I poveri clienti sfruttati: mail-bombing a Panorama

In questi giorni è ‘scoppiato’ un nuovo caso di prostituzione minorile. Nei giornali e in TV non si parla d’altro.

Abbiamo visto nei mesi scorsi come la stampa abbia creato un caso mediatico attorno a ciò che è accaduto alle due ragazzine di Roma che si prostituivano. Nei salotti televisivi si alternavano interi servizi dedicati a questo episodio di cronaca con stereotipi che insegnano già alle bambine che il corpo femminile “vende”. Giornali, trasmissioni televisive, telegiornali si concentravano sulle cause che hanno portato le due ragazzine dei Parioli a vendere il proprio corpo, con toni criminalizzanti.

Lo scandalo tutto italiano si è concentrato attorno alla presunta perdita di valori delle adolescenti di oggi con articoli su un fenomeno in crescita. Poco importa alla stampa se gli italiani sono al primo posto nel mondo per viaggi all’estero in cerca di mete dove il sesso con i minori è più accessibile. Nessun articolo ha ritenuto molto importante parlare di padri di famiglia, uomini di 50-60 anni che non hanno scrupoli a saltare addosso a bambine che potrebbero essere le proprie figlie. Vende meno parlare di clienti pedofili. Il Garante per l’Infanzia ha denunciato l’attenzione mediatica verso questo episodio triste di cronaca nera e la descrizione delle due minorenni piena di note pruriginose e poco critiche nei confronti dei carnefici.

Finchè non spuntano articoli che normalizzano l’attrazione per le “lolite”, così chiamate dai giornali. Un mese fa è uscito un dato impressionante dall’associazione Save the Children, pochissimi italiani sono consapevoli che i rapporti sessuali a pagamento con minori non sono solo proibiti dalla legge ma sono inaccettabili.

Questa accettabilità si riflette anche nella descrizione dei fatti che coinvolgono minorenni femmine nei fenomeni di prostituzione o sessualizzazione precoce. L’accettazione della pedofilia e lo slut-shaming sono gli elementi che emergono in molti articoli. E’ slut-shaming perché ci sono altri casi di precocizzazione delle minori che non hanno a che fare con la prostituzione. Il fenomeno delle baby-mamme, ad esempio, non è considerato altrettanto riprovevole. Grave si’, ma non si fa accenno alla presunta perdita dei valori di queste ultime.

Articoli con toni misogini sono comparsi in molte testate giornalistiche. Ieri su leggo (clicca Qui) è apparsa una grande schermata che fa appello alla crisi di valori, accompagnata ad un paio di cosce. Da una parte si sessualizza la minorenne e dall’altra ci si preoccupa di questa amoralità. Ovviamente la crisi dei valori consiste nel fatto che una minorenne si venda e non nel padre di famiglia che compra. Infatti le stime in percentuale (poco sotto) sono state fatte sulle adolescenti e non sui clienti (ne’ sui ragazzini) La “sfera dei valori” sessuali appartiene solo all’educazione delle ragazze. L’ insegnamento alla castita’ fa parte dell’educazione sessuale che viene data ancora oggi a molte ragazze, accompagnata dalla mercificazione mediatica del corpo femminile. Un cortocircuito pazzesco!

Poco sotto la schermata, un sondaggio su chi è d’accordo all’apertura delle case chiuse. La prostituzione da un lato accettata e da un lato condannata se esercitata da chi ha una “presunta” consapevolezza e lo fa per concedersi un lusso.

Sono le ragazzine che tentano, dunque,  non i clienti a creare la domanda. La legittimazione del desiderio maschile. Questo è quanto è apparso in un articolo di Panorama, dove i clienti che comprano corpi di bambine sono descritti perfino come delle vittime:

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Da Panorama (Qui) I passaggi sono sottolineati in rosso. L’articolista, una donna, descrive due ragazze poco più che bambine come delle femme fatale utilizzando un linguaggio scurrile. I toni sono misogini ed è chiaro lo slut-shaming. Spregiudicate le ragazze, vittime i clienti. Vittima chi consuma sesso con delle minorenni. Secondo l’articolista è normale che un uomo compri sesso da una ragazzina e che provi attrazione verso “la pelle liscia”. Il linguaggio non solo giustifica e normalizza la pedofilia ma il tono utilizzato è misogino e squalifica il corpo femminile, riducendolo ad una sorta di oggetto sessuale, a carne fresca.

“Che importa se hai 14 o 17 anni?” Siamo tutti diversi se no che palle. Quindi andare con un bambino a pagamento appartiene ad un gusto soggettivo? Non è condannabile come deriva sociale pericolosissima?

Quanti uomini leggendo questo articolo si sentiranno legittimati ad andare con le minorenni dal momento che ciò è socialmente accettato da tutti? L’importante è che la ragazzina tenga le gambe sigillate e la “tentazione” lontana.  Solo così la pedofilia cesserà di esistere.

Questo articolo è davvero inaccettabile e ritengo pericoloso che venga diffuso nel web:

Io scrivo, voi?

Mailbombing:

panoramaweb@mondadori.it

L’autrice: chiricoannalisa@yahoo.it

Per scrivere al Garante per l’Infanzia
:

segreteria@garanteinfanzia.org

L’ordine dei giornalisti
:

Odg@odg.it

13 commenti

  • Ma vergognatevi l’hanno già scritto? Inaccettabili termini, spero che l’autore non abbia una figlia, una nipote e spero anche che, inconsapevole, venga arrestato per istigazione alla pedofilia

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  • L’ha ribloggato su Women Not Afraid.

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  • Questo articolo mi rimanda ancora una volta ad un problema che non trova soluzioni ed è ormai logoro, facente parte della realtà interiore inconscia di molte donne compresa l’autrice… la competizione tra donne è assolutamente deleteria e non trova elaborazione… l’autrice preserva e deresponsabilizza il maschio perchè lo sceglie.. l’autrice non può sopportare però di competere con donne più giovani delle quali mette in risalto solo la parte sessuale facendo bella mostra della parte pruriginosa come se nel contempo si identificasse in modo perverso anche nel maschio eccitato…. Signora mia… aiuti piuttosto in qualche modo il mondo femminile a far la pace con se stesso… lo faccia, la prego al di fuori di lei (con articoli volti alla solidarietà), lo faccia sia all’interno di se stessa, nel profondo, dove giacciono lesioni ancora non eleborate… con rispetto…

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  • Bisognerebbe scrivere anche al garante per l’infanzia: segreteria@garanteinfanzia.org

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  • ma questi maschi italiani, mi domando, quanto li vogliamo “merde”? questa imbecille piena di astio mi ha fatto ricordare una donna che mi ha raccontato di come lei è diventata razzista da quando il marito è morto di una malattia misteriosa perché andava con “quelle” che portano malattie, ora, a parte la risposta che le ho dato, questa donna era parecchio ignorante ma non penso abbia mai scritto articoli ,e questa invece perché può?la volgarità fa ascolti? è in atto una campagna pro case chiuse? Sono convinta che la maggior parte delle persone non ha capito cosa è la prostituzione anche grazie a queste fesse che riversano la loro immondezza su tutti noi. Io gli scrivo spero lo facciate in tant*.

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  • Pingback: Dog-ma » Comunicazione del Peggior Genere

  • Avrei potuto lasciare un papiro come commento, ma ho preferito scrivere direttamente un post sul mio blog:
    http://blog.deliatannino.com/?p=242

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  • Gentile sig.ra Chirico,

    ho letto il suo articolo La “libertà” delle baby squillo di Ventimiglia, del quale sono rimasta decisamente inorridita e non certo per le motivazioni da lei addotte. Innanzitutto, lo stile da lei utilizzato non è certo d’effetto, ma solamente scurrile e degno di un malfamato bar o di ragazzini in pieno subbuglio ormonale: non le sembra che ci siano già sufficienti brutture e volgarità nel mondo dell’informazione, senza dover aggiungere anche il suo contributo?
    In secondo luogo, pur rispettando le opinini di tutti, quindi anche le sue, mi permetto di farle presente che quanto scrive va banalmente ad aggiungersi alla lunga lista di slut-shaming di cui è purtroppo permeata la nostra mentalità: se la sono cercata perchè….si sono vestite in un certo modo/frequentano la discoteca/vanno in giro da sole la sera. Queste ragazze addirittura hanno messo un annuncio! D’accordo, posso ritenere questo comportamento assurdo, deprecabile ecc., come donna e come mamma, ma MAI una volta che si legga: che schifo questi uomini che pagano le minorenni per togliersi le loro voglie ( la sua frase C’e’ anche chi e’ capace di vivere la propria sessualita’ in modo meccanico, mercenario e anaffettivo potrebbe riferirsi anche a questi uomini, ci ha pensato?). E la reazione dovrebbe essere di sdegno per qualunque rapporto con minorenni, trovate sia on line, sia ai bordi delle strade.
    Questo sarebbe il contributo a un giornalismo che rompa gli schemi e faccia riflettere, non, come ha fatto lei, limitarsi a scrivere quello che tanti italiani pensano – anche per autoassolversi – come retaggio di una cultura maschilista, che propone sempre la donna come causa di ogni male (e nella dicotomia mai sanata santa-prostituta).

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  • Scusa ma ti stupisci? Abbiamo un ex primo ministro a processo per i suoi rapporti mercenari con una minorenne che riceverà i voti del 25% degli italiani. Ho affrontato il tema in modo diverso proprio ieri. qui:
    http://casalingomoderno.wordpress.com/2014/03/03/parental-control/

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