“Nessuna colpa- nessuna vergogna” riappropriarsi delle narrazioni sulla violenza

Nel 1999 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite scelse la data del 25 Novembre per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Diverse e sempre più numerose sono le iniziative che a livello nazionale e locale vengono organizzate.
Tra stuoli di scarpe rosse, diventate un po’ un clichè comunicativo della violenza contro le donne, e iniziative più o meno istituzionalizzate, abbiamo scelto di dare la nostra simbolica adesione all’evento del 23 Novembre  organizzato a Torino dal Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile e dalla redazione di XXD, rivista di varia donnità.

NESSUNA COLPA – “NESSUNA VERGOGNA! ” è questo il titolo di un evento che si propone di portare in piazza le voci delle donne che hanno subito violenza, un coming out collettivo per sfuggire alla vittimizzazione, perchè chi è stata vittima di violenza non debba anche essere vittima del senso di colpa, del silenzio, della paura.

Togliere forza alla violenza riappropriandosi della narrazione della violenza, una narrazione che spesso alle donne viene sottratta per finire, semplificata e spesso banalizzata, in una serie di rappresentazioni simboliche stereotipate, dall’occhio nero alla scarpa rossa, che spersonalizzano l’esperienza della violenza, la spogliano della soggettività del vissuto personale. Una narrazione della violenza sulle donne a senso unico, standardizzata e addirittura usata a scopo di marketing da aziende che sulla pelle delle donne vogliono costruirsi una ipocrita facciata etica.

Prendere parola in pubblico è un atto politico, ma partire da sè per raccontarsi alle altre e agli altri è anche un modo per trovare, uscendo dal silenzio, una rete di solidarietà, per tornare ad amarsi, ad aver fidicia, a sentirsi forti.

Riporto di seguito il testo del lancio dell’iniziativa:

sabato 23 novembre 2013, ore 15.30 piazza Castello, angolo via Garibaldi, Torino

NESSUNA COLPA – “NESSUNA VERGOGNA! ”

il coming out delle donne che hanno subito violenza

 Noi donne che abbiamo subito violenza spesso ci sentiamo in colpa e ci vergogniamo, diventando così vittime di una nuova, meschina e a volte peggiore violenza, che ci paralizza, ci rende inermi e nasconde la nostra forza. Anche quando è “finita” a volte continuiamo a sentire la vergogna della nostra esperienza ed è faticoso parlarne. Temiamo che dicendolo alle altre e agli altri verremo giudicate e saremo considerate delle perdenti, “sporche”, inadeguate. Come se parlarne danneggiasse la nostra dignità per colpa di chi senza alcun senso della dignità ha commesso contro di noi un crimine.

NON TOCCA A NOI VERGOGNARCI, tutto questo deve finire.

In questa giornata vogliamo dire a chi è causa del nostro silenzio e del nostro isolamento che non abbiamo più paura e non siamo sole.

Il 23 novembre saliamo sui palchi nelle piazze e scandendo forte insieme “nessuna colpa – nessuna vergogna” testimoniamo la nostra esperienza o con un solo gesto o con alcune parole o con una breve storia. Togliamogli la meschina e violenta arma della colpa, con orgoglio gridiamo che SIAMO SOPRAVVISSUTE ALLA VIOLENZA!

OGNI VOLTA CHE UNITE E FORTI DENUNCEREMO SUL PALCO DI UNA PIAZZA LA NOSTRA STORIA TOGLIEREMO FORZA AD OGNI FORMA DI VIOLENZA CON LA QUALE CI VOGLIONO ANNIENTARE.

La giornata è promossa da “Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile” di Torino e dalla redazione di “XXD, rivista di varia donnità”. Chi vuole portare la propria testimonianza e/o partecipare all’organizzazione della giornata può contattare il “Centro Studi Pensiero Femminile di Torino” scrivendo a info@pensierofemminile.org. Chi volesse organizzare l’evento in altre città può ugualmente aderire, ci coordineremo in una azione comune.

La prima riunione organizzativa, per decidere le modalità di svolgimento e le attività a supporto delle donne che saliranno sul palco è prevista nei primi quindici giorni di ottobre e verrà concordata con chi avrà aderito fino a quel momento.

L’INIZIATIVA È APERTA AD OGNI CONTRIBUTO ED HA BISOGNO DELLA FORZA DI TUTTE

Pubblicheremo sul blog di XXD, www.xxdonne.net, tutti i contributi che ci arriveranno e la lista delle associazioni, enti e persone che vorranno aderire alla manifestazione aggiornandola ogni quindici giorni fino alla data del coming out contro la violenza

 Note per associazioni e singole donne interessate all’iniziativa:

  • questo coming-out potrà avere per le donne che lo fanno un aspetto liberatorio e di promozione dell’autostima, ma questi possono essere considerati “effetti collaterali”. Il significato dell’iniziativa è spiccatamente politico e parte dalla consapevolezza che il silenzio è il più importante alleato della violenza contro le donne

  • fa parte della stessa consapevolezza (oggi riconosciuta anche a livello istituzionale – v. convenzione di Istanbul) riconoscere alla violenza un ruolo cruciale nel rapporto tra gli uomini e le donne e nell’assegnare a queste ultime un ruolo culturalmente subalterno e socialmente discriminato

  • l’invito al coming-out parla di “salire sui palchi”. È un’immagine che ci piace ma siamo coscienti della difficoltà logistica di allestire dei palchi: qualunque posizione di visibilità andrà benissimo. Sempre ai fini della visibilità sarà utile avere dei cartelloni con cui delimitare lo spazio e un impianto di amplificazione. Ad esempio un furgone che attiri l’attenzione con dei brani musicali da intervallare alle testimonianze

  • il senso politico del coming-out è portare il privato in pubblico. Dunque la diffusione mediatica dell’evento è molto importante

  • appunto in previsione della diffusione pubblica è ovvio che ben difficilmente si può pensare a testimonianze personali su situazioni di violenza in atto. Anzi queste sono da sconsigliare. Si può presumere invece che parlino donne che hanno superato positivamente la loro esperienza di violenza

  • le donne che vorranno e potranno offrire la loro testimonianza dovranno poter essere accolte da un gruppo di sostegno da predisporre e rendere visibile

  • andrà inoltre previsto un cordone protettivo. A Torino verranno chiamate a supportare l’iniziativa le compagne dei gruppi di autodifesa femminista, presenti anche in molte altre città italiane.