Dall’Olanda uno spunto per l’educazione sessuale: Dr. Corrie e la tv dei ragazzi

Il 6 settembre 2013, in Olanda, ha cominciato ad andare in onda sulla Schooltv – cinegiornale di NTR dei ragazzi – un programma che si intitola Dokter Corrie (dottoressa Corrie).

Martine Sandifort interpreta una simpatica dottoressa che in ogni episodio tratta un tema diverso legato alla pubertà e alla sessualità prendendo a pretesto una video chiamata a una persona famosa (uno, spassosissimo, aveva protagonista il capitano dell’Ajax, Siem de Jong e per tema “primo bacio”).

Perché si sente il bisogno di questa trasmissione sulla TV dei ragazzi?

Perché dal dicembre dello scorso anno tutte le scuole sono obbligate a tenere un corso di educazione sessuale, ma per gli insegnanti delle scuole primarie non è sempre facile entrare in argomento in modo adeguato e Rutgers WPF (l’osservatorio sulla sessualità olandese), ha proposto un programma sulla Schooltv che potesse essere di spunto e supporto. Il programma è realizzato con il supporto di Rutgers, in modo da affrontare i temi dell’educazione sessuale e soprattutto relazionale, in modo corretto (come ha già fatto in passato per altri progetti della SchoolTV, primo tra tutto quello sull’AIDS alla fine degli anni ’80).

Il vantaggio è che gli alunni possono guardare il programma in televisione e poi discuterne con gli insegnanti e con gli altri compagni in classe.

Dokter Corrie non è inteso come un metodo di insegnamento dell’educazione sessuale, non vuole sostituirsi all’ora in classe, ma vuole dare lo spunto per iniziare una lezione; per questo ogni settimana viene preparata una newsletter per gli insegnanti delle classi 7 e 8 della scuola di base (con alunni di 10-11 e 11-12 anni) che permette agli insegnanti di preparare l’ora di educazione sessuale e alla relazione.

I temi trattati sono la pubertà, le relazioni e la sessualità. Vengono discussi in modo tranquillo, attento e sicuro, con un approccio umoristico che crea subito un’atmosfera rilassata. Ogni settimana, in un modo scanzonato, si parla di innanzi tutto di sentimenti e relazioni, ma anche di prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate. Si punta soprattutto all’aspetto della relazione in senso positivo, per cui si parla di sessualità presentandola in modo divertente, ponendo l’accento su quanto è bello, desiderabile e piacevole condividerla, nel rispetto reciproco, all’interno di una relazione, invece che creare quel clima repressivo e pauroso che si tende ad associare all’idea di educazione sessuale.

Ovviamente si sono scatenate le polemiche: in Parlamento è stata presentata un’interrogazione da parte di Joel Voordewind (Unione cristiana). Alcune scuole cristiane hanno deciso di non prendere spunto dal telegiornale dei ragazzi dopo le lamentele da parte dei genitori che stanno raccogliendo firme per il ritiro del programma.

Dall’altra parte NTR difende Dr. Corrie definendolo una buona occasione per aprire il discorso tra genitori e figli. Il direttore della Rutgers WPF ha dichiarato alla radio che i genitori non sono ben informati su come i ragazzi di oggi sono attivi ma confusi e che questo programma può aiutare a comunicare meglio.

Dall’altra parte, il padre di un bambino di 8 anni ha avviato una petizione “Dr.Corrie deve proseguire”, che sta raccogliendo firme perché il prossimo anno il programma prosegua.

Per il momento la situazione sembra sospesa: è chiaro che c’è un 15% di genitori contrari, che il Governo non vuole prendere una posizione rispetto al canale TV e che Rutgers sostiene che “per quanto i genitori possano essere contrari all’educazione sessuale nelle scuole, i bambini hanno curiosità e domande che non possono rimanere inascoltate”.

Ho firmato perché la trasmissione non venga bloccata e ho fiducia che non lo sarà: l’Olanda è uno dei paesi europei con il minor numero di gravidanze adolescenziali e questo dato è il risultato di queste politiche volte all’educazione dei giovani che sottolineano soprattutto l’aspetto positivo (e responsabile) della sessualità, piuttosto che darne un’accezione negativa volta alla repressione che siamo abituati a vedere.

Qui tutte le puntate. Questo è un genere di comunicazione che mi piace.

5 commenti

  • Per i sottotitoli, si possono selezionare direttamente su youtube!

    Mi piace

  • L’ha ribloggato su Elena.

    Mi piace

  • Viva l’Olanda! Sono una dottoranda in antropologia e sto seguendo in questo periodo, per la mia ricerca ma soprattutto per la voglia e la necessità di
    azione, una sperimentazione del più strutturato progetto olandese di educazione alla sessualità, in Italia. A Bologna. Nonostante tutto, c’è qualcun* in Italia che si dà da fare!

    Mi piace

    • Molto bene!
      Ma vorrei chiarire: io non ho mai avuto dubbio circa il fatto che in Italia c’è chi si dà molto da fare e fa; che con grande passione e spesso -ohimè – scarsissimi mezzi, fa cose che altrove non si riescono nemmeno immaginare.
      Quello cha manca in Italia e che è invece prepotente in Olanda è la mano dello Stato, per cui le cose non sono lasciate in mano ai singoli e alla loro iniziativa (o alla loro mancanza di iniziativa), ma vengono strutturate per quello che devono essere: affari pubblici. E gli affari pubblici, per definizione, devono sì essere portati avanti localmente in modo da raggiungere tutti, ma devono essere coordinati a livello statale. Altrimenti a Bologna partiranno le iniziative migliori, ma non avranno mai il fiato per raggiungere nemmeno Piacenza.
      Dr. Corrie è lodevole in sé, ma il nocciolo della questione è il piano di educazione sessuale fin dall’infanzia nel quale si inserisce.
      La differenza sostanziale, quella sulla quale si misura l’efficacia di queste iniziative, sta in grande parte in cosa fa lo Stato.

      Mi piace

      • Esatto, il problema é proprio quello che hai citato tu. La mancanza di una visione politica d’insieme, una presa in carico e gestione laica, capillare ed adeguata della questione “educazione sessuale” in Italia, come avviene appunto in Olanda. Da noi tutto é lasciato all’improvvisazione e alle piccole iniziative locali. Responsabilizzare il singolo, ad esempio l’adolescente, nel totale abbandono di uno Stato che non si fa carico delle sue responsabilità socio-sanitarie e, sopratutto, politiche!

        Mi piace