Giocattoli per lui e giocattoli per lei

Sta arrivando il Natale e molti supermercati e negozi per giocattoli si tingono di rosa e di azzurro.

Corsie di giocattoli per lui e per lei ben distinte.

Per le bambine vengono consigliati trucchi, bambole, aspirapolvere, pentole, lavatrici giocattolo ecc ecc.. per i bambini invece soldatini, pistole, macchine, spade laser ecc ecc… imponendo così dei ruoli stereotipati.

Abbiamo sempre parlato di questo “fenomeno”, abbiamo analizzato un sacco di aziende che producono articoli per l’infanzia e giocattoli al fine di monitorare il livello di produzione di stereotipi di genere e abbiamo anche analizzato campagne positive come la Let Toys be toys che hanno avuto successo all’estero.

Come blog anti-sessista e contro gli stereotipi di genere cerchiamo di sensibilizzare il più possibile a queste tematiche e non possiamo non condividere con voi  le osservazioni di una nostra lettrice che  in breve riassume una parte dei messaggi che spesso lanciamo.

Buona lettura!

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Siccome ho una bambina di 5 anni, in questo periodo non posso esentarmi dall’andare in giro per negozi di giocattoli a cercare i regali di Natale e di Santa Lucia, che nella mia città è ancora un tradizione importante e che arriva ben prima di Natale, il 13 dicembre.

Nel negozio di Toys Center una gentile commessa mi infila in mano un catalogo delle loro promozioni di Natale. In cerca di un regalo adatto ad una bambina che anche per tutto il resto dell’anno è riempita di regali dai nonni comincio a sfogliarlo e contemporaneamente cominciano a drizzarmisi i capelli in testa.

Dalla rivista traggo tutta una serie di osservazioni che mi piacerebbe condividere:

1)      Il catalogo parte con una rigorosa divisione tra “giocattoli per bimba” e “giocattoli per bimbo”. Prima, unica e trasversale caratteristica dei giocattoli per bimba: sono tutti rosa. Non, che so, rosa salmone o viola, ma proprio rosa, un bel rosa smaccato e plasticato che fa male agli occhi. Tutto è rosa, dalle bambole, alle padelle, alla casa di Peppa Pig, al triciclo, alla moto finta, allo scooter delle Winx, alla trousse del trucco. Prima ancora del contenuto è il packaging a traumatizzarmi. Unica concessione al colore azzurro: i vestitini di Cicciobello che, essendo maschio da generazioni, non può certo andare in giro vestito di rosa.

2)      Seconda osservazione: i contenuti. Sulla bellezza di 55 pagine di catalogo “rosa” le tipologie di giocattoli per bambine si riconducono a tre: bambole (peluche compresi), settore fashion, elettrodomestici.

3)      Scorrendo le pagine seguenti scopro che giocattoli per bambini, in 30 pagine, invece hanno le seguenti tipologie: personaggi delle serie TV (tartarughe Ninja, Ben ten, Max Steel, Monsuno, Bey Blade, Power rangers, Transformers, Gormiti), Robotica (Emiglio e la serie dei Roboraptor), armi (Nerf e varie armi giocattolo), modellismo (Dinosauri, castelli, galeoni dei pirati), veicoli telecomandati (macchine ed elicotteri), piste per le macchinine, veicoli vari, costruzioni (Lego e megablocks)

4)      Andiamo nello specifico delle marche. Lego per bambini (maschi): Lego City, Lego Chima, Lego Ninjago, Lego Strawars, Lego Technics, Lego Hero Factory, Lego Lone Ranger. Lego per bambine : Lego Friends (con cui si può costruire la villetta, la piscina e lo yacht).

5)      Megablocks per bambini (maschi): Halo, Hot Wheels, Skylander Giants. Megablocks per bambine: Barbie (con cui si può costruire la villa di Barbie e la sua boutique)

6)      Clementoni Educativi per bambini (maschi): tutta la serie dei Sapientino. Per bambine: Gioielli di perline, L’atelier delle Unghie, Crazy Chic trucchi da star.

7)      Lisciani Educativi per bambini (maschi): Il piccolo genio (che comprende i set de “L’elettricità” , “i cristalli”, “I grandi predatori” e il “laboratorio delle scienze”). Lisciani educativi per bambine: Barbie fashion style (“crea e indossa davvero i tuoi vestiti!”)

8)      Gli elettrodomestici sono quelli che più mi hanno basita. Abbiamo: lavatrice, lavastoviglie, tostapane; scopa elettrica e aspirapolvere marca Hoover che (come dice entusiasta la pubblicità) aspirano davvero, nonché un ferro da stiro Bosch che ignoro se stiri davvero. E per il gran finale, un set completo per le pulizie con carrello, scopa, mocio, spazzettone, spazzola, paletta, secchio e “tanto altro ancora!!”

9)      Nel settore bambole troviamo queste perle: Sbrodolina che beve e fa la pipì e bambole neonate che si fanno la cacca addosso e ti vendono anche i pannolini per cambiarli. Ora, io decisamente non riesco ad immaginare niente di più divertente per una bambina di 6/7 anni che pulire il sedere dalla pupù artificiale di un neonato di plastica.

10)   Settore fashion: bè, è ovvio che le bambine, dopo essersi divertite come delle pazze a cambiare pannolini finti ad un bambino finto e a pulire la loro cameretta con il loro carrello delle pulizie superaccessoriato, debbano anche farsi belle. E qui parte tutto il settore “trucco e parrucco” con fotografie di bambine truccate e acconciate che sembrano arrivare direttamente da un concorso per baby miss.

Ognuno tragga le sue conclusioni.

A me tutto questo ha francamente stomacato.

20 commenti

  • Pingback: Giocattoli e pubblicità | PrendilPhenilMetilNelAno

  • E’ morbosa la vostra ossessione per il sesso nei confronti dei bambini. E’ preoccupante il vostro tentativo di scardinare una consuetudine millenaria, come quella dei giocattoli, per imporre l’ideologia di gender. Certo, molte di voi sono invogliate a comprare giocattoli invertiti; quasi “sperate” che vostro figlio sia attratto dalle bambole e viceversa. Ma la natura non si può cambiare: porterete consapevolmente vostra figlia nel reparto dei maschi e viceversa, sperando di trovare sostegno alle vostre teorie. Spero solo che quando i vostri figli cresceranno come depressi poiché mancanti del valore della differenza maschio/femmina avrete un minimo di senso di colpa.

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    • stregadellosciliar

      Ho approvato il commento, perché sono mamma. E, visto che si parla di “natura” diversa tra bambine e bambini, mi piace raccontare la mia esperienza. I miei figli hanno 18 mesi di differenza, prima è nato il ragazzo (che ora ha quasi 11 anni) e poi la bambina. Non ho mai pensato che il sesso con il quale sono nati potesse influenzare la loro scelta di un giocattolo. Così ho sempre cercato, quando erano più piccoli, di acquistare giocattoli che mi parevano, di volta in volta, adatti al loro carattere. Quando sono diventati grandicelli ho semplicemente ascoltato le loro richieste. Sorpresa! Lasciati liberi (ma davvero liberi) di scegliere un giocattolo, né la bambina, né il bambino hanno mai scelto secondo le “regole del mercato”, mai si sono fiondati su un articolo solo perché “azzurro” o “rosa”, ma sempre perché corrispondeva a quello che entrambi volevano davvero. E così accade che a mia figlia siano state regalate 9 meravigliose bambole e una casetta in legno con accessori, mobili e piccoli abitanti, ma che ella abbia sempre preferito i colori e gli animali. Accade che a 4 anni le abbiano regalato una bicicletta rosa, ma che, a sette, quando l’abbiamo dovuta cambiare, l’abbia scelta bianca e celeste. Accade anche che per anni abbia giocato senza problemi col fratello con le automobiline e che i Lego Technic che abbiamo in casa siano tutti suoi. Dal canto suo, il ragazzo, da bambino giocava con macchinine, cubi, pasta per modellare e colori e che crescendo non abbia disdegnato disegnare abitini per le bambole di carta che erano mie e che usa la bambina di tanto in tanto e che abbia avuto, amatissimo, un orsetto di peluche. Anzi, orsettA: Carlotta.
      Senza sentirsi diversi mai. Né depressi, né mancanti della consapevolezza di quali siano le differenze tra maschi e femmine, ma quelle vere, biologiche, non quelle sociali/costruite.
      Perché? Perché sono sempre stati liberi e, siccome la libertà piace a tutti ed è contagiosa, sono anche (ma guarda un po’!) circondati da amici e molto, molto sicuri di quello che vogliono davvero, anche se non ho mai portato la bambina nei reparti rosa e il bambino in quelli azzurri e nemmeno viceversa. Non ho imposto un giocattolo, mai. Ho lasciato libera la scelta e spiegato loro ad usare la propria testa, non quella del mercato.
      Spero di non leggere mai più che noi siamo ossessionate dal sesso nei confronti dei bambini. Sono i giocattoli sessisti che li spingono (soprattutto le bambine) ad una precoce sessualizzazione.

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      • Se ti ho offeso mi dispiace, non era mia intenzione. Ho letto semplicemente un po’ di “fanatismo” in quello che hai scritto: non vedo nulla di male nel creare giocattoli per bambini e per bambine. Le regole del mercato seguono il trend generale. E siccome il 90% delle bambine ama il rosa e le bambole si tende a vendere giocattoli di quel tipo e viceversa. Anche se i reparti non fossero contrassegnati dai colori, maschi e femmine si divideranno comunque: se la Barbie è esposta vicino a Hulk e l’Uomo Ragno lei guarderà nel 98% dei casi la Barbie. Per non parlare dei programmi per bambini: non so cosa fai vedere ai tuoi figli, ma su Disney Channel esistono serie e cartoni con un target quasi esclusivamente femminile. Ma non perché si vuole imporre qualcosa, semplicemente si viene incontro alla stragrande maggioranza degli individui. Ognuno è libero di avere le proprie idee, ma una minoranza non le può imporre alla maggioranza. L’associazione americana di genitori che hai citato in un altro post ha letteralmente obbligato il direttore di un negozio di giocattoli a rimuovere gli scaffali con i colori incriminati. Ti sembra corretto? Altri genitori inglesi hanno denunciato la Ferrero perché vendeva ovetti di cioccolata avvolti da una stagnola rosa o azzurra a seconda della sorpresa. Non ti sembra estremismo? Non sono i bambini che “devono” adattarsi al mercato. Il mercato vende prodotti diversi in base alla richiesta generale. E nulla vieta a un genitore responsabile di portare il proprio figlio sia tra gli scaffali rosa sia tra quelli azzurri, e lasciandogli poi scegliere il giocattolo che maggiormente desidera. Ma senza scatenare una crociata contro la società e lanciando accuse verso un mercato che fa il possibile per adattarsi alle esigenze di bambini e genitori.
        Quando ho scritto che siete “ossessionate dal sesso” intendevo rimarcare il fanatismo LGBT che è arrivato a introdurre l’ideologia di gender anche nelle scuole materne, consegnando ai bambini delle elementari libri gay-friendly e imponendo agli insegnanti di parlare delle persone LGBT “in ottica positiva” (quindi non imparziale). Non so se tu ti trovi d’accordo con queste pratiche per me aberranti, ma il ragionamento e l’obiettivo che vi ponete voi e gli autori di quelle idee mostruose sono gli stessi.
        Grazie per aver approvato il commento.

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      • stregadellosciliar

        Io ritengo che sia tutto al rovescio. Sono il mercato e i media a imporre il rosa alle bambine e l’azzurro ai bambini e che, se il 90% dei bambini sceglie azzurro e il 90% delle bambine sceglie rosa non sia per natura, ma perché indotti a pensare che ci sia questa rigida differenza nei giocattoli, che ad una bambina sia concesso solo un tipo di gioco e di colore e ad un bambino idem, pena la “non normalità”. Non capisco, inoltre, come l’ottica positiva riservata alle persone LGBT possa essere imparziale. Le persone LGBT sono persone come me e come te, non necessitano di un’ottica diversa a seconda del sesso di coloro che scelgono come compagn* di vita e, siccome l’omofobia uccide, a me piace anche che sin dalla scuola materna si introducano tematiche gay friendly. Senza, per questo, voler togliere qualcosa ad una sana famiglia tradizionale (sana, però).

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    • Io ho 28 anni, godo di ottima salute e non ho mai avuto problemi di depressione, sono eterosessuale e da piccola giocavo con quello che mi piaceva e mi andava. Avevo le bambole, avevo le macchinine, avevo i dinosauri, avevo la casa di Barbie ma anche il castello della Fisher Price con tanto di catapulte. E così farò con i mie figli se un giorno ne avrò…li lascerò LIBERI DI SCEGLIERE il gioco con cui vogliono passare il tempo, non imporrò loro di giocare con una bambola perché una bambina deve essere invogliata sin da piccola a fare la mamma o con una pistola perché un bambino deve essere duro e forte. Io non porterò mio figlio nel reparto pensato da qualcuno ad hoc per il suo sesso….sarà lui o lei a scegliere dove andare…

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    • Caro Antares, prima di tutto, non vedo il problema di *scardinare consuetudini millenarie*, se queste sono limitanti per la persona.
      Ci sono altre consuetudini millenarie come la guerra, la schiavitú, la tortura -tanto per citarne alcune- che vorrei veramente veder scardinate dall’ordine mondiale, qui, in un batter d’occhio.
      Secondariamente, riprendo il discorso giá eccellentemente iniziato da stregadellosciliar e Pin@ qui sopra: io ho due figli, maschi, di 2 e 5 anni. A casa nostra nessuno ha mai imposto loro o suggerito nulla di cosa fare a proposito di giochi, con l’unica eccezione di giochi gratuitamente violenti, diseducativi o con un cattivo rapporto qualitá/prezzo.

      Il risultato é che entrambi i bambini, a modo, hanno scelto indifferentemente giochi cosiddetti *da maschi* e *da femmine*.
      Il maggiore ama i Lego Tecnic, il colore rosa e i glitter, treni e aerei, zombie. Non é interessato a peluche, bambole, animali e auto. Da piccolo chiedeva le cucine, il ferro da stiro e l’aspirapolvere, mentre adesso vuole partecipare alle attivitá nella cucina *vera*.
      Il minore adora i peluche, fa giochi in cui cambia loro il pannolino, dá loro da mangiare e li coccola, gli piacciono auto, trattori e animali.

      Da un punto di vista didattico é molto piú vantaggioso per lo sviluppo intellettuale lasciare aperte tutte le possibilitá anziché obbligare alcune scelte ed impedirne altre solo in virtú del sesso. Quello che qui si cerca di dire non é, come scrivi tu, imporre *giocattoli invertiti* (!), ma lasciare i bambini scegliere quello che vogliono. Per me non é un problema se mio figlio gioca con i trenini, parimenti non é un problema se gioca con le bambole. Lo stesso se avessi bambine. L’importante é che giochi con qualcosa che gli piace, e che abbia contenuto didattico.

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    • No, scusami tanto antares (anche se ti hanno risposto a tono le altre). Ma hai visto il catalogo con i tuoi occhi? http://www.toyscenter.it/pagina.php?categoria_id=48 Hai visto la pagina delle femmine?
      Hai visto cosa propongono?

      Vai a vedere le pagine sui trucchi e sulle bambole.
      E’ pieno di bambine dai 5 ai 12 anni truccate e “sessualizzate” e pieno di bambole che pronunciano frasi come “voglio andare a fare shopping” o “hai dei bei capelli”.

      Davvero tu vuoi crescere tua figlia come un’oca o meglio come una velina televisiva?
      Chiunque con un pò di sale in zucca si spaventerebbe a vedere quel catalogo. Cosa viene proposto alle femmine? Essere belle (anche in tenera età, truccatissime anche per la gioia dei pedofili), essere ben vestite, essere mamme e donne di casa. E tu vuoi dirmi che questa è la natura?

      E’ quindi la natura delle femmine essere superficiali, frivole, romantiche e aspirare ad essere mogli e mamme? Allora una bambina potrebbe giocare con le bambole e fare altro nella vita, ma non pensi che questo potrebbe condizionare il suo futuro? Perchè una bambina già a 5 anni deve preoccuparsi di essere bella, di piacere, di sviluppare un istinto materno? Perchè i Sapientini e i giochi di logica vengono proposti solo ai maschi? Vuoi dunque dirmi che i maschi sono più intelligenti? Che questo alle femmine non serve visto che i maschi da loro pretendono solo che siano belle e che siano madri o buone mogli? Che questo alle femmine non serve perrchè tanto dovranno aspirare ad essere veline?
      Fatti una domanda ogni volta, chiediti cosa questo paese pensa delle donne e se questi giocattoli non riflettono il marcio della società italiana che divide maschi e femmine in calciatori o veline/mogli di casa e se le bambine italiane un domani avranno il futuro segnato per questo (i primi effetti li stiamo vedendo adesso, infatti chiediti perché già a 13 anni le ragazzine vogliono apparire. Non è questa divisione di genere ad aver influenzato molto la vita delle ragazze di oggi?

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      • (Premetto che non voglio fare il troll. Mi arrivano gli aggiornamenti a questo post e ho ritenuto giusto rispondere a un commento rivolto esplicitamente a me).
        Guardo con orrore alle sfilate di bambine piccolissime truccate come prostitute (questo sì, per la gioia dei pedofili), ma il mio pensiero è ben lontano da questo. Non lascerò mai uscire mia figlia vestita da spogliarellista, anche se questo causerà infinite liti. Ma il fatto di volerle far fare danza classica o pianoforte non implica essere un maschilista/omofobo/bigotto. Non spingerò mai mia figlia a diventare una poco di buono, ma il fatto di essere velina o modella in sé non significa implicitamente essere una p*****a. Sai quante persone hanno detto alla mia ragazza che potrebbe fare la modella? E sai quanto le piacerebbe? Adesso, però, lavora come commessa, perché non ha mai voluto prestarsi a particolari “colloqui di lavoro”, se capisci cosa intendo. E’ questo che non permetterò mai a mia figlia, ma non le impedirò di perseguire i suoi sogni.
        Detto questo, lamenti il fatto che si considerino le donne “superficiali, frivole, romantiche, mogli e mamme”. Se fosse vero, perché la legge italiana, in caso di separazione dei genitori, affida sempre il bambino alla madre? E’ una cosa che vi fa comodo, questa, o sbaglio?
        A parte il fatto che i giochi di intelligenza non sono mai proposti solo ai maschi, indipendentemente dal reparto in cui siano posti, la suddivisione in azzurro/rosa, come già dissi, è sintomo del pensiero maggioritario: un negozio non può cambiare la sua politica solo perché qualche genitore glielo chiede, ignorando la maggioranza dei compratori. Credo che la vostra battaglia sia puramente ideologica: avete a cuore i vostri figli, certo, ma avete anche la presunzione di imporre il vostro pensiero al mondo. Voi siete la libertà, noi siamo i bigotti. Sbaglio?
        Non mi vergogno a dire che ai miei figli darò un educazione in base al loro sesso, indipendentemente dai giocattoli che gli comprerò, ma non perché sono cattivo, bensì perché, secondo me, l’omosessualità non è innata, e voglio combatterla con ogni mezzo.
        (Ripeto, non voglio fare il troll. Mi arrivano gli aggiornamenti a questo post e ho ritenuto giusto rispondere a un commento rivolto esplicitamente a me).

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      • Invece il troll lo stai facendo alla grande! Non facciamola diventare una poco di buono ma spingiamola invece a sviluppare la vocazione di a brava moglie e mamma di casa. Ma secondo te ci sono solo mamme e puttane? Nel tuo commento leggo solo una marea di pregiudizi. Non va bene che la figlia attraverso il gioco vuole invece diventare pilota…Non va bene che una bambina si trucchi a 12-13 anni certo ma tu pensi che se una si trucca a quell’età significa che è una puttanella? A meno che non lo faccia negli schermi televisivi. E poi mica ho detto che le veline e modelle sono troie ma nemmeno le baby lolite spinte dalle pressioni mediatiche sulla bellezza sono delle troie. Sono da condannare chi le osserva come oggetti e chi le spinge a diventare precoci! Ma poi basta con questa fobia delle prostitute quando ad usufruirci alla fine siete voi. Se sei un buon genitore devi accettare le scelte di una figlia anche se vuole essere una prostituta! Cosa significa particolari colloqui di lavoro? Dai per scontato che una che vuole fare la modella o velina debba per forza andare a letto con il proprio datore di lavoro? Ma scusa sfati un luogo comune e poi che fai lo confermi? cos’e’ finché le altre fanno le veline e’ OK? e poi l’unico argomento che avete per rispondere quando una donna o un gruppo di donne chiede di essere rappresentata meglio nella società è tirare fuori la storia dei figli che vengono affidati alle madri? Ma lo sai che e’ proprio a causa dell’idea della donna come mamma e della troria del padre assente che accadono questi problemi giudiziari? Colpa anche vostra. Teneteveli se sapete dimostrare di essere bravi padri di famiglia, mica i figli sono pacchi postali! Prima voi cattolici ci volete madri per forza e poi ci rinfacciate il presunto “privilegio” della maternita’. Non so se hai letto ma i padri italiani sono i peggiori padri d’Europa nel senso che non si occupano dei bambini, chissà perchè questo non interessa a chi rinfaccia che i figli vengono affidati a noi. Forse la legge cambierebbe se anche i padri si occupassero dei bambini e chiedessero il congedo di paternità come fanno i colleghi europei. Ma a molti genitori fa senso dare in braccio al proprio figlio un bambolotto e farlo giocare al papà. Perchè si inizia già dall’infanzia ad imparare gli stereotipi, Se tuo figlio ti chiede un Cicciobello tu non glielo compri perchè è maschio? Perchè diversamente sarebbe gay? Un padre non può occuparsi di un bambino? Salvo dire poi che i figli non è giusto vadano alla mamma, solo per guerre tra ex. Certo che gli vuoi bene ai bambini.Vai a far la predica a qualcun altro. il bigotto sei tu. I giocattoli devono essere neutri, la scelta va ai bambini. E’ questo quello che un paese civile farebbe. Con scatole neutre e negli stessi reparti in modo che un bambino non si vergogni a comprare una bambola solo perchè la confezione è rosa e indica che è da femmina. E poi perche’ mai dovrebbe vergognarsi? Colpa di gente omofoba come te. Ho pubblicato questo commento ma dopo che hai detto di “voler combattere l’omosessualità” non approverò più le tue provocazioni.

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  • E’ una storia legata alla Pasqua, ma il concetto è quello.
    Stavamo guardando la tv tutti insieme a cena, dovevamo avere 8 anni io e 5 mia sorella, e improvvisamente compare la pubblicità della Pasqualina, quel pacco sorpresa che non contiene mai quello che promette (ma all’epoca non lo sapevo). Mi si illuminano gli occhi: Beyblade, Pokémon, macchinine, Digimon, Action Man… subito seguita dalla solita Pasqualina Girl con le solite Barbie (ne avevo già almeno due dozzine, visto che ad ogni compleanno tra me e mia sorella ne ricevevamo almeno un paio…), i soliti peluche e una quintalata di cose rosa di cui sinceramente non ho memoria.
    Mi ricordo di aver piantato una grana senza fine per avere quella Pasqualina Boy. C’era tutto quello che potevo desiderare, ma i miei non erano contenti perché se l’avessero comprata a me poi avrebbero dovuto comprarla anche a mia sorella, ed era una spesa abbastanza pesante (ancora mi chiedo quale fosse il problema nel farne una in due. Loro dicono che avremmo litigato. Mah.). Comunque, io volevo quella Pasqualina a tutti i costi: in un colpo solo potevo avere un sacco di giochi nuovi ed interessanti, diversi da quelli che avevo avuto fino a quel momento.
    Alla fine i miei cedettero, ma mi dissero che sarebbero andati a comprarle loro e che le avrebbero nascoste fino al giorno di Pasqua, e solo allora avremmo potuto aprirle. Ero elettrizzata, e finalmente la mattina di Pasqua mi sono svegliata presto e le ho viste in fondo al letto.
    Erano due Pasqualina Girl.
    Credo di aver pianto.
    A quanto ho capito in seguito, i miei pensavano volessi la Pasqualina che conteneva le cose tipo Pokemon e Digimon, ma non avevano capito che era da maschio; così, arrivati in negozio, hanno individuato quelle da femmina e hanno pensato che ci sarebbe piaciuta di più. Per cui ne hanno prese due da femmina, visto che eravamo due femmine.

    Tutta questa storia per comunicare un messaggio a tutti i genitori che stanno leggendo, da parte di una ragazza di quasi 19 anni che ancora ci rode: ASCOLTATE I VOSTRI FIGLI. Non state facendo il loro bene impedendogli di giocare con quello che desiderano, non gli state impedendo di diventare omosessuali o roba del genere: li state solo privando di una parte importante della loro infanzia, gli state facendo nascere dentro l’idea che non li ascoltiate e che il loro parere non conti nulla per voi.
    Per la cronaca: voglio un mondo di bene ai miei e sono loro grata perché in un modo o nell’altro si sono sempre preoccupati di comprarci (a modo loro) quello di cui avevamo bisogno. Però cavolo se mi rode questa storia della Pasqualina.

    PS. E’ la prima volta che commento ma vi seguo da tempo. Scusate il papiro, ma era una storia che volevo condividere da un po’ e questa era l’occasione giusta. Potrei tornare con qualche altro aneddoto, quando mi verranno in mente.

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  • E’ già qualche anno che faccio da babysitter ad una bambina di sei anni.
    Lo scorso Natale è capitato che lei abbia chiesto in regalo, oltre a bambole e ad accessori di bellezza, anche una motocicletta da costruire con i LEGO, che però non ha ricevuto. Lo stesso giocattolo è stato invece regalato al cugino.
    La piccolina mi ha poi confidato: “non vedo l’ora di andare a casa di mio cugino! Lui ha la moto che volevo io… a me non l’hanno fatta perché dicono che è un gioco da maschi e che divento violenta”.
    Inutile dire che sono rimasta piuttosto scombussolata da questa dichiarazione. Tanto per cominciare non capisco cosa ci sia di violento in una motocicletta (ma probabilmente il concetto di “violenza” non è tanto legato a quello di “motori”, quanto a quello di “maschio”), né tantomeno cosa ci sia di “maschile”. Fatto sta che ho provato pena per questa ragazzina, costretta a rinunciare ad un suo innocuo desiderio, e anche per il cugino: dalle parole di lei è emerso infatti che anche lui è vittima degli stessi stereotipi, quelli che vogliono le femmine dedite fin da piccole alla cura della casa e della persona e i maschi etichettati come violenti e aggressivi. Lui è un maschietto ed è quindi per natura “violento”, e può giocare con giocattoli “violenti” (una motocicletta di LEGO?) e che siano emblema della sua virilità (un uomo DEVE essere appassionato di motori, altrimenti non è da considerarsi tale: alimentiamo quindi questo suo interesse, per quanto “violento” sia!)
    Questo episodio mi ha veramente amareggiata. Se quest’anno la bambina non riceve la sua adorata motocicletta prometto che gliela regalo io (a costo di perdere il lavoro… visto mai che mi licenzino dal mio ruolo di babysitter per aver incitato la bambina alla violenza?)

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    • A Alpheratz96
      Se gliela regalassi la faresti sicuramente felice e i genitori, forse dopo un primo sbigottimento, potrebbero porsi delle domande ed ascoltare di più la loro bimba.
      A me capitò lo stesso con il Meccano, i miei non me lo regalarano, ma era l’anno del Signore 1978…
      M.

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  • Il colmo della ridicolaggine mi è capitato ieri. Entro in un negozio di animali per comprare un giochino al mio micio e afferro un topino…rosa. La negoziante tutta sollecita: “Aspetta, ma è maschio o femmina?”. Io: “E’ maschio ma non credo che…” Lei: “Ma non può portare un giocattolo rosa al gatto maschio!” e mi butta nel carrello un topino blu.”Veramente non credo che al mio gatto importi molto” dico, sbigottita, ma ormai me l’ha già passato in cassa. Lei, perentoria: “No, no, non si può”. Non sapevo se ridere o piangere. Siamo a livelli di vera e propria superstizione, come se attraversare il confine tra i ruoli di genere attirasse una qualche maledizione divina…cosa pensava, che il gatto diventasse gay? Che gli altri felini lo prendessero in giro? Quando cominciamo a proiettare le nostre fobie di genere sugli animali è segno che siamo veramente alla frutta.
    Comunque il mio gatto non l’ha proprio guardato il topo blu…deve essere femminista anche lui.

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    • Oddio ma era seria? XD . Per me i mici sono creature sacre!
      In effetti a pensarci bene anche mia madre tempo fa non mi ha fatto comprare una ciotola rosa perchè il mio micio è maschio xD

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  • Scusate, non ricordo se l’avete già pubblicata, ma questa guida per capire se un giocattolo è per bambini o bambine la trovo utilissima:

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