La violenza di genere non ha confini e’ espressione del patriarcato!

I media italiani hanno spesso dato molto risalto a numerosi casi di stupri che sono accaduti in India. Donne picchiate e stuprate e molte volte anche uccise. Pochi giorni fa in Italia è emersa una storia simile a ciò che subiscono le donne indiane nel loro paese. E’ testimonianza di una violenza che non ha confini. 

Sequestrata, legata, stuprata e poi gettata da un auto in corsa. Potrebbe essere accaduto in India ma è accaduto in Italia. Accade la sera  del 13 dicembre, quando la donna, 30 anni ha passato un vero e proprio incubo conclusosi con l’arresto (dopo circa un mese e nonostante il rifiuto della vittima per paura di ritorsioni ) del suo aguzzino per ordinanza del gip del Tribunale di Forlì. Lui è un anconetano residente a Longiano (Rimini) e conosceva la sua vittima. 

Approfittando della sua fiducia la invita a casa della madre, dove vive anche lui. L’uomo, dopo aver chiuso a chiave la porta, ha legato al letto la donna con una corda. Inutile il tentativo della trentenne di fuggire da una finestra o di chiamare aiuto. Il cellulare le era stato sequestrato dal violentatore. Il secondo stupro è avvenuto in strada quando la donna ha tentato nuovamente la fuga dall’auto del 40enne che la stava riportando a casa. All’altezza di Riccione, è però riuscita a riprendere il cellulare e ha chiamato aiuto, a quel punto l’uomo l’ha buttata come una bambola rotta fuori dall’auto in corsa, tenendo con sé il giubbotto e le chiavi di casa della vittima. Un altro stupro commesso da un italiano soffocato dalle giustificazioni della stampa che attribuisce il gesto alla droga.  

A Napoli sono state arrestati cinque uomini per aver violentato e rapinato in gruppo alcune prostitute. Sarebbero stupratori e rapinatori seriali di prostitute che non hanno avuto la stessa attenzione del violentatore di Bologna poiché le vittime erano prostitute. La violenza sessuale sulle prostitute è molto diffusa nelle culture dove l’esercizio di controllo della sessualità femminile è molto forte. Ancora oggi violentare una prostituta è considerato legittimo o meno grave che violentare una “per bene”, questo porta la stampa a considerare il fatto meno rilevante. Questa non è altro che  un’altra violenza ai danni delle donne, sintomo ancora di una disparità di potere tra uomini e donne nel nostro paese.

Fonti:

ANSA