Io vado fiera del mio ciclo, del mio corpo e della mia femminilità

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Scrivevamo che in tutte le culture patriarcali del mondo il ciclo mestruale è considerato una vergogna da nascondere il modo più assoluto possibile. Abbiamo parlato del rivoluzionario movimento spagnolo Sangre Menstrual e abbiamo raccolto una marea di polemiche che confermano quanto il tabù sia ancora troppo forte in Italia.

Le donne che hanno il ciclo, ancora oggi, sono considerate impure. Sono tantissime quelle che negli scaffali dei supermercati cercano in tutti i modi di non farsi notare mentre comprano gli assorbenti. Perché come tutti gli aspetti della sessualità femminile va taciuto. Siamo indotte a mantenerlo privato così come gli omosessuali sono indotti a nascondere il proprio orientamento e a non ostentarlo pubblicamente. Le donne fin dall’adolescenza sono indotte ad provare vergogna per il proprio corpo, ad odiare il proprio corpo e a rinnegarlo, rifiutando il nostro essere donne. Per questo motivo che tantissime odiano il proprio ciclo e lo vivono ancora di più come un momento drammatico.

Perché dobbiamo vergognarci della nostra femminilità? Perché nascere donne è ancora oggi una vergogna. Questo sta alla base del tabù verso il ciclo. Tutte queste negazioni del proprio corpo e induzioni all’odio sono alla base dei disturbi alimentari che guarda caso si sviluppano dall’adolescenza. Ragazzine che si ammalano perchè disprezzano il proprio corpo.

Il ciclo va’ nascosto il più possibile e le mamme consigliano alle proprie figlie di indossare pantaloni neri e di nascondere bene in borsetta l’assorbente. Per questo motivo in tv il sangue mestruale è azzurro, i corpi femminili sono irreali da sembrar finti e gli assorbenti si pubblicizzano affermando che “la femminilità è fatta di cose che si notano e di cose che non si notano” come a dire che nascondere il proprio corpo è sinonimo di femminilità.

Negare le mestruazioni che biologicamente sono femminili è sinonimo di femminilità? a me non sembra.

La rappresentazione del ciclo nei media è svilente. Le donne in preda alla sindrome premestruale vengono descritte come delle isteriche. Contro le donne mestruate si sprecano battutine sessiste nella bocca degli uomini che lasciano segni indelebili nell’anima.

Ieri un blog ha scritto questo post: http://itsmeloca.altervista.org/sangue-mestruale-quando-il-femminismo-incontra-il-fanatismo/

Secondo chi scrive, che non ci ha nemmeno citate, le compagne di “Sangre Menstrual” sarebbero delle fanatiche affermando che in Spagna (e da noi) non ci sarebbero pregiudizi sulle mestruazioni. Ma poco dopo scrive:

Magari in estate, 30 gradi all’ombra, donne mestruate che non indossano assorbenti, ma guardiamolo anche sotto l’aspetto dell’igienicità, sarebbe un vero schifo, un ritorno alla preistoria sotto certi aspetti.uindi che facciamo adesso? Spunteranno anche gruppi che si cagheranno addosso e diranno “Non rifiuto il mio corpo, questa è la mia natura”? 

Il ciclo paragonato agli escrementi umani. Quindi impuro. Se non sono pregiudizi questi!

Ma andando ai commenti lasciati dai lettori, si nota un alto livello di disprezzo nei confronti delle donne e la natura femminile. Uomini che magari poi si lamentano perchè le proprie compagne si rifiutano di fare sesso quando hanno il ciclo.

Uomini che invocano all’introduzione del reato di atti osceni, alla creazione di gulag per rinchiudercele dentro, uomini che scrivono espressamente che le compagne del collettivo andrebbero eiaculate in faccia e ancora uomini che scrivono che così macchierebbero la cucina, che il ciclo puzza e che le donne devono stare in cucina. Una misoginia spaventosa che testimonia l’arretratezza profonda del nostro paese. Uomini che vedono le donne come degli esseri inferiori. Uomini che disprezzano le donne soltanto perché in quei giorni non sono scopabili.

E allora sapete cosa vi dico? Io non mi vergogno del mio corpo, ne vado fiera, amo il mio ciclo e la mia femminilità. Le donne di Sangre Menstrual in Italia hanno fatto  scalpore soltanto per aver esibito dei pantaloni macchiati di vernice rossa. Cosa succede se una blogger pubblica una foto autentica del suo ciclo?

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20 commenti

  • Bello rosso <3
    Io uso gli assorbenti lavabili, mi ci trovo tanto meglio e sono anche molto più simpatici, una volta usati li metto in ammollo per togliere il grosso e poi lavatrice normale. L'acqua di ammollo la dò alle piante <3
    Di solito mi dicono che sono dedita a pratiche tribali e che dovrei vergognarmi di portare così in basso l'immagine della donna :D
    Io, invece, mi diverto tantissimo!
    Valeria

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    • Non sapevo che si potesse usare per le piante. E dire che ancora c’è gente che pensa che se tocchi le piante quando sei mestruata appassiscono:D

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      • Certo che si può! Lungi da essere un rifiuto del corpo, il sangue mestruale è abbastanza ricco di nutrienti, è recente la scoperta che contenga anche cellule staminali (utilizzabili, ad esempio, nella ricerca medica). Le rose e i gelsomini ringraziano ;)

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  • super rispetto :) Io da quando uso la coppetta ho un rapporto ancora più bello col mio ciclo (a parte il doversi sentire chiedere un milione di volte “ma non hai schifooo?”)

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  • Sono la prima persona che ha spiegato alla ginecologa del distretto cosa fosse la coppetta e che utilità avesse…
    La coppetta ha eliminato buona parte del fastidio che provavo verso me stessa, soprattutto il timore che si sentisse l’odore!
    Qualcuna di voi detesta quanto me l’espressione “in quei giorni”? Sembra quasi che la parola “mestruazione” sia una bestemmia!
    Per quanto riguarda il sesso, so per certo che ci sono persone che apprezzano un bel po’ gustare il sangue mestruale, solo “socialmente” non è accettato tanto quanto dire “la mia ragazza/compagna/fidanzata/moglie ha le mestruazioni e non possiamo fare sesso”.

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    • Ho dimenticato di aggiungere che la ginecologa ha lavorato per lungo tempo a Roma, trovo pazzesco che NESSUNA in una città così grande se ne sia uscita con una cosa così utile e debba averglielo detto una ventisettenne di un paesetto vicentino!

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      • Ciao Lisa, anche io sono vicentina… che vuoi farci, meglio di Roma! Ieri sono stata a un matrimonio di un’amica… mestruata proprio con l’abito bianco! E lei usava la mooncup e mi ha detto “ho messo quella proprio perchè mi fa sentire più sicura di qualsiasi altra cosa”.

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  • Tantissime donne mi danno dell’anormale perché uso la coppetta… Dicono che “fa schifo,è macabro”.
    Ciccia se ti fa schifo una cosa che ti esce dalle gambe ed è roba tua al 100% allora rivedi un attimo le tue priorità…

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  • io personalmente non odio il ciclo perchè impuro,ma perchè dolorosissimo (il mio,sia chiaro),da sempre,tanto da tenermi a letto ogni volta per tutto il primo giorno con crampi e vomito;per questo uso la pillola a sospensione…ma concordo in pieno con l’articolo

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  • “in quei giorni…” Sapete secondo me che è successo? Vi racconto la mia versione. Lei è una giovane sposa. Ha vent’anni, e la casa-caverna, i suoi quattro figli piccoli e i suoceri anziani pesano su di lei. Il marito è uno che sa farsi rispettare, e lei ne ha rispetto e anche un po’ di paura. Lui va a caccia tutto il giorno e la sera ha voglia di essere servito e riverito come si deve. Quel giorno però lei è stanca, ha i crampi, si è stancata molto di recente e il suo ciclo glielo fa capire con le cattive. Sa già che suo marito non sarà affatto contento di non trovare gli animali spellati e la cena pronta (cosa che lei fa abbastanza in fretta, perché sua madre ha scoperto e le ha insegnato che se sbatte due particolari tipi di pietre crea una scintilla e un fuoco che rende la carne molto più buona), così ha un’idea. Quando lui torna a casa, sa giù cosa fare. “Donna, perché non è pronto? Dove è l’acqua, devo bere e lavarmi!”. Lei si gira tranquillamente, lo guarda e dice: “Non posso” -Come sarebbe a dire che non puoi?- Sbotta lui. E lei pronuncia la frase che resterà nella storia: “Sono impura”. Lui fa cadere la clava e si gratta la testa, senza capire. Allora lei prende un respiro e inizia: “Sono impura perché come puoi vedere mi scorre via del sangue. Vedi, è proprio sangue, e se ne va ovunque, Mi indebolisce molto”. Lui rimane a bocca aperta per l’orrore, perché è abituato che se qualcosa perde sangue dopo un po’ muore. Lei pensa che, se bisogna divertirsi, tanto vale farlo come si deve: “E non è finita qui! Sai, è la… Dea della Luna, sai, quella cosa biancastra nel cielo. Lei non vuole affatto che lavoriamo quando siamo così, sai… Se tocchiamo i cibi si guastano.” (sono un genio, inizia a pensare lei) “E anche l’acqua diventa letale” (toh, fatteli tu cinquanta zampe di capra tutte le mattine per andartela a prendere) ” Non possiamo neanche zappare, perché le piante morirebbero. Non è neanche opportuno che accudiamo le altre persone, potremmo passargli il nostro terribile umore!” (non posso fermarmi, è troppo divertente!) . Sperando di non essersi scordata nessuna delle sue incombenze, decide di concludere con l’ultimo strale: “anzi, sai che c’è? Mi sa che è meglio se per una settimana me ne vado in una capanna nel bosco, da sola, così non faccio danni. No, tranquillo, non venite a cercarmi, starò benissimo. Saluta i tuoi, eh, mi raccomando!” E se ne va; sulla strada racconterà l’accaduto alle sorelle e alle cugine, e farà inconsapevolmente la storia. Lui rimane paralizzato dallo stupore, pensa che debba sicuramente esserci una divinità crudele che ha pensato tutto questo. Gli dispiace pure un po’, in fondo le vuole bene. Poi, sempre rimuginando, va a sbranarsi la sua bistecca cruda.

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  • Non sono completamente d’accordo, si rischia di eccedere, a mio avviso. Oggi come oggi siamo abituat* a celare la macchia di sudore sotto le ascelle, a profumarle per evitare “odori sgradevoli”… a pulirci le orecchie e anche a soffiarci il naso per impedire che il muco coli (e via…). Questo lo si fa tutt*, maschi o femmine. E a pensarci bene sono comunque effetti naturali della nostra composizione biologica e chimica.
    Allo stesso modo si cerca di evitare di macchiarsi “in quei giorni”, o durante il ciclo, o quando si hanno le mestruazioni che dir si voglia. Solo che questo lo fanno solo le donne, per ovvi motivi.
    il ciclo non è un tabù, sono pienamente d’accordo che sia qualcosa di estremamente naturale e che non ci sia nè vergogna nè tantomeno bisogno di mistificare quanto avviene. Ma da lì ad avere il desiderio si renderlo pubblico…. Beh, ho qualche perplessità e personalmente non ho questo bisogno, non mi sento di dover pubblicizzare il mestruo come neanche l’ascella sudata dopo una corsa.
    Per le donne è il momento durante il quale, se non si è concepito, il corpo si preparare a rimettere in moto la macchina generatrice, pulendo da ciò che non è stato utilizzato. E’ quindi, spesso, anche un momento in cui “naturalmente” si ha meno voglia di fare sesso, volendo vedere. Anche da qui, io credo, è la minor voglia di farlo, non tanto per questioni di tabù… poi va da sè, c’è anche chi sviene solo perchè vede la provetta del proprio sangue che si riempie (anche quello è un fluido corporeo nostro al 100%), immagino che non ha tutti interessi vedere rosso durante un rapporto.
    Sulla questione delle piante da non toccare, a me è stato spiegato che il “detto” nasce dal fatto che durante il ciclo la temperatura del corpo si alza…e spesso le piante sono sensibili al tocco accaldato, esattamente come quando si ha la febbre; credo che qui, purtroppo, la società abbia giocato al fine di gettizzare le donne, come avviene in tutti i campi.
    Ma nonostante io sia convinta della necessità di politiche di genere adeguate, di una nuova educazione al rispetto e alla differenza, del fatto che le donne siano bistrattate in quanto tali e che sia necessaria una vera e propria rivoluzione, non concordo così profondamente su quanto detto qui…. Grazie.

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    • Se il ciclo non è un tabù vai a leggere un attimo i commenti di disprezzo lasciati dagli uomini contro le donne in quanto hanno il ciclo. A meno che tu non abbia vissuto “in una campana di vetro” il ciclo in italia, come in spagna, in grecia, in germania ecc ecc.. è ancora un tabù difficile da estirpare.
      Dove sta l’eccesso? L’eccesso sta nel negare un dato di fatto e non ad aver coraggio di scrivere su due piedi un manifesto per la visibilità SOCIALE del mestruo.
      E per fare ciò ci vogliono rappresentazioni fisiche, quindi ben vengano i pantaloni macchiati di sangue. Il ciclo mestruale non è lo “sporco” del sudore, sbagli a fare questo paragone. Significa che tu lo consideri impuro.
      Non è vero che tutte le donne biologicamente non hanno voglia di avere rapporti sessuali durante il ciclo. Io i rapporti sessuali li ho tutti e 28 i giorni e durante la sindrome premestruale fino alla fine del mio ciclo mi aumenta l’appetito sessuale. Tutte le donne sono diverse, non siamo tutte uguali. Per favore non diffondiamo stereotipi e disinformazioni su come funzionano i nostri corpi che ovviamente non sono omologati l’un con l’altro. Giusto per non fraintendermi, sacrosanto il diritto di chi non ama avere rapporti durante il ciclo!
      Sull’impressione durante il ciclo, non mi sembra che ci siano donne che sono terrorizzate a vedere uscire fuori il proprio sangue a meno che non abbiano il menarca e non abbiano ricevuto un’informazione sessuale corretta. Mi pare che più o meno tutte sanno come funziona il proprio corpo una volta al mese!
      Sul ciclo non c’è solo la leggenda metropolitana delle piante purtroppo, ma fino a poco tempo fa le donne non potevano studiare legge, diventare medici, militari o poliziotti perché il ciclo ci avrebbe rese vulnerabili o avrebbe alterato la nostra capacità di giudizio…Le donne non avevano accesso a molti lavori a causa del ciclo e anche perchè fino a pochi anni fa le donne stavano a letto come se fossero malate, insomma era considerato una vera malattia.
      Ci vuole una rivoluzione per questo motivo, per decostruire l’idea della donna soltanto come una madre, responsabile di tutti i tabù sul ciclo.

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      • Ciao Mary e grazie per il confronto. Sono d’accordo sul fatto che, quando si deve e si vuole fare una “rivoluzione” culturale e sociale, sono corretti (e apprezzabili) modi che, per tanti, sono forse poco ortodossi. Ci sta quindi tutto, dalle immagini al linguaggio mirato. Vorrei, però, chiarire alcuni dei miei pensieri, che forse non ho espresso in modo efficace. Premetto di credere di non essere cresciuta sotto a una campana di vetro; forse però sono stata più fortunata di altr* e ho ricevuto una “socializzazione” che non mi ha portata a credere che il ciclo sia un tabù. Con questo, spero di non avere troppe fette di salame sugli occhi; e purtropo di persone “ignoranti” se ne incontrano sempre (mi riferisco alle persone che scrivono e parlano male delle donne durante il ciclo).
        Il sudore, tornando all’esempio che ho citato, non l’ho mai vissuto come qualcosa di sporco, ma semplicemente come una modalità del mio fisico per reagire al troppo caldo e alla troppa fatica: questo il motivo per cui ho fatto il paragone, cioè la naturalezza di quanto fisicamente mi accade e come oggi, nella società, sia vissuto. Come anche il fatto di desiderare o meno di avere rapporti durante il ciclo: recuperando il senso più strettamente biologico, ho portato l’esempio di un possibile comportamento sessuale, che come anche dici tu, ovviamente può non essere di tutte. Per quanto invece dicevo circa l’impressione data dal sangue, volevo semplicemente specificare che il pantalone macchiato di sangue o l’avere rapporti quando si hanno le perdite può dare fastidio anche per chi ha reazione strane alla vista del sangue; e ti assicuro, per me è abbastanza incomprensibile visto che sono una donatrice di sangue e che quindi a me di certo non da fastidio la sua vista; va da sè che siamo tutti diversi.
        Sì, hai ragione quando dici che per moltissimi uomini e moltissime donne “quei giorni” sono proprio “giorni strani e speciali”, e non il normale andamento ormonale femminile. In passato le donne erano considerate malate di isteria (dal greco, isteria significa utero). E ancora oggi per tante religioni e tante società la donna è considerata la causa dei mali dell’uomo, quindi è segregata, e atta solo a fare figli; e il fatto che “sanguini” prende significati assurdi e diversi. Anche in Italia ancora oggi le donne sono mercificate e oggettivate…. ma non è questo l’argomento (o per lo meno è sempre questo, ma diciamo che il focus di questa discussione è specificamente un altro). Il mio punto di vista, però, è quello di ritenere che da una discussione sul ciclo femminile non si possa arrivare alla costruzione della figura femminile finalmente lontana dall’essere solamente un utero che partorisce e che quindi, in quanto tale, possa solamente realizzarsi diventando prima il desiderio sessuale di un maschio e poi la curatrice della prole. Credo che si debba agire soprattutto su altri livelli. Ma va da sè che sia solamente il mio punto di vista, a freddo, e nel pieno rispetto di quanto invece leggo come opinione di altre persone. Certamente mi viene data da te e dal blog l’opportunità di informarmi meglio sulla questione. Grazie.

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      • Anche io sono cresciuta con pochi tabù per il ciclo. Ho avuto il mio menarca a tredici anni e quando vidi le mie mutandine macchiate sapevo già cosa fosse. E non lo sapevo perchè a mia sorella sono venute prima di me, ma perchè mia mamma mi aveva spiegato cosa accadeva ad una donna una volta al mese.
        Sapevo quindi cosa è il ciclo mestruale, molte ragazze della mia età non lo sanno neanche oggi (ho 25 anni). Molte ragazze della mia età si sono messe ad urlare quando hanno visto i loro pantaloni o mutande macchiate nel menarca.
        Il problema dell’impressione, infatti dicevo, dipende anche molto dall’educazione ricevuta. Molte mie amiche non hanno rapproti durante il ciclo perché si schifano e addirittura conosco una che dice che durante il ciclo parcheggia male.
        In Italia come nelle altre culture la donna è dipinta come un essere puro ed è incomprensibile che abbiamo delle esigenze fisiche, “rifiuti” del corpo, imperfezioni e perfino il ciclo anche se è prettamente femminile. Quindi la donna per bene non rutta, non scorreggia, non deve farsi vedere affamata o vogliosa di sesso.
        Io credo che un legame con la donna oggettizzata c’è. La donna oggettizzata è una donna “finta” di plastica che non ha rughe, non ha peli e non ha imperfezioni e ha voglia di fare sesso solo quando vuole il maschio. E’ la reincarnazione della donna perfetta. Ovviamente la donna mercificata non deve mostrare le mestruazioni. Infatti le pubblicità recitano che “in quei giorni” la femminilità consiste nel non far notare certe cose.
        Un legame c’è. C’è un legame profondo con la donna che deve stare fuori da certi ruoli di competenza maschile e fare la madre, perciò se abbiamo il ciclo siamo impure e imperfette perché non abbiamo utilizzato il nostro utero per fare figli. Quindi la mestruazione forse viene percepita come una sorta di “aborto”. Credo che da qui nascano le demonizzazioni della donna.

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  • … Per non parlare di quei pudici soprannomi e perifrasi per non citare il termine “mestruazioni”… Si dice “ho le mie cose”… “è arrivato il marchese”…. “sono quei giorni lì”…. “indisposta”… Mestruazioni non è un termine osceno, così come, per dire, non lo è “digestione” o “respirazione”. Eppure, questo “mistero” che ha a che fare con ritmi arcaici, col sangue (questo sangue che segna tutta la sessualità femminile, dal menarca alla perdita della verginità al parto), con quella cosa ancestrale che è la riproduzione umana… Si circonda di tabù e si abbellisce per renderlo appetibile ai “consumatori” (quanto odio questa parola!). Non fare il bagno al mare, non tingerti i capelli, oh quella è nervosa, avrà “le sue cose”…
    La donna perbene ha il ciclo, ma non si vede, non si deve vedere né se ne deve parlare (alla parola “mestruo”, credo che 3/4 degli uomini nati diciamo prima del 1980 e metà delle donne arrossiscono).
    Il mestruo, la “maledizione mensile”… Il corpo sfasciato di Eluana Englaro, crocifissa in un letto d’ospedale ma “ha ancora il mestruo, può avere figli”… Chiara Poggi “quella di Garlasco”, il suo sangue sui pedali della bici del fidanzato “ha calpestato il suo sangue mestruale”…

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    • E’ percepito un tabù come quando una persona dice che deve andare in bagno per fare i bisogni. Come se fosse qualcosa di impuro. La cosa che mi dà più fastidio è quando dicono che una è isterica perchè ha le sue cose. E’ una cosa che mi manda in bestia e in tv continua ad andare in onda la pubblicità della Buscofen prendendosi gioco delle donne che hanno il ciclo e svilendo la figura della donna “in carriera”, come dire che le donne devono stare a casa perché hanno il ciclo.
      Ricordo Eluana Englaro, una tristezza assoluta. Il corpo della donna oggi è ancora visto come un’incubatrice, quanto è viva la cultura dello stupro!
      Non so se ti ricordi ma in Italia censurarono un anime, dove la protagonista dodicenne aveva il primo ciclo: http://www.youtube.com/watch?v=a-Jtuzexwtk

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  • Il tuo post mi ha ispirato a scrivere una riflessione in risposta a questo tema. Per chi desidera ampliare il dibattito, lo offro qui: http://ladyfertility.blogspot.it/2013/10/mestruazioni-in-rete-e-nuove-frontiere.html

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