo e nessuna in veste di direttrici di telegiornali, di canali televisivi e di aziende tv (ad eccezione della Rai che da quando c’è una donna alla presidenza c’è stato un lieve miglioramento della rappresentazione femminile). 

Nel mondo della pubblicità, solo il tre percento dei creative director è donna[…] (i creative director uomini ndr) detengono il potere decidendo quali pubblicità vengono presentate ai clienti, quali lavori vengono prodotti e come vengono raffigurate le donne in queste pubblicità. (Fonte QUI)

I media fanno in modo che questi stereotipi-già radicati-vengano condivisi da tutti, donne comprese. Che devono adeguarsi. Essi parlano di “carne fresca” quando giustificano uomini molto anziani che si accompagnano a ragazze molto più giovani. Su Panorama, una donna adulta, autrice di un articolo contro le “baby squillo”, sosteneva che è normale che un maschio ami la pelle morbida che solo un’adolescente può vantare. Essere giovani ad ogni costo, questo giustifica chi va alla ricerca di ragazzine che non hanno compiuto nemmeno la maggiore età, dimenticandoci che sono solo bambine poiché si comportano già da adulte come impongono i media che hanno cancellato l’infanzia.

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Qualche anno fa Grana Padano si pubblicizzava consigliando alle donne di consumare il prodotto non per i benefici del calcio ma per mantenersi dall’aspetto di ventenni anche in età adulta.

Ci sono pubblicità che invece presentano volti di donne appena maggiorenni infantilizzati e resi più simili a quelli di bambine di 10. I canoni estetici dettano le proporzioni esatte di un volto infantile.

Lorella Zanardo qui analizzava una tendenza sempre più costante di richiedere modelle con incisivi grandi e separati da uno spazio come le bambine di sei anni alle quali sono appena spuntati i denti.

Il diastema obbligatorio (la distanza tra i due denti incisivi ndr) va in un’altra direzione che non promette nulla di buono […] Le bambine da piccole hanno occhi grandi, naso piccolo e denti distanziati. Abbandonano questa fisionomia  verso i 10 /12 anni quando il viso assume caratteristiche piu’ “adulte” e personali. Le modelle oggi dunque non solo hanno una età anagrafica spesso compresa tra i 15 e i 18 anni ma è anche l’età apparente che diventa attraente quando ricorda in modo evidente l’infanzia. L’ infanzia non l’adolescenza. Lasciamo in pace le bambine, verrebbe da dire. Lasciate in pace le bambine, dovremmo  gridare. Che oramai lo sappiamo che quando questi visi infantili occhieggeranno maliziosi, perchè è l’infanzia resa sexy che vuole il mondo della moda, quel modello di quasi bambina diventerà IL MODELLO  da seguire. E il modello da desiderare, anche per uomini adulti. Che è difficilissimo rimanere freddi e impassibili  quando intorno i media fanno a gara per imporre un nuovo modello.

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A pochi mesi dall’apertura di questo blog parlavo già della tendenza, nella moda, di rendere la figura femminile più infantile (Qui). Tendenza che oggi investe anche modelli di sesso maschile.

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“[…]tratti del viso e abbigliamento, resi simili a quelli di una minorenne. Possono essere o il canone estetico comunemente rappresentato come occhi grandi e azzurri o verdi, nasino all’insù o capelli biondi o rossi possibilmente con la frangetta. Il canone estetico che preferisce la razza bianca di tipo nordico poichè più infantile”.

Oppure l’apparecchio fisso che nell’immaginario comune richiama la Lolita di Nabokov.

C_2_fotogallery_1016336__ImageGallery__imageGalleryItem_0_imageRicordo quando i miei mi hanno fatto mettere l’apparecchio ortodontico. Ero in quinta elementare e lo portai fino alla terza media. I miei compagni di classe mi affibbiavano parecchi soprannomi, ma è grazie all’apparecchio se porto i denti dritti che quei compagni di classe oggi si sognano.

In Asia (ma anche in occidente) l’apparecchio fisso è diventato una moda che le ragazze portano per assomigliare a delle Lolite. E’ giusto mettere l’apparecchio per correggere i denti, ma in questo caso stiamo parlando di aggeggi che gli assomigliano. Finti. Dunque soltanto una componente estetica.

Quest’anno ho notato anche la proliferazione di spot che presentano make-up per ingrandire gli occhi. Si tratta di mascara delle grandi marche che ti promettono di avere gli occhi più grandi. “Volevi gli occhi grandi? Ora ce li hai!”. Oppure la concorrenza che propone di assecondare il presunto desiderio di avere gli occhi da manga, una “moda” che fino a poco tempo fa era riservata solo alle ragazze giapponesi:

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“Il mio segreto?Occhi più aperti che mai, assolutamente manga”. Nulla di male nell’assomigliare alle eroine degli anime e dei manga e indossare i loro cosplay. Non c’è dubbio però che siamo bombardati da modelli femminili sempre più irreali e sempre più simili a ragazzine molto giovani.

Sembrare teenager, un dovere che unisce oriente e occidente.

In Giappone “va di moda” essere kawaii e tantissime ragazze adolescenti, ma anche adulte, ne adottano i comportamenti. Anche le modelle vengono presentate in questo modo.

la-modella-rei-yasui-indossa-la-lingerie-di-sailor-moonCarine, graziose e a volte anche sexy. Lo stesso modello è presente anche in parecchi generi della pornografia. Sia negli hentai che nei porno occidentali. Poi ci sono gli spot che pubblicizzano un lucidalabbra che ti fa le labbra da bambina:

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Questo è un prodotto della Maybelline che promette labbra più morbide “da baciare”, come quelle di una bambina. Nella pagina (qui) vi è una modella dalle labbra turgide e carnose. Nello spot americano viene banalizzata perfino una manifestazione femminile, dove al posto dei cartelli in cui le donne dovrebbero chiedere diritti compaiono donne che chiedono labbra più morbide e giovani, come quelle dei neonati.  Suona come:  “Donne, non avete tempo di rivendicare i vostri diritti perché dovete occupare il tempo a preoccuparvi del vostro corpo che invecchia”. In tv ho visto altri prodotti della “stessa serie”. Creme che ti fanno la pelle da bambina, shampoo che ti fanno i capelli femminili (e infantili).

Le ragazzine sono oggi consapevoli che essere giovanissime vende e che quindi sono un “bersaglio” facile. Sbaglia chi le considera responsabili del decadimento dei valori di molti adulti.

Di chi è la colpa se le bambine negli spot appaiono simili a donne adulte? dunque con la loro stessa carica erotica? Di chi è la colpa se la moda impone il mito della giovinezza cancellando i “segni del tempo” e producendo la fobia di invecchiare? Se le donne crescono con l’idea di valere solo perché belle e fresche, ricorrendo alla chirurgia estetica, di chi è la colpa?

I media non sono altro che il riflesso di una società adulta di cui le bimbe sono solo vittime. Vittime del consumismo sfrenato, vittime dell’idea del corpo femminile come un oggetto sessuale che molti si ostinano a negare. Vittime della pedofilia mediatica e sociale. Lasciate in pace le ragazzine!

3 commenti

  • l’anno scorso , a 18 anni , mio fratello di 35 mi disse che sembravo più piccola (tipo 15 anni) , io gli feci notare come una cosa del genere mi desse fastidio e che sarebbe stato meglio non ricordarmelo , lui rispose ” ma come ? invece di essere contenta, sai a 30 anni ne dimostrerai 20″ . a quel punto volevo ucciderlo , ma non l’ho fatto.
    i motivi per cui voglio dimostrare la mia età e non 14 sono :
    – i ragazzini non mi interessano
    – i depravati nemmeno
    – per il resto non me la sento di parlare

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    • sai quante volte anch’io ho dovuto sorbirmi le stesse affermazioni da parte di madre, parenti, conoscenti, amici dei miei ecc…:((

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  • L’ha ribloggato su Nuvolette di pensierie ha commentato:
    Dobbiamo batterci affinché ognuno sia libero di vivere la propria età o fase della vita, senza rincorrere falsi stereotipi e venire usato e trasformato a seconda delle esigenze del mercato. Tutto viene distorto e sfruttato biecamente e noi insieme a tutti gli ingranaggi del sistema di mercificazione. Guardiamo e critichiamo, senza paura di subire critiche, opponiamoci a tutto ciò, iniziamo almeno ad accorgerci di come siamo immersi in un magma devastante di idee e di valori. Ecco perché non facciamo mai passi in avanti.

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