Quel pasticciaccio brutto dell’Italicum e il “no” alla parità tra uomo e donna

Stamattina Montecitorio ha iniziato la discussione sugli emendamenti presentati dai gruppi sulla riforma elettorale detta Italicum. Tra gli emendamenti approvati è stato accantonato quello sulla parità di genere in politica.

Così dopo aver eliminato il ministero delle Pari Opportunità come se non ne avessimo bisogno si fa intendere che il problema di discriminazione ruoti attorno a numeri, imponendo le quote rosa e poi accantonandole, dimostrando così che il maschilismo ad arma a doppio taglio del nostro Paese non è morto.

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Il presidente della commissione, Paolo Sisto, ha spiegato che l’accantonamento è dovuto alla mancanza di un accordo all’interno sul raggiungimento di una rappresentanza femminile alla pari con quella degli uomini.
Questa scelta ha scatenato le proteste bipartisan delle deputate. Fonti parlamentari di maggioranza riferiscono che gli ‘ostacoli’ maggiori arrivano proprio da Forza Italia, che non gradirebbe un vincolo stretto previsto dalla legge sull’alternanza di genere. Anche molti parlamentari uomini sostengono con l’anonimato, che se anche le deputate dovessero “insistere e mettere a votazione gli emendamenti, avrebbero la peggio, visto che gli uomini sono maggioranza in Aula”. Un cane che si morde la coda.
Problemi ideologici, insomma. Tra i tanti emendamenti non mi stupisce che sia stato accantonato proprio quello. Anche perché sono anni che la legge a favore delle “quote rosa”  in politica viene bocciata.
Però in verità stupisce perfino a me che ancora oggi non solo non da per scontata la parità di genere nella politica ma molti sono pure contrari. Personalmente sono contro le cosiddette “quote rosa” ma in un paese ancora maschilista come l’Italia lo vedo forse come un male necessario, sperando che una maggiore presenza femminile imposta possa aiutare a mettere in atto politiche per contrastare e prevenire la violenza di genere e leggi a favore della parità, ancora troppo lontana in Italia, come ha dimostrato il no della maggioranza.

Fonte: Qui

One comment

  • Personalmente tanto trovo sacrosanto la parità in lista quanto irragionevole la doppia preferenza. Così facendo si fa pesare sulla gente comune (=se do due preferenze devono essere 1m e 1f) una mancanza che invece è nell’apparato (=parità di accesso ai posti di potere). Così rischia di diventare il classico caso in cui la giusta lotta ad una disuguaglianza diventa pura ideologia. Come cittadino, voglio essere libero di dare preferenze a due persone, siano esse due donne o due uomini.

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