La “satira” intollerabile di Antonio Ricci

b

Antonio Ricci annuncia il lancio di un nuovo programma, Giass, che prevede la presenza di due noti comici il duo Luca e Paolo che vestiranno i panni di vari personaggi, cimentandosi in imitazioni dilettanti.

Oggi, in fascia pomeridiana, è stato lanciato uno spot che vede Laura Boldrini presa di mira, in cui Paolo Kessisoglu si diletta in una sua imitazione grottesca:

“Onorevole Laura Boldrini faccia un sorriso.Qual’è il colmo per un falegname? avere la moglie scollata”

“Questa è una storiella sessista e lesiva della figura della donna. Quando la satira degenera sobilla ad atti di violenza”.

“Non sono Presidente, ma Presidentessa”.

“E’ uguale?”

“Ugualessa”.

Perché la Boldrini è divenuta il personaggio principale del nuovo programma di satira?

Il vero problema non è l’imitazione in sé di una delle prime Presidenti della Camera donna ma il fatto che se si tratta di una donna bisogna svilire per forza la sua femminilità e in questo caso anche operare uno sberleffo alle sue prese di posizione che smascherano il sessismo che permea nei mezzi di comunicazione e nella società in generale. Laura Boldrini è stata la prima donna a prendere posizioni precise contro la violenza di genere, inserita in una cultura sessista che svilisce le donne anche in televisione e in pubblicità (anche se sono rimaste solo parole). Finora nessuna ha avuto il coraggio e l’interesse a parlare di questi temi. Ed è per questo che è stata presa di mira, anche con insulti sessisti e minacce di stupro, da colleghi, stampa, web e opinione pubblica.

Che interesse ha Antonio Ricci a far mettere in scena l’imitazione di Boldrini?

L’anno scorso la Presidente della Camera ha preso posizione contro il programma pre-serale Striscia la Notizia dichiarando che svilisce l’immagine femminile, in quanto ogni sera da più di 25 anni sono presenti due ragazze più o meno svestite che per contratto non possono parlare, o meglio, possono parlare solo durante le telepromozioni.

Queste ragazze, una bionda e una mora note come le Veline, sono diventate “icone” per milioni di ragazze italiane e negli ultimi anni vengono elette tramite un concorso serale che prende il loro omonimo nome.

Molti programmi televisivi si sono ispirati a Striscia inserendo nei loro cast gruppi o coppie di ragazze-immagine che ricoprono lo stesso ruolo delle Veline. Paperette, Letterine, Professoresse, Schedine, Coloradine….Anche la pubblicità si è adeguata a quella che poi è diventata l’unica immagine alternativa alla figura della casta madre e/o rassicurante moglie di casa, che non si e’ risparmiata anch’essa le critiche della Boldrini, prima donna in politica a non chiamare in causa solo il ruolo della velina.

Ma non è solo la critica al velinismo a non andare giù a Ricci.

Nel cast di Giass è presente anche Virginia Raffaele che inscenando l’imitazione della ministra Boschi, tra l’altro molestata anche da Lucci durante il programma de Le Iene, ha ricevuto critiche da parte della stessa Boschi e della Boldrini, definendola “satira sessista”

C’è poco da riderci su se il sessismo in Italia è un problema reale e lo confermano le statistiche sulla violenza di genere, la posizione che occupiamo nel mondo per disparità tra uomo e donna e la perdita dei diritti che abbiamo conquistato con fatica. Questioni che sarebbero poco importanti per molti. Ancora una volta la televisione conferma che il maschilismo in Italia è talmente radicato che qualunque donna tenta di affrontare e metterlo in discussione passa per un imbecille o isterica.

Finora sembra che nessuno stia dalla parte della Boldrini né che condividano i suoi pensieri. Le donne tacciono, perché sanno che se prendessero il suo esempio diventerebbero oggetto di scherno. Infatti la parola “femminista” sembra quasi un insulto o un estremismo qui in Italia, che richiama ad un movimento per molti ormai obsoleto. In realtà la società sembra spaventata dalle donne che affrontano-anche solo a parole-il problema sessismo, mettendolo in discussione o soltanto prendendone consapevolezza. Meglio le donne che non solidarizzano tra loro e che introiettano su di esse lo sguardo maschile perché sono più gestibili.

Ed è questo che ha sempre cercato di fare la televisione puntando su modelli femminili subalterni e stereotipati, poiché l’idea di pensare le donne come esseri inferiori rende più sicuro l’uomo di oggi impreparato ad accettare l’emancipazione delle donne.

Dal sessismo sottile che fino a poco tempo fa veniva veicolato da tv e pubblicità stiamo assistendo a messaggi sempre più offensivi ed espliciti sintomo di una paura crescente verso le donne, sminuendole ed è quasi una necessità in questo Paese ricorrere alla figura della velina perché più rassicurante di una donna “aggressiva” e “pensante”.

Ora sappiamo tutti che la satira intelligente è morta di vecchiaia, ma questo non è proprio tollerabile. Il sessismo in Italia è talmente accettato che prendere posizione diventa banale, difendere i propri diritti diventa pericoloso perché mette in discussione la posizione che gli uomini ricoprono. Il sessismo è talmente radicato che puoi fare satira in quel modo senza che nessuno ci faccia caso. Chiediamoci: in un paese che riconosce come scontati i diritti delle donne ledere la dignità delle donne sarebbe possibile? Da noi c’è un bisogno esasperato di femminismo che questi messaggi che potrebbero apparire divertenti altrove qui non lo sono per nulla, anzi sono pericolosi perché fanno crescere l’ostilità verso chi si occupa di tematiche di genere facendoli apparire come patetici, banali, vittimistici, scoraggiando le giovani generazioni a difendere i propri diritti.

Sono i misogini del web a definire “vittimiste” e “isteriche” le donne che denunciano la violenza di genere. Allo stesso modo, questo appare anche nelle imitazioni di Luca e Paolo, mentre bisognerebbe insegnare alle giovani generazioni di ragazze a difendere i propri diritti con coraggio.

fonte Qui

10 commenti

  • A me sembra che la Boldrini abbia la solidarieta di molte donne, la mia compresa. Solo che e una solidarieta silenziosa per i media, non fa scalpore, non ci si fanno i titoli e nemmeno gli ascolti. E sono molte le donne, e anche gli uomini, che condividono la sua impostazione di pensiero e che sono felici di averla come Presidente della Camera. E una donna forte, che non si lascia intimidire, che non china la testa, che non sta “al suo posto”. Per questo e fatta oggetto di critiche feroci, di insulti beceri, di satire stupide. Questo programma sara solo uno fra i tanti che non dovrebbero meritare nemmeno lo zapping fra una pubblicit’ e un altra. Speriamo che sia cosi.

    Mi piace

    • Solidarietà in quanto donna colpita da offese sessiste. Peccato però che riguardo alla violenza perpetrata dal questore Dambruoso verso la deputata 5S, in Parlamento, , la Boldrini abbia lasciato passare molto tempo prima di condannare l’atto, e dopo aver ricevuto molte critiche e sollecitazioni. Incomprensibile.

      Mi piace

      • Cara Claudia,
        io invece trovo incomprensibile che si opponga a migliaia di insulti e attacchi personali, un episodio, grave e che mi pare la Boldrini stessa hanno condannato fermamente, scaturito in una situazione caotica generata dal M5S. Sembrano le bambine dell’asilo che si tirano i capelli e strillano “ha cominciatoooo leeeeeiiiii”

        Mi piace

  • Pingback: #slutshaming e imbarazzanti creazioni pubblicitarie – Un altro genere di comunicazione

  • Io penso sempre che il problema sta nei numeri. Le donne che accettano il ruolo di “velina” e si accontentano dei benefici che questo ruolo porta sono ancora tantissime. Se cosi non fosse, la forza economica e elettorale di noi donne ci darebbe una gran voce in capitolo perché ci metteremmo davvero poco ad organizzarci. In questo siamo bravissime

    Mi piace

  • La Boldrini sbaglia continuamente le preposizioni rette da verbi. Presiede l’aula di Montecitorio in modo poco intelligente e poco capace, per di più con un atteggiamento repressivo costante ed incomprensibile, ai fini del Regolamento della Camera, verso i grillini, rei di criticarla. Quando parla di qualsiasi cosa ne parla in modo scontato, come quelle compagne di liceo non molto dotate che amavano, però, mettersi in mostra come se avessero capito tutto di storia e filosofia. Sul tema della “questione di genere”, come orribilmente molti usano dire: che si debba cambiare l’italiano per dimostrare di non essere sessisti, mi sembra una solenne idiozia. L'”Assessora” grida vendetta! La Boldrini che precisa nel programma di Ricci “Presidentessa” e, al commento dell’intervistatore “Ma è uguale”, risponde, pensandoci un po’, “Ugualessa”, è una uscita geniale, perché coglie l’essenza del personaggio pubblico (o personaggia pubblica?) oggetto di satira. Nel caso della Boldrini, un misto di approssimazione, non straordinaria rapidità mentale e ottuso e modaiolo conformismo.

    Mi piace

  • Giorgio che noia! i tuoi giudizi sono un accozzaglia di frasi prese dai siti tristemente noti per mandare avanti con paracula sempicioneria uno sguardo sul mondo piatto e vecchio e inverosimile, tutte le problematiche che possono creare una crepa nello strapotere maschile vengono subito ridicolizzate” assessore , assessora che fesserie sono queste! i problemi sono altri!” i problemi sono sempre altri, anche quelli li vorreste decidere voi! attratti dagli slogan che strappano, meglio se con una sciocca risata, un consenso già tacito e lasciano tutto così com’è, miserabilmente.

    Mi piace

    • E’ illuminante che molti credano che usare il femminile per certe professioni sia un errore, come se essere donna in certi posti fosse uno sbaglio.
      http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminile-questore-prefetto
      “Ugualessa”, è una uscita geniale”
      Se per “geniale” vuoi dire idiota, allora ti dò perfettamente ragione. “Presidente” è maschile e il suo corrispettivo femminile è “presidentessa”. “Uguale” come aggettivo è sia maschile che femminile.
      La battuta stabilisce un’equivalenza tra la richiesta di usare un termine corretto e legittimo che riconosce rispettosamente il sesso dell’interlocutrice e la pretesa assurda di usare parole inventate, sgrammaticate e senza senso. Questo la dice lunga sul tipo di persone che vuol far ridere. La verità è che troppi uomini trovano ridicolo che la lingua si adatti alla presenza delle donne, perché sono abituati che sia cucita su misura per loro. E’ proprio l’idea di adattarsi e venire incontro alle donne che trovano ridicola.

      Mi piace

  • Cara Michela, per quanto riguarda il mio commento, non ho contrapposto le migliaia di offese sessiste, per le quali ho dichiarato la mia solidarietà, all’episodio Dambruoso.

    Ho solo osservato una grave ritardo (incoerenza? disinteresse?) nella Boldrini nel non condannare subito l’episodio di violenza ai danni della deputata Lupo :i tafferugli alla Camera sono del 29-30 gennaio, le sue dichiarazioni dell’11 febbraio, rilasciate, ripeto, dopo numerose pressioni e critiche,

    (Per inciso, la reazione scomposta creata dal M5S secondo me era più che giustificata visto l’utilizzo della “tagliola”, non prevista dal regolamento della Camera, da parte della Boldrini su un decreto devastante come il Bankitalia. Oltretutto le motivazioni di B. mi sono sembrate inconsistenti e non veritiere, lasciandomi più di un dubbio sulla “limpidezza” della sua persona, da cui i sospetti sul ritardo nella sua reazione.)

    Mi piace

  • Annamaria Arlotta

    La satira non si tocca” sembra essere il commento più frequente. E perché no, se ricalca modelli sessisti e svilenti? “La creatività è sacra” si dice a proposito dei pubblicitari, anche quando l’unica idea che hanno per reclamizzare un prodotto è l’accostamento a un paio di tette. Mi dispiace, non è sacra per niente e la satira neanche, tutto dipende dai contenuti.

    Mi piace