Provvidenza, la ragazza morta a Messina? Una puttana #TROIOFOBIA

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Una sera di luglio a Messina scompare una ragazza di circa 27 anni e solo dopo sette mesi viene ritrovata morta dentro la sua auto giù da una scarpata. L’ipotesi più accreditata è stata quella dell’incidente stradale ma non è esclusa nemmeno la pista dell’omicidio e del sequestro di persona secondo le ultime indagini. Ora l’autopsia stabilirà la vera causa del decesso della giovane che aveva un nome e un volto: Provvidenza Grassi.

Perché nessuno l’ha cercata? Sono le stesse domande che si rivolto il padre che ha sempre scartato l’ipotesi dell’allontanamento volontario della figlia ed ha sempre puntato l’indice contro gli investigatori perché non l’avrebbero cercata a sufficienza dopo la sua denuncia.

Il caso è stato trattato a Chi l’ha visto. Un giallo che ancora dovrà essere ricostruito tassello per tassello. Tra cui le intercettazioni di una telefonata che vanno in onda in diretta. Sono due carabinieri che le danno della puttana. “Quella è una puttana, una zoccola” “Suo padre è un coglione”. Si rivolgono alla povera ragazza e a suo padre che si era rivolto a loro per cercarla ma è stato cacciato via e liquidato poiché per loro è stato solo un allontanamento volontario. 

Quelle parole lasciano increduli milioni di telespettatori che si chiedono perché si sono rifiutati di cercarla e sopratutto perchè hanno usato quelle parole contro una ragazza, morta magari probabilmente uccisa nelle circostanze che tutte conosciamo.

Me lo chiedo anche io con tutto il cuore. Mioddio come è possibile. E’ possibile, certo che lo è. In un paese dove diversi casi ci hanno dimostrato che noi donne contiamo la metà di un uomo non vale la pena nemmeno di cercarci perché tanto la nostra esistenza non conta, nemmeno quando è un genitore ad implorarla.

Potrebbe anche essere stata uccisa. Non si esclude nessuna ipotesi. E se cosi fosse questo non è altro che stringere la mano alla stessa cultura violenta che uccide ogni giorno le donne. Un circolo di violenza che nasce da una parola che racchiude tutto il disprezzo per le donne. Donne, tante come lei probabilmente che hanno cercato invano di invocarsi alle forze dell’ordine per denunciare ma sono state riconsegnate ai carnefici e probabilmente offese anch’esse.

Probabilmente mi sbaglio perché non è giusto dipingere tutte le divise o tutta la società come il male. Ma troppi casi ci hanno dimostrato che per la giustizia le donne sono solo un peso o non contano nulla malgrado il Governo italiano ha sempre puntato sull’azione poliziesca per salvare le donne dalle conseguenze del maschilismo. Ma di maschilismo ne sono pregne anche le istituzioni e molti casi ce lo hanno dimostrato. Come l’ultimo caso accaduto in parlamento quando una deputata M5S, Loredana Lupo, è stata colpita da uno schiaffo dal questore di Scelta Civica, Stefano Dambruoso (Qui).  

A quel gesto di violenza a Montecitorio di mercoledì sera non sono mancati nemmeno gli insulti sessisti. Sembra siano stati rivolti alle deputate Pd riunite in commissione Giustizia da parte del deputato M5s Massimo Felice De Rosa: «siete solo capaci di fare sesso orale».

Ma anche troppi casi isolati ci hanno dimostrato l’aggressività di una cultura misogina che si scaglia contro le donne, considerate come degli esseri inferiori. In ogni caso, anche senza che il nemico rappresenti le istituzioni.

Come un commento razzista, un commento omofobo è stato rivolto tale epiteto ad una donna, in quanto tale. E questo non segna solo la miseria di due individui, di una parte del sistema poliziesco ma il fallimento della società tutta, una società che ancora fatica a rapportarsi con le donne. Ma se il rispetto per le donne manca già dalle istituzioni come si può pretendere che il singolo cittadino ci rispetti quotidianamente?

4 commenti

  • “Sì, quella ha fatto carriera a forza di…”, “se non apriva le gambe col piffero che la promuovevano”, “è andata a letto con il proprietario, per questo ha il lavoro”.
    Commenti quotidiani.
    Letto l’articolo, vado ancora avanti, se fosse davvero sparita una prostituta, non vale la pena cercarla? Non è un essere umano anche lei?

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  • Siamo troppe volte gli occhi degli altri e non I nostri!

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  • è vero che la polizia è maschilista, ma i casi Aldrovandi, Cucchi, Uva e tanti altri, noti e non noti, fanno pensare che in italia chi non è ricco, figlio di ricchi, o di potenti, ovvero debole , purtoppo spesso è solo, in balia degli eventi\persone che dovrebbero difenderlo e invece lo offendono, se non accoppano…povera Italia e poveri italiani poveri.

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  • In Sicilia purtroppo c’è ancora chi crede alle cosiddette fuitine. In Italia le donne comuni che vengono da famiglie semplici non contano nulla. E questo mi fa rabbia.

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