Nuovo anno, nuove violenze

Sembra una storia d’altro mondo ma è accaduta ancora una volta qui in Italia nel 2014. Una ragazzina disperata dalle botte di suo padre, un 51 enne italiano, chiede aiuto su Facebook.

Fu proprio quella sera che la ragazzina dopo aver ricevuto un pugno sul naso fino a romperle il setto si rivolge al social network per porre fine a quelle violenze che proseguivano da tempo ma il padre appena scoperto il messaggio della figlia ha continuato a picchiarla investendo anche la cognata, intervenuta a difendere la sorella e la nipote.

Secondo i racconti delle forze dell’ordine, il padre-padrone picchiava ripetutamente moglie e figlia provocandole lesioni in diverse occasioni. Le due donne, nel tentativo di scappare dal violento si sono rifugiate dai parenti, ma l’uomo le ha raggiunte a bordo di una Smart e ha investito in pieno la cognata, che ha perso i sensi sull’asfalto fino all’arrivo dei soccorsi.

La cognata ha riportato un trauma cranico, anche la moglie e la figlia sono state soccorse e medicate. Il cognato, invece, è stato arrestato dagli agenti della polizia municipale, che lo hanno rintracciato a casa, dove si era barricato minacciando il suicidio.

Ora l’uomo è rinchiuso nel carcere di Poggioreale (Na) e accusato di tentato omicidio.

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Oltre alle numerose violenze compiute nelle famiglie italiane dobbiamo considerare il tasso di violenze di genere nelle famiglie immigrate. Una ragazza a Genova è stata schiaffeggiata in mezzo alla strada dal padre e dallo zio “colpevole” di non seguire i canoni imposti alle donne della propria cultura. La ragazza,  19 anni e originaria dello Sri Lanka, disperata e impaurita dalle continue violenze dei parenti, ha chiesto di essere protetta in un casa di accoglienza per le donne vittime di violenza.

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