#25novembre: Stupro di gruppo su una 14enne!

Molfetta, già tristemente nota nelle cronache per le discriminazioni di genere nel panorama politico, custodiva un segreto da tempo, emerso dalla denuncia di una ragazzina di 14 anni. Terribili stupri di gruppo che si sono consumati tra la primavera e l’estate del 2012. Solo recentemente ha trovato il coraggio di denunciare quegli stupri ripetuti, subiti da circa 10 ragazzi che la costringevano al silenzio per continuare indisturbati ad abusare sessualmente di lei.

Nella storia abbiamo come protagonista una delle tante donne che in Italia subiscono violenza in quanto tali. E la subiscono perché questo Paese non ha educato i giovani al rispetto per le donne, che crescono con l’idea del corpo femminile come un oggetto sessuale. Un Paese dove le donne non contano nulla e perciò mal tollera la libertà delle donne di esprimersi come vogliono e condanna ogni forma di libertà femminile sopratutto sessuale.

Sei la ragazza più carina del paese e questo in molte realtà italiane è ancora un problema. In tanti mettono gli “occhi su di te”. In tante sono invidiose. Qualcuna che credevi amica crea un profilo falso su di te nel social network Facebook dove ti descrivono come “una disposta a tutto”. C’è qualcuno che a 14anni ti ritiene già pronta al sesso. Essere disposte ad avere rapporti sessuali in Italia è ancora una cosa che legittima addirittura lo stupro su di noi. Diventi a disposizione di tutti, perché sei femmina e le femmine sono prede, dunque non devono scegliere con chi andare. Noi femmine non abbiam0 una libertà sessuale e lo stupro rappresenta per noi una punizione “per metterci al nostro posto”, per farci capire che è il maschio a comandare e che noi siamo solo puttane.

Il branco che in silenzio pianifica una serie di stupri di gruppi continuati su una 14enne. Conquistano la tua fiducia, ti portano in un anfiteatro dove aspettano lì un gruppo di 10 ragazzi e poi in cinque ti violentano a turno. A turno abusano di te, mentre gli altri coetanei assistono divertiti, reprimendo con la forza ogni tuo tentativo di opposizione. Una trama fin troppo conosciuta. Da 5 e poi diventano dieci e limitano ogni tua libertà personale imponendo di soddisfare i loro bisogni sessuali come vogliono e quando vogliono. Cambi numero ma loro ti trovano comunque perché il paese è piccolo. Loro sono consapevoli di compiere un reato, ma si sentono comunque legittimati a fare violenza sul tuo corpo. La donna non deve essere legittima proprietà del suo sesso. Non deve godere e non deve avere dei desideri propri. La donna è oggetto sessuale a disposizione del piacere maschile. Il corpo non appartiene alla donna. Noi donne non dobbiamo essere libere. Non possiamo dire di no e dobbiamo obbedire. Lo hanno imparato, da chi?

Ti costringono, mediante minacce, a stare zitta. Ti minacciano di morte. Usano il femminicidio come arma di ricatto perché immersi nello stesso contesto sociale che lo legittima e giustifica.

Tre sono minorenni ma faranno di tutto per farti passare per quella che era consenziente. Subirai un linciaggio da parte del paese che darà solidarietà a loro. Perchè sono maschi e pure italiani. Bravi ragazzi, gente da oratorio. La parola di una donna contro un uomo non vale nulla qui.

Vedrai che gli verranno concessi solo i domiciliari e chissà tra quanto tempo avranno una condanna definitiva quando tu chissà per quanto tempo ricorderai ciò che ti hanno fatto. Vivrai con l’ansia che un giorno possano uscire di casa e cercarti. Sentirai difendere quegli esseri che hanno abusato del tuo corpo perfino in tribunale. Daranno loro una pena ridotta come chi stuprò AnnaMaria perché stuprare una donna in Italia non è grave.

Leggerai giornali come l’Unione Sarda che intitoleranno l’articolo che parla di te in modo inappropriato facendoti passare per quella che se l’è cercata. Giornali a cui non frega nulla se il lettore è molto spesso distratto. (Qui) Leggerai giornalacci come Leggo.it che attribuiranno a te la colpa di uno stupro scrivendo che sei stata tu a creare un profilo che ha determinato l’inizio del tuo inferno. (Qui)

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Sentirai i genitori difendere i loro “bravi ragazzi”. Li sentirai mormorare che ciò non accadrà mai alle loro figlie.

Ma questo purtroppo è accaduto a tante e accadrà ancora, perché potremmo essere le prossime e questo è purtroppo quello che subiamo quando denunciamo una violenza sessuale.

Qui

10 commenti

  • Ho letto della notizia sul Corriere (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2013/25-novembre-2013/molfetta-violentata-14-anni-brancocaccia-autori-quattro-arrestati-2223697177388.shtml). Il fatto principale è lo stupro, sono d’accordo, ma c’è anche dell’altro di cui parlare. Mi ha fatto molto arrabbiare leggere questo: “Non risulta indagata invece la persona che ha creato il falso profilo Facebook, identificata dai carabinieri di Molfetta.” Ah no? Per me questo, come minimo, è furto d’identità bello e buono, e questa persona dovrebbe pagare eccome! Se non avesse scritto quelle falsità probabilmente la ragazzina non sarebbe stata importunata da nessuno. Io riterrei quella persona responsabile delle violenze subite dalla ragazzina quasi quanto chi le ha attuate materialmente. Le persone, maggiorenni e minorenni, devono capire che i social network non sono un videogioco e che ciò che accade ai personaggi sui social network è legato a ciò che accade loro nella vita; non basta fare logoff per lavarsene le mani. E poi l’osservazione più intelligente, di una vaghezza disarmante: “Dagli inquirenti arriva un appello. «Attenzione all’uso che si fa dei social network», ha detto il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella.” Mi faccia capire procuratore: era un rimprovero per quella persona NON indagata che ha creato il falso profilo, oppure un avvertimento per tutte le ragazzine che dovrebbero controllare FB a caccia di falsi profili con il loro nome? Oppure magari era un consiglio per gli stupratori: sui social network ci sono molti falsi profili di ragazze facili, cercate di riconoscere quelli autentici! Io non ho parole, davvero…

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  • Aggiungo, leggendo dal Corriere: «Attenzione all’uso che si fa dei social network», ha detto il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella.
    Ora, indipendentemente dal fatto che il profilo della ragazza fosse falso, ma io mi dico: e’ stato forse Facebook a violentare quella ragazza?
    E’ stato, non so, un computer o Zukerberg a rapirla, ad ignorare le sue urla? A minacciarla dopo per poterne abusare ancora? Ma ci rendiamo conto di quanta idiozia?
    E se non ci fosse stato quel falso profilo i ragazzi sarebbero stati dei docili agnellini, perfettamente rispettosi delle ragazze?
    Attenzione a come diavolo educate i vostri figli!, altro che facebook.

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    • Hai proprio ragione! Ancora una volta nessuno riconosce la radice culturale del problema. Noi lo urliamo da tempo. Chi ci ascolta?
      Questi probabilmente saranno i futuri stalker o assassini delle donne con cui si relazioneranno. Queste bestie sono soltanto frutto della società che non è in grado di educarli a vedere le donne come pari e non come animali da monta. E’ inutile dare la colpa a Facebook se il suo antenato erano le voci del paese.

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  • L’ha ribloggato su Elena.

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  • Condivido gli altri commenti pienamente! Spero che gli inquirenti volessero dire “insegnate ai vostri figli a far miglior uso dei social network che fare stronzate quali creare un profilo falso di una vostra amica come se fosse una squillo perché possono avere pesanti ripercussioni” e che le parole siano state mal quotate. Inoltre, (mi pare di aver letto l’articolo su Repubblica) si descriveva la creazione del profilo falso come uno “scherzo” fatto da un'”amica” – non è né uno scherzo né tantomeno una cosa che farebbe una vera amica. La tale “amica” viene così esentata dalle sue responsibilità. E così come quei delinquenti che hanno perpetrato lo stupro perché alla fine è stata colpa dei social media. Insomma, finché i giornali e i giornalisti non iniziano a cambiare i toni e i modi di scrivere su violenze sessuali (cosa che in teoria non sarebbe troppo difficile) non riusciremo mai a cambiare la cultura italiana a tal riguardo.

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  • Giusto ieri una mamma si è sfogata con me di quello che è successo a sua figlia: dopo 10 anni dal suo divorzio, questa mamma aveva iniziato a frequentare un uomo, finché non ha scoperto che molestava la figlia. Questa aveva 14 anni ma non ha avuto il coraggio di dirlo a sua mamma, ma si è confidata con un’insegnante. La mamma ha denunciato questo signore e ha vinto la causa (!), ma mi ha raccontato il grande dispiacere di constatare quante persone le hanno voltato le spalle, comprese le suore che avevano cresciuto sua figlia da quando aveva 2 anni. Perché evidentemente se un uomo ti mette le mani addosso, la colpa è tua che gli fai gli occhi dolci.

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    • Che tristezza..io conosco una storia simile ma anche peggiore. Una ragazza della mia età quando aveva 12 anni fu molestata dallo zio e quando lei parlo’ la mamma non l’ha creduta!!!. Ora soffre di ansia sociale (ha pure paura di mangiare in pubblico) e un periodo viveva fuori casa perche’ la mamma l’ha cacciata perche’ voleva denunciarla. Poi non ho saputo se un’avvocata a cui ha chiesto appoggio e’ riuscita a darle giustizia. Storie cosi confermano quanto ancora c’e’ da fare per i diritti delle donne ma anche per affermare la nostra sessualità. Eppure se ci fosse più sostegno alle vittime sarebbe più facile denunciare per loro. Quest’induzione al silenzio e’ solo un rinforzo per gli stupratori. Io la chiamo cultura dello stupro. A 13 anni non si può essere definite provocanti..ma che paese siamo?

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      • Concordo, la cultura dello stupro è il brodo culturale grazie al quale molestatori e stupratori si prendono il diritto di aggredire bambine e donne. Secondo me nella loro testa bacata un sorriso è un invito. Ma ripeto, tutto secondo me si stabilisce molto presto, quando alle bambine piccole – ancora di più che ai bambini piccoli secondo me – si insegna a non negarsi quando parenti e amici vogliono baciarle senza che ne abbiano voglia. Appena riesco, carico un post in proposito nel mio blog.

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      • Si è proprio questo purtroppo….Ma anche quando alle bambine viene raccomandato di avere più pudore dei maschietti non si sa mai che possano provocare…queste raccomandazioni non fanno che indurre ai sensi di colpa se molestate. Tanto per dirne una nella mia città una merda umana violentava la figlia da quando aveva 4 anni (ora ne ha sei). Roba da non crederci. I medici hanno confermato la violenza visitandola hanno scoperto che aveva dei “segni” nei genitali. Chissà cosa le imponeva…sono sconvolta e mi viene rabbia.

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