Guardando Striscia e la rappresentazione della donna in Tv

Ludovica-Frasce-e-Irene-Cioni

striscia-chiambretti-4

Quella che per Antonio Ricci doveva essere una rivoluzione (e che noi non condividevamo) era l’ennesimo tentativo di far tacere chi lo ha accusato per anni di fomentare gli stereotipi di genere legati al ruolo della velina.
Quella “parità al ribasso” nata dalla scelta di sostituire le veline con due velini è andata in onda per 20 serate, seguita da un burrascoso calo degli ascolti, sintomo da una parte del mancato gradimento dei ruoli di genere invertiti (infatti causarono polemiche già prima dell’ingresso dei due giovani) e dall’altra del mancato funzionamento di quell’esperimento che doveva essere una provocazione verso chi polemizzava sull’uso della donna come oggetto.
La parità al ribasso non ha funzionato per molti motivi che vanno dal maschilismo dei telespettatori che hanno risposto con il cambio di canale ( gli uomini sono padroni del telecomando, secondo una ricerca*) e il mancato gradimento da parte delle donne della soluzione di porre fine alle polemiche proponendo velini maschi anziché, come sarebbe successo in un altro Paese, cogliere le critiche costruire un dibattito positivo e per porre un rinnovamento del ruolo femminile in televisione.
Ma evidentemente a noi non è bastato una Hunziker  tornata a pochi giorni al parto e nemmeno i velini per gridare alla rivoluzione.
Ieri si è tornato al classico format con due nuove veline inedite che scendono le scale e si accosciano al bancone affianco ai conduttori, la coppia Hunziker e Chiambretti. Nonostante Miss Italia 2013 non è andato in onda sulla Rai. Così si svela l’intenzione di voler continuare sulla sua linea lasciando inascoltate le richieste di tante associazioni femminili sul miglioramento del ruolo femminile in Tv. Anni e anni di provocazioni, sopratutto verso la Rai da cui poi provengono molte ex-veline, come le ultime entrambe ex concorrenti di Miss Italia.


Miss-Italia-49-Irene-Cioni15-Ludovica-Frasca

Vediamo l’elenco delle altre Veline che sono passate da Miss Italia:

  • Giulia Calcaterra (ex velina dell’edizione 2012-2013 ha partecipato a Miss Italia nel 2011;
  • Federica Nargi (ex velina dell’edizione 2008-2012 ha partecipato a Miss Italia nel 2007);
  • Maddalena Corvaglia (ex velina dell’edizione 1999-2002 ha partecipato a Miss Italia);

Le due giovani non hanno nemmeno avuto il tempo di prepararsi per uno stacchetto. La telecamera riquadra i due nuovi volti luminosi delle ragazze che scendono le scale del nuovo studio. Una mora e una bionda come nel passato. I due conduttori le presentano come Irene (la bionda) e Ludovica (la mora) e come due bellissime ragazze. Ad un certo punto la Hunziker chiede a Chiambretti se gli piacciono e se è contento che siano tornate le veline. Lui esulta, guarda la mora che diversamente dalle veline delle edizioni passate ha gli occhi azzurri e le chiede se è tinta. La mora, che non ha alcuna esperienza circa il ruolo della velina, risponde “probabilmente” e la Hunziker la stoppa ricordandole che per contratto “non possono parlare”.

Io e mia mamma (più mia mamma) restiamo senza parole davanti allo schermo. Non che non sapessimo che il ruolo delle veline fosse quello di essere belle e mute ma sentire un’affermazione simile davanti allo schermo televisivo e non reagire con sdegno ci ha rese impotenti. In un altro paese non solo la figura delle ventenni, seminude, mute e con funzione meramente decorativa non sarebbe tollerata ma nessuno direbbe ad una donna che per contratto deve stare zitta, nemmeno per gioco. In Italia le donne di spettacolo devono stare zitte per contratto- fatta ad eccezione per alcune “privilegiate”-?

*In Italia (dove il 57% delle famiglie possiede quattro o più telecomandi, s’immagina una guerra dei Roses dal Piemonte alla Calabria), nonostante il 72% sostenga la parità dei ruoli in casa, sono gli uomini (35%) e i bambini (34%) i padroni del telecomando, contro l’11% delle donne.  Il divano diventa un campo di battaglia: il 22% degli europei dichiara di litigare almeno dodici volte a settimana col partner per il dominio del telecomando. Secondo la ricerca, in Italia non rappresenta argomento di discussione (74%), anche se le donne (34%) si lamentano più spesso perché non hanno potere televisivo rispetto agli uomini (18%). E comunque il 59% degli italiani, di entrambi i sessi, ritiene «importante» esercitare il controllo sul telecomando. (QUI).

C’è da chiarire se la rappresentazione femminile sia stereotipata a causa del predominio maschile sulla decisione delle trasmissioni da guardare la sera o se questa rappresentazione femminile sia la causa della disparità nelle famiglie sulla decisione dei programmi da guardare.

Nonostente ciò, da pochi giorni, alla Rai, stanno arrivando delle mail per sostenere le riforme proposte da Gabriella Cims, attraverso l’Appello Donne e Media sostenuto e diffuso da Key4biz, e sul sito di Rainews24 volte ad una più realistica rappresentazione delle donne in TV.
Le email cono indirizzate al Presidente della Repubblica, alla presidente e al direttore generale della Rai, al presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza. Questo significa che gli italiani non tollerano più il trattamento che viene riservato alle donne nella televisione italiana. (QUI un’indagine del Censis del 2006). La Presidente della Camera Laura Boldrini ha dichiarato che solo il 2% delle donne parlano in televisione, attaccando il concorso Miss Italia, poi abolito dal servizio pubblico.

Ma malgrado le  proteste, la Rai continua a rappresentare le donne in modo stereotipato tramite stereotipi malsani che umiliano e ridicolizzano il femminile. Il “contenitore” pomeridiano di Rai Uno, La Vita in Diretta, nella puntata del 15 settembre del 2014, ha ritenuto importante dedicare 5 minuti al video che sta spopolando sul web che ritrae come protagonista una signora incapace di fare un parcheggio, per ridere sulla presunta incapacità femminile nello stare al volante. Poco dopo viene lanciato un servizio sui cambi di look delle donne dopo la fine di un relazione. Insomma, una rappresentazione stereotipata delle donne, rappresentate all’interno di mondo frivolo e irreale che andrebbe seriamente cambiato per non rischiare di alimentare atteggiamenti e opinioni stereotipate sulle donne.

One comment