Via i libri di Virginia Woolf e Simone de Beauvoir. Il femminismo ce lo insegna Selvaggia Lucarelli.

Attenzione, attenzione.

A tutte le donne italiane, attenzione.

In questi giorni di lunghi dibattiti sulle pennette omofobe e mamme che godono nel servire a tavola, è arrivata l’illuminazione.

L’imparziale Libero pubblica ciò di cui avevamo bisogno: una lista delle donne che fanno vergognare Selvaggia Lucarelli di essere donna.

Anzi, che la fanno stare dalla parte degli uomini, perchè questi sono i due partiti in cui schierarsi. Uomini o donne.

La pretesa è già un’epifania: dovremmo fare autocritica anche noi donne, non solo dare addosso agli uomini.

“Succede che in mezzo a questo recente tripudio di crociate femministe e di donne invitate a far apparecchiare mariti o primogeniti maschi e di t-shirt politicamente corrette e di miss in pensione e di velini maschi, mi sia venuto un dubbio: non è che puntando l’attenzione sui limiti del maschio, sui pregiudizi storici, sul sessismo da bar e gli spot irrispettosi, si sta passando dalla legittima  pretesa di vedere riconosciuti i nostri diritti e di avere le stesse opportunità degli uomini, a una beatificazione retorica e controproducente del genere femminile?  Non è che ci stiamo dimenticando di quello su cui dobbiamo ancora lavorare noi, prima ancora di quello su cui devono lavorare gli altri?”

Attenzione, donne, attenzione! Dobbiamo fare autocritica.

Non è che ce lo stiamo dimenticando?

Disse quella che si era persa cinquant’anni almeno in cui l’autocritica tra femministe è stata anche la chiave del progressivo assopirsi delle dinamiche politico-sociali che affrontava, tanto ci si autocriticava.

Ci eravamo perse un passaggio fondamentale: le crociate femministe.
Ma quali? I velini? La collezione Coconuda? Sì, queste. E in mezzo le parole di Boldrini sulla mamma italica ( ma quanto va di moda ora andare contro se stesse e negare l’evidenza dicendosi addirittura felici di servire a tavola?? ).

Ecco, allora partendo dalla necessità di fare autocritica, la nuova interprete del femminismo contemporaneo ci illustra le 7 categorie di donne che proprio non le vanno giù. Oh!

1-virginia

Sono :

(1) quelle che gabbano i fidanzati e si fanno ingravidare a sopresa ( come fonte di ciò che afferma, invita a fare una ricerca su google, dopodichè appaiono fonti autorevoli quali yahoo answer e simili),

(2) quelle “con atteggiamenti persecutori e ossessivi” (eh già, esistono anche le donne stalker che però a detta sua “poche volte sfociano in atti violenti come certe bestie di genere maschile” quanta acuta analisi sociologica trasuda da queste parole)

(3) le amanti, (3bis) e pure le mogli che perdonano i mariti,

(4) le ex mogli vendicative,

(5) le belle e seduttive che scopano troppo (  o troppo poco )

(6) le dispotiche con l’uomo zerbino

(7) le mamme integraliste della cura domestica,

( e poi, a latere ) le donne ossessionate dalla forma fisica, le amiche delle racchie, le amiche dei gay (“lacchè preferibilmente gay che si limitino ad adularle”), “donne che si professano femministe e appena vedono una donna che non sia Mariangela Fantozzi su una poltrona che conta, commentano con l’amica «Chissà a chi l’avrà data» e così via, ma mi fermerei qui“.

le ultime parole famose

Questo folgorante intervento ci rivela una dimensione troppo grande forse per noi che femministe pensavamo di esserlo davvero.
E che pensavamo che potessimo esserlo basandoci sull’autodeterminazione e sul proporre soluzioni politico-economiche alternative, invece no, abbiamo scoperto di essere circondate da queste nemiche.

E noi che pensavamo che le nostre nemiche fossero

1)  le amanti del patriarcato che difendono a spada tratta il diritto-dovere di servire la cena e ringraziano il modello-famiglia eterosessuale per soddisfarle così tanto per l’arrosto sfornato oggi

2) le mogli della religione, le pro-life che ci vogliono privare del diritto all’aborto, alla salute

3)  quelle che gabbano il genere femminile e per avere approvazione maschile ne interpretano coscientemente le opinioni, perchè è tanto bello stare dalla parte degli uomini sessisti, dire le stesse sciocche banalità stereotipate

4) quelle che colpevolizzano le altre donne vittime di aggressioni, violenze, abusi, che le rendono responsabili di ciò che hanno subito perchè a loro non è mai successo, “e allora ci sarà un motivo

5)  quelle che dicono alle altre donne come e quanto scopare che non sia mai che ognuna possa fare come vuole senza essere giudicata da

6) quelle che poi fanno finta di non appartenere a quel gruppo di uomini e donne che giudicano una donna in base alla sua condotta sessuale e poi magari trovano il tempo per scrivere su facebook che loro non capiscono proprio perchè non esista un corrispettivo di “troia” al maschile

7) quelle che usano il termine femminismo a sproposito, spesso per dire “non sono femminista”. Però il diritto al voto, al lavoro, all’aborto, a vestirti e amare come vogliono, quello sì lo vogliono.

Dopo questa illuminante lista, il lavoro che portiamo avanti da anni ci sembra davvero vano. Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Questa donna ci ha illuminate,  le discussioni di secoli circa la condizione femminile sono state spazzate via e risolte nel giro di 7 punti.

Bisognerebbe quanto meno omaggiarla con un posto nell’olimpo della letteratura, accanto a Virginia Woolf, Carla Lonzi, Simone De Beauvoir. Ma no, sostituiamo  quei vecchi libri ingialliti con queste brillanti idee ché -si sa-  anche Virginia Woolf le avrà provate tutte per farsi ingravidare.

selvaggia2

Già che ci siamo ci piace dare qualche piccolo esempio di  beatificazione retorica e controproducente del genere femminile  che NON abbiamo fatto dalle pagine di questo blog. Solo gli ultimi esempi:

E assicuriamo che ci sono anche molte “giornaliste” che di certo non ricevono la nostra “beatificazione”.

11 commenti

  • Posso aggiungere alla lista di esempi di beatificazione retorica e controproducente del genere femminile la Santa Caterina che tesse le lodi del martirio come sublimazione della condizione femminile? http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/10/29/apologia-del-martirio/

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  • Io vi voglio bene e sono d’accordo con tutto quel che avete scritto. Solo che…davvero c’è bisogno di parlare di Selvaggia Lucarelli? E di una (delle tante) provocazione ignorante comparsa su Libero? Lasciano il tempo che trovano, sia la maitresse à penser, che la testata.

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    • Fosse solo il “Lucarelli Pensiero” avremmo volentieri evitato di parlarne. Ma dal momento che quest’ultima settimana ci ha fatto ben comprendere quale sia il pensiero dominante in Italia, ahimè, siamo ancora rimast* a dover spiegare alla gente cosa sia il femminismo e a confutare gli scritti della “Lucarelli di turno”. Che fegato che ci vuole, eh?!

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  • l’unica cosa qua che mi fa “vergognare” (e non di essere donna) è sapere che ci sono persone come lei che ancora si ostinano a scrivere, e di conseguenza a credere in frasi come queste:
    “andrebbero ricordate ogni tanto, anche le categorie femminili che non contribuiscono di sicuro ad elevarci sul genere maschile.”
    “Non vorrei che per un attimo, gli uomini si illudessero di essere migliori di noi.”
    mi fa vergognare e arrabbiare il fatto che esistano donne che pensino che il femminismo sia un “voler essere migliori” degli uomini, e che si ritengono femministe ma sono pronte a fare un elenco puntato di donne che non vanno loro a genio e si permettono, dall’alto della loro integrità morale e rettitudine di comportamento, di sparare sentenze e giudizi facendo di ogni erba un fascio…

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  • Pingback: La sacra famiglia | Mentre ti aspetto... Rido!

  • Ma chi è questa Selvaggia Lucarelli? Pietà, pietà, pietà…! Ci voleva un’altra superficialata, è così facile esprimere giudizi sugli altri!
    Ancora una donna contro le donne…

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  • scusate l’ignoranza ..ma chi cacchio è Selvaggia Lucarelli?..mai sentita…..sarò rétro,,,ma .a me fa specie vederla …pompata e fasulla…tra due donne straordinariamente intelligenti belle e interessanti quali la Wolf e Simone De Beauvoir…. ma da dove è uscita..da un kit di Publitalia?…così giovane e già così rifatta…peggio di berlusconi…ma ch’è ‘sta roba…..visto che siamo nel mondo del virtuale …ammesso che si potesse fare….tra uscire con lei o con la Wolf e la De Beauvoir o con la Lonzi…io non avrei proprio dubbi…non c’è partita…….ma poi quel modo di rifarsi truccarsi vestirsi così plastificato….da barbie prodotta in serie……bleah!

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    • La signora Lucarelli può vestirsi, truccarsi e acconciarsi come meglio crede, il post e le immagini dove le mettiamo a confronto sono assolutamente ironiche :) !

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  • Rivendicare la parità femminile, il diritto ad avere uguali diritti e doveri, non può accontentarsi vedendo in televisione i velini o discutendo se e con che gratificazione la donna serve in tavola… Altrimenti le pari opportunità sono solo un contentino, solo un modo di spostare l’attenzione dalle sopraffazioni e dalle inciviltà cui la donna è oggetto in ogni momento della giornata e, credetemi, da uomo sento tanti commenti che mi fanno accapponare la pelle, da quella che corre in tuta da jogging che provoca la violenza fino al commento postato più sopra che definisce la Lucarelli (chi é?) una maitresse à penser… La strada è lunghissima: la battaglia è sui doveri, non solo sui diritti. E’ giusto che le donne abbiano uguali diritti: ma è obbligatorio che gli uomini abbiano uguali doveri.

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  • beh, voglio dire, è un articolo di libero… io comincerei a preoccuparmi veramente (ma mi spaventerei proprio) il giorno in cui mi trovassi d’accordo con qualcosa scritto su libero…

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  • L’ha ribloggato su Womenoclock.

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