Italia : incinta a 11 anni. E l’educazione sessuale, per troppi, rimane una follia.

Incinta a 11 anni:  succede nell’hinterland leccese e non in Pakistan o in India o quei Paesi che tanto ci piace devastare tra un commento razzista e l’altro.

La ragazzina frequenta la prima media -lui invece ha 17 anni- e ha nascosto la gravidanza per diversi mesi a tutti, anche ai suoi genitori che si sono allarmati solo quando hanno visto la figlia arrotondarsi sempre di più.

La notizia sta facendo scalpore in Salento e possiamo già immaginare le varie reazioni della gente che non perde tempo a colpevolizzare perlopiù la ragazzina:  “Poco di buono che a 11 anni è già sessualmente attiva quando dovrebbe pensare solo giocare e pettinare le bambole”. Le bambole, non sia mai che una bambina preferisca fare altro piuttosto che giocare con le bambole. Le femmine facciano le cose da femmine.

Tutti si affrettano a giudicare, a moralizzare a parlare di libertà sessuale, di ragazzine che si comportano come donne fatte, come puttane, che questa emancipazione non ha portato a nulla di buono, erano così belli i tempi in cui il padre padrone chiudeva le figlie femmine in camera in modo che non andassero in giro a far danni.

Ovviamente non mancano mai le critiche ai social-network, anche quando non c’entrano nulla. Con questi nuovi mezzi queste ragazzine svergognate e poco di buono si mostrano e poi se succede qualcosa ovviamente se la sono cercata. Un po’ come è successo alle due ragazzine che si prostituivano a Roma, ai Parioli, che hanno subito un vero e proprio linciaggio, ma non una sola parola verso chi le sfruttava, tra clienti e sfruttatori.

E via i titoloni sui giornali preceduti da “Scandalo!” e “Scalpore”, talmente tanto che la mamma della ragazzina si è vista costretta a rivolgersi anche alla dirigente scolastica al fine di far ridurre il clamore della vicenda che passava di bocca in bocca, magari con qualche dettaglio aggiunto giusto per rendere la vicenda più appetibile al pettegolezzo.

Sì, effettivamente è uno scandalo. E’ uno scandalo che un Paese moderno e avanzato lasci ancora bambini-e e adolescenti nel buio più assoluto per quanto riguarda sessualità e contraccezione.

E’ uno scandalo che nelle famiglie l’argomento sesso sia ancora tabù. E’ uno scandalo che vengano istituiti cimiteri per embrioni e feti ma non si investa mai su una sana e corretta educazione sessuale da inserire nelle scuole

E’ uno scandalo che ci sia ancora chi si dichiara obiettore di coscienza se gli chiedi la pillola del giorno dopo, che ricordiamolo sempre non è un farmaco abortivo.

E’ uno scandalo che ci sia ancora tanta disinformazione sulla 194 ed è uno scandalo che ancora venga considerato un omicidio

E’ uno scandalo vedere intere regioni d’Italia con quasi il 90% di medici obiettori di coscienza.

E’ uno scandalo il moralismo italiano che non considera mai tutto ciò che ho appena elencato ma giudica lei o sua mamma, ovviamente (che a sua volta è stata una mamma bambina, da come si apprende sui giornali).

E’ uno scandalo il pulpito sul quale ci alziamo per puntare il nostro ditino saccente, moralista e razzista per criticare l’arretratezza o la “bestialità” di questo o quel Paese, quando nel nostro, nel 2013, ragazzine di 11 anni, rimaste incinte preferiscono tacere e nascondersi per vergogna, per paura di essere giudicate, perchè nelle famiglie le ragazze vengono ancora cresciute con il mito della verginità come valore, con il senso di colpa, educate ad essere soggetti passivi, castrate.

E no, questi non sono i frutti dell’emancipazione o della libertà sessuale, questi sono i risultati dell’arretratezza, dell’inconsapevolezza, della moralismo in cui siamo costretti e  invece di correre ai ripari, comunicare e formare i più giovani ad una consapevole sessualità li lasciamo davanti a “16 anni e incinta” o a sterili programmi televisivi pomeridiani, che trattano le gravidanze precoci come dolci storie edulcorate in cui la nascita del bambino rappresenta un po’ come un arcobaleno dopo la tempesta.

6 commenti

  • L’ha ribloggato su Elena.

    Mi piace

  • Ma, scusate, e lui? Qui si parla sempre di lei, ma non si parla mai di lui. Lei 11 anni e lui 17: ad un passo dalla maggiore età. Perché non si parla mai di lui? Come mai negli articoli se ne parla come del “fidanzatino”? Ma in che senso fidanzatino????

    Mi piace

    • Anche io mi chiedevo cosa ci facesse un ragazzo di 17 anni con una bambina di 11. Sei anni di differenza a quell’età sono tanti.

      Mi piace

      • Non vedo perché si parla sempre e solo della responsabilità delle donne. L’articolo che avete linkato parla della bambina, della mamma della bambina… del 17enne sappiamo solo che era “il fidanzatino”. Ma che significa? Chi era al corrente di questa relazione? Perché spiegata così sembrava una cosa ufficiale, approvata dalle famiglie, dalla comunità. Se mio figlio 17enne ronzasse attorno alla scuola media io certo non lo approverei, ma gliene direi di cotte e di crude. E come mai uno di 17 anni non è in grado di infilarsi un preservativo?

        Mi piace

      • Purtroppo tutti i giornali divulgavano la notizia nella stessa identica maniera, magari nel corso dei giorni riusciremo a sapere qualche dettaglio in più, che i giornali poi siano complici di quella mentalità che colpevolizza sempre e solo le donne è cosa nota ormai.

        Mi piace

  • Ricciocorno sono d’accordo con te; ma questo ragazzo 17enne non si è fatto una domanda prima di avere un rapporto consenziente con una ragazzina di 11 anni? E poi ad 11 anni si può davvero essere “consenzienti” ad un rapporto sessuale? Cmq l’accaduto è drammatico, sotto ogni profilo emerso qui.

    Mi piace