Quando a leccare sono soltanto le donne

Abbiamo più volte discusso sull’abitudine pubblicitaria di fare uso di allusioni sessuali per pubblicizzare ogni prodotto, spesso associate all’idea della donna come un oggetto sessuale al servizio del piacere maschile. Ne parlò qui Lorella con la nostra collaborazione, andando a ricercare tutti quegli spot che fanno allusioni velate alla fellatio.

Sono ben pochi gli spot che invece fanno uso di allusioni sessuali quando ad essere rappresentato è un uomo, ancora meno senza dover per forza relegare le donne ad oggetto sessuale.
Perché i richiami sessuali si rivolgono solo agli uomini etero? Le donne non hanno fantasie sessuali? Gli omosessuali non ne hanno? Forse rappresentazioni alternative fanno ancora scandalo?

Qualche mese fa venimmo a conoscenza della censura imposta alla pubblicità di Desigual a causa della presenza di un vibratore appoggiato sul letto da una giovane donna. Lo spot, per quanto non è sia stato in grado di descrivere la sessualità femminile senza andare fuori da quella eteronormativa, ha introdotto un elemento mancante negli spot televisivi legati all’immaginario della sessualità della donna: il piacere femminile.

La censura di questo spot ha dimostrato quello che è ancora un atavico tabù: la masturbazione femminile ed ogni allusione che veicola l’idea del piacere della donna. Trovano invece larga e facile diffusione quegli spot che alludono più o meno velatamente all’atto di una fellatio e ad altri atti sessuali che escludono il piacere della donna o il coinvolgimento di essa come un soggetto attivo.
Giovani donne inquadrate mentre assaggiano gelati, frutti, dolci e via dicendo.

Bocche carnose sempre in primo piano riprese a leccare, succhiare e ingoiare. Altrimenti, seni inquadrati mentre la modella rappresentata si porta un cracker al formaggio alla bocca. Donne private della possibilità di mangiare un gelato in modo naturale e/o di non vedersi interpretare ogni cosa che facciamo come sessualmente allusiva.

Immagine

E cosa potremmo aggiungere sul nuovo spot di un dessert della Perugina dove una giovane donna lascia scorrere il cucchiaio sulla lingua:


Prima inquadrata quasi di profilo in primo piano:

bocca
Poi dopo la visione di creme al latte e al cioccolato, frontalmente compare questa scena:

labbra

E che dire del nuovo spot di Gran Cereale? (tra l’altro con una versione maschile che non prevede il leccamento del biscottone, altrimenti sarebbe incitamento all’omosessualità e sarabbero guai amari. Immaginatevi l’indignazione del Vaticano e rappresentanti politici quali Giovanardi e senza contare che spesso si tratta delle stesse aziende che non ne vogliono sapere di rappresentare la famiglia gay).
Prima una ciliegia tra i denti a bocca semiaperta in primo piano:

ciliegia

E poi il primo piano di una lingua che scorre su una barretta ai cereali:

biscotto

Il link è questo:


In entrambi gli spot le modelle non hanno un volto ma sono ridotte a frammenti di nasi, bocche, occhi e lingue. Segnalai lo spot allo IAP ma non accolse la mia richiesta. Eppure lo Iap non fu tanto indulgente con la Desigual non molto tempo fa!
Strategia di marketing simile nello spot 2013 (andato in onda durante il periodo natalizio) della ferrero Mon Cherie, dove una giovane donna si trova in un mondo fatto di dolci e cioccolato. Nello spot viene inserito questo fotogramma:

schiena

Una goccia che scorre lungo la schiena per intensificare il momento erotico. L’associazione piacere della gola e sessuale è molto frequente negli spot. Peccato che le protagoniste siano sempre donne, dunque è chiaro il voler ribadire che la donna è un mero strumento di piacere. La donna è sesso, non soggetto sessuale.Uno strumento sessuale, un mezzo per raggiungere il piacere fisico. I desideri di una donna non vengono nemmeno menzionati.

boccA2

Nel fotogramma seguente, la ragazza si porta una ciliegia alla bocca e se la infila tutta dentro, lasciandola socchiusa. Le dimensioni evidentemente contano, vista la dimensione innaturale del frutto. L’allusione ad una fellatio è palpabilissima.
Alla fine dello spot a ragazza torna in lei, ride e si ricompone lanciando uno sguardo malizioso verso il telespettatore:

SGUARDO

Questa non è liberazione della donna ma la sua più totale mercificazione. Quella che sembra una fantasia quasi erotica della protagonista è solo il riflesso del desiderio maschile introiettato su una donna.  Non può essere altrimenti visto che la fellatio è un rapporto finalizzato solo alla soddisfazione del maschio e non perché le donne non abbiano fantasie di fellatio.
L’assenza di una controparte maschile che si cimenta nei teatrini che abbiamo appena analizzato è la triste prova che questi sono spot sessisti. Perfino lo stesso prodotto, per l’appunto Gran Cereale, si pubblicizza con un personaggio maschile senza l’uso di allusioni sessuali ma vi è l’introduzione di una figura femminile (per scongiurare il rischio di venir interpretata come gay?).


E non penso che la mancanza del leccamento del biscotto sia casuale.

uomo

Vi è perfino la paura di lasciare l’uomo da solo anche quando lo spot ha richiami allusivi molto più limitati. Non è il primo spot che rappresenta un uomo accompagnato da una donna per rafforzare il binomio virile=etero.
Lungi da fare moralismi e cose di questo genere (e mi dispiace che ancora una volta siamo costrette a ripeterlo per difenderci dalle accuse), cerchiamo di sfondare una porta verso la consapevolezza dell’importanza dei messaggi pubblicitari.
Molti di questi spot rappresentati sono stati pubblicati su youtube e sono stati presi di assalto da una parte dagli utenti che gridavano allo scandalo non perché sessisti ma perché sessualmente allusivi a da utenti che scrivevano cose di cattivo gusto verso le modelle rappresentata negli spot allusivi. In entrambi gli atteggiamenti abbiamo notato la mancanza di consapevolezza verso gli stereotipi di genere veicolati che girano attorno al ruolo di genere atteso dalla donna e l’incitamento (o il radicamento e/o la legittimazione) di credenze, atteggiamenti sessisti e discriminazioni che gravavano (e gravano) sul ruolo della donna nella società.

eva

Non sarebbe l’ora di smetterla con il veicolare messaggi che vanno a svalutare, strumentalizzare e falsificare la sfera sessuale femminile?
Quando vedremo un uomo leccare un gelato tranquillamente senza essere etichettato come gay e una donna che potrà mangiarsi un gelato con naturalezza senza che questo venga interpretato come un’allusione sessuale e senza venir demonizzata o sessualizzata, allora potremmo dire che il moralismo si è estinto.

8 commenti

  • Be’, qualche anno fa c’era “Garçon? Ancora Maxibon”, con Accorsi. E la suora che rompeva il pistolino di un putto e lo riattaccava con la colla ma facendolo puntare verso l’alto? Ultimamente invece ricordo vagamente una pubblicità con una ragazza che può scegliere tra un ragazzo di colore e uno bianco, allegoria di due gusti del prodotto. Gli spot più vicini alla comunità LGBT sono forse quelli relativi alla moda, vedi mutandoni bianchi di D&G in cui i protagonisti sono senza dubbio i corpi maschili mentre le donne sono in secondo piano.
    Mi rendo conto che, naturalmente, si tratta di pochissimi esempi. Non credo che la TV, con i suoi tempi limitati e i messaggi rapidissimi – soprattutto durante gli spot -, sia il luogo migliore dove far riflettere ma anzi si accodi al pensiero della cosiddetta “maggioranza”.

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  • Però non può essere una giustificazione che la TV “si accordi al pensiero della cosiddetta maggioranza”. La TV sfrutta il pensiero della maggioranza, ovviamente punta a colpire dove sa che c’è un buon bersaglio, ma si sa benissimo che contribuisce in maniera decisiva a plasmarlo, questo pensiero. Il cambiamento può benissimo iniziare anche nel contenuto di messaggi rapidi come quelli televisivi.

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  • https://www.youtube.com/watch?v=CFF0mV24WCY Questo video fa vedere una ragazza che si alza la maglietta per convincere un tizio a darle di un passaggio (minuto 1:22). Alquanto diseducativo non trovate? Lo so che non centra con l’articolo ma rientra comunque nel discorso degli stereotipi femminili (come nel caso del “leccare”).

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  • “alludono più o meno velatamente all’atto di una fellatio e ad altri atti sessuali che escludono il piacere della donna” ma perché voi praticate la fellatio solo perché provoca piacere al vostro uomo?

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    • Se noti bene ho scritto più o meno che non si mette in discussione il fatto che le donne abbiano o meno la fantasia di una fellatio. Per favore per scrivermi non usare gli stessi espedienti di inserire un indirizzo fasullo e cambiare nome ad ogni commento Questo te lo pubblico ma per me appartieni alla categoria dei “troll” e inoltre sei pure “sgamato” visto che porti lo stesso ip di “remo”, “zigulì”, “Gino” e simili. Ma evita almeno di usare nomi femminili perché non ci saremmo cascate comunque :D

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      • Ma tu che diavolo ne sai della mia identità di genere?
        E se uso indirizzi fasulli è proprio per scoraggiare il voyeurismo degli amministratore dei siti, di tutti i siti: che credi che non lo sappia che basta nulla per risalire alla mia identità da un indirizzo mail?

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      • E per IP no invece?:D bella scusa :D e poi dimmi che interesse avrei a risalire alla tua identità

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    • Cara Marta, il problema non è se ad una donna piaccia o meno la fellatio, il problema è che il continuo ricorso all’abbinamento “cibo-bocca di donna-allusione alla fellatio” completamente assente per l’uomo. Può sembrarti incredibile, ma a non tutte fa piacere essere rappresentate continuamente come esseri che “non vedono l’ora di leccare” e francamente sarebbe bello farci mangiare un gelato o un cioccolattino per il piacere (naturale, alimentare) di farlo, e non perché dobbiamo inscenare un teatrino con la lingua che ecciti i maschi che ci guardano.

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