Lo stupro e la vittimizzazione delle donne

rc

A Foggia, un sessantenne ha violentato una quattordicenne per lungo tempo. Lui è un imprenditore che approfittava della svantaggiosa situazione economica della famiglia, utilizzando il corpo della bambina/ giovanissima donna, come moneta di scambio per gli aiuti economici che offriva alla famiglia.
L’accusa dovrebbe essere riduzione in schiavitù ma lui è ai domiciliari e probabilmente verrà accusato soltanto della violenza sessuale, cavandosela con pochi anni.
Il fatto che lui per intimorire la bambina e indurla a non denunciarlo usasse la scusa che “aiutava la famiglia” e che quindi lei dovesse essergli in qualche modo riconoscente e sopratutto che la minacciava che avrebbe messo in giro brutte voci sulla ragazzina, dovrebbero essere riconosciute come AGGRAVANTI.
Non serve fare dl contro il femminicidio se non si riconosce l’humus culturale su cui nasce ogni forma di violenza sulle donne: la subordinazione delle donne.

Gli uomini che usano violenza sulle donne sono nella maggioranza dei casi uomini che approfittano della subordinazione sociale ed economica della donna per vittimizzarle
La subordinazione economica intesa come lo stato di povertà a cui viene relegata la donna, costretta a dipendere economicamente da un uomo, visto che il potere, nella nostra società, è quasi totalmente concentrato in mano maschile;
La subordinazione sociale della donna nella propria intimità, considerata come un oggetto sessuale entro il quale sfogarsi;
La subordinazione sociale della donna, in cui essa ricattabile in quanto vincolata a questioni legate all’onore e alla percezione sociale della donna come una puttana;

La posizione di privilegio sociale dei violenti e, dunque, la stima che spesso hanno nella comunità in cui vivono, in quanto uomini e in quanto potenti, come nel caso di questo imprenditore.

Una ragazzina che non avrebbe subito violenza se la nostra società non avesse diffuso stereotipi e pregiudizi sulla sessualità femminile. La ragazzina ha taciuto per un anno perché temeva che l'”orco” avrebbe messo in giro voci sulle sue abitudini sessuali. Ci rendiamo conto?

Siamo tutte, per questo, a rischio di vittimizzazione, siamo tutte ricattabili: è un’oppressione senza fine.

E’ come la storia della minigonna. Tantissime donne scelgono di tacere perché la società le dipinge come colpevoli.
Questa società è costruita per vittimizzare le donna, e per fare in modo che gli uomini violenti ne traggano vantaggio. E’ un terreno che altri uomini hanno preparato per loro. Ora chi restituirà la serenità sessuale a questa ragazzina? non è giusto che gli uomini possano violentarci le donne non abbiano diritto ad una loro sfera sessuale! 
Fonte: http://www.today.it/citta/arrestato-antonio-di-stasi-imprenditore-melfi.html#commentLast_0
Urge una rivoluzione. Bisogna decostruire tutti quei vincoli culturali che espongono le donne al rischio di essere vittimizzate.
Nelle tv scozzesi, durante tutto il 2010, girava uno spot contro lo stupro che informava i telespettatori di abbandonare ogni pregiudizio sulle donne violentate. 


La campagna è nata dopo un sondaggio in cui 1 scozzese su 5 attribuiva lo stupro all’abbigliamento della vittima. La campagna è stata trasmessa per la prima volta durante la Coppa del Mondo del Brasile. Una campagna contro la violenza che per la prima volta è stata rivolta ad un target di telespettatori di sesso maschile.
La campagna ha lo scopo di sfidare i pregiudizi radicati che molte persone hanno nei confronti delle donne che sono state violentate . Si legge:

[…]Una recente ricerca rivela che quasi uno su cinque scozzesi credono una donna è colpevole di aver subito violenza sessuale se lei indossa abiti succinti – un sondaggio di 1.040 scozzesi effettuata da Cello Mruk nel febbraio 2010 per il governo scozzese ha rilevato che:
• il 23 per cento pensa che una donna può essere almeno in parte responsabile se lei è ubriaca al momento dell’aggressione;
• il 17 per cento pensava che una donna è responsabile se indossava abiti succinti;
• il 15 per cento pensano che la vittima sia responsabile se stava flirtando;
• l’8 per cento pensano che stupro può essere colpa della donna se lei èha avuto molti partner sessuali.
Questi atteggiamenti possono rendere difficile per le donne parlare della violenza subita, a causa della paura di essere incolpate per quello che è successo . Ci sono anche preoccupazioni circa l’impatto che questi atteggiamenti possono avere sulle vittime di stupro ‘ di avere accesso alla giustizia , in termini di atteggiamenti che i membri della giuria potrebbero riservare nei tribunali.
[…]Non importa ciò che si indossa , quanti partner sessuali che hai avuto , o se siete fuori ubriacarsi con gli amici – nessuno merita di essere violentata – mai .

La campagna si chiama “Not Ever” ed è stata realizzata da un’associazione che si batte contro lo stupro. E’ una campagna molto significativa che purtroppo a causa dell’arretratezza culturale del nostro Paese non vedremo mai nelle nostre tv, spesso nidi entro i quali si diffonde un’immagine femminile che sta alla base della percezione della donna come un oggetto, stereotipi che fanno parte della cultura dello stupro. Sfondiamo questa porta anche da noi.

La colpa dello stupro non è della donna ma della società patriarcale!