I terribili tentativi di distruggere la famiglia tradizionale

Per iniziare questo post, meglio che dica subito che io non ho niente contro una sana “famiglia tradizionale”.

Meglio specificare “sana”, perché nella cosiddetta “famiglia tradizionale” si consumano spessissimo le violenze che conosciamo bene ai danni delle donne (e anche dei bambini, talvolta). Ma una bella famiglia tradizionale con il padre che lavora, la madre che resta a casa e uno o due o più bambini, ove tutt* siano consapevoli delle proprie scelte e siano liberi di esprimere se stess* non mi disturba affatto.

Peccato che in Italia, le famiglie tradizionali siano spesso frutto non di una libera scelta, ma di una serie di eventi che sono più subiti che scelti: la mancanza di occupazione femminile, la difficoltà enorme per le donne di trovare lavoro, scarse strutture che aiutino la genitorialità, pochi (e cari) asili nido. Insomma, tante, troppe volte, la donna che resta a casa non lo fa per libera scelta, ma fa di necessità virtù.

Accanto alla famiglia tradizionale, però, ce ne sono altre che, per me che ho una visione pluralista della società, hanno lo stesso identico valore di quella “tradizionale”. Ci sono le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, ci sono le famiglie monogenitoriali, le famiglie allargate, le famiglie in cui i membri della coppia sono omosessuali o lesbiche, ci sono famiglie “miste”. E ci sono i bravi padri e le brave madri, ma anche le madri “cattive” e i padri “cattivi”. Ci sono anche quelle in cui uno dei due genitori lavora lontano e l’altro tira avanti come può con i figli, in attesa di poter ricongiungersi con il partner. Ci sono le famiglie in cui la madre lavora molte ore fuori di casa e, magari viaggia per lavoro, e in cui i padri si occupano maggiormente dei figli (ne ho raccontato un esempio qui).

Ma per la maggior parte degli Italiani, la famiglia tradizionale e, in particolare, il ruolo della mamma è sacro.

Non toccate la mamma agli Italiani!!

Oh, la mamma! Ma solo la mamma sempre buona perché è mamma, la mamma sempre brava e comprensiva che porta la cena a tavola, che consola, che cresce i bambini, che si sacrifica per tutti sempre con il sorriso sulle labbra! La donna-madre è la VERA DONNA. Quanta mistica intorno alla figura della “mamma” (ne abbiamo tantissimi esempi, uno per tutti qui).

La mamma è la donna che si è realizzata e questo concetto si lega fortemente con l’immaginario comune quando si pensa alla famiglia.

In questi giorni, però, a causa di una cattivissima presidente della Camera, abbiamo assistito a numerosi e terribili attacchi alla figura della mamma e alla famiglia tradizionale!

Le lobbies di femministe e gay minacciano, oscure come le forze del male, l’idillico quadretto della mamma col grembiulino inamidato che sorridente e ben pettinata, mette a tavola la cena per tutti, magari riservando a se stessa la porzione più piccola, pur di non togliere cibo ai figli e al marito (e, mentre scrivo, mi tornano in mente le parole di un romanzo che lessi a 10 anni e che, già allora, mi colpirono, lasciandomi turbata: proprio riferendosi alla piccola quantità di minestra che una donna riservava a se stessa, dopo aver servito il marito e la figlia, quella stessa porzione veniva chiamata “la porzione delle madri”).

Ed infatti, ecco a voi un reportage (assolutamente non completo) di tutti gli attacchi terrificanti che sono stati fatti alla famiglia tradizionale nei giorni appena passati, raccontati da alcuni esperti:

Eugenia Roccella del PDL:

Sostiene che avere un’idea del matrimonio che comprenda anche il matrimonio gay sia da pusillanimi, visto che “Guido Barilla è un uomo coraggioso, perchè ormai ci vuole coraggio a difendere la famiglia formata da un uomo e una donna e magari persino ‘fondata sul matrimonio’, come dice la nostra Costituzione” e, siccome le associazioni di omosessuali hanno invitato al boicottaggio, in modo “forsennato”, questo fa pensare che promuovere una legge anti-omofobia potrebbe portare ad un attacco alla libertà di espressione.

Sulla stessa linea Paola Ferrari De Benedetti, dell’osservatorio sul bullismo e doping:

“Ormai affermare che si crede solo nella famiglia sacrale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, diventa addirittura una espressione, un esempio di omofobia. Ogni giorno, ormai, le associazioni gay, settori della sinistra, come una goccia cinese, tentano di far passare l’assunto che manifestare posizioni o opinioni in contrasto con quelle da loro sostenute, sia da condannare e sia un atteggiamento omofobo. Al contrario ritengo che questo sia un comportamento discriminatorio e ingiustamente accusatorio”

Addirittura la famiglia tradizionale è diventata sacrale.

Guido Barilla, imprenditore:

“Laura Boldrini non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità E’ madre, nonna, amante, cura la casa, cura le persone care, oppure fa altri gesti e altre attività che comunque ne nobilitano il ruolo. E’ una fondamentale persona per la pubblicità, non solo italiana.”

Eh, sì. La donna “che fa la donna” (cura le persone di famiglia e compiace l’uomo a letto) è nobilitata. Una donna che, in uno spot, si leggesse un libro sul divano, mentre il marito e/o il figlio fossero intenti a pulire il bagno, di nobile non avrebbe nulla.

“Noi abbiamo una cultura vagamente differente. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei valori fondamentali dell’azienda. La nostra è una famiglia tradizionale. Se ai gay piace la nostra pasta e la comunicazione che facciamo mangeranno la nostra pasta, se non piace faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra. Ma uno non può piacere sempre a tutti per non dispiacere a nessuno. Non farei uno spot con una famiglia omosessuale, ma non per mancanza di rispetto verso gli omosessuali che hanno il diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri, ma perché non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica. Tra l’atro la donna, per tornare all’argomento di prima, è fondamentale”.

“Io rispetto tutti che facciano quello che vogliono senza infastidire gli altri. Ognuno ha diritto a casa sua di fare quello che vuole senza disturbare quelli che stanno attorno rivendicando più o meno diritti che sono più o meno leciti. Io rispetto il matrimonio omosessuale perché riguarda persone che vogliono contrarre il matrimonio, ma non rispetto assolutamente l’adozione nelle famiglie gay, perché questo riguarda una persona che non sono le persone che decidono”.

Anche qui la famiglia tradizionale è “sacra”. I gay che si uniscono e creano una famiglia e che vogliono avere questo diritto “disturbano”.

Non poteva mancare il Moige

Apprezziamo la scelta di comunicare il prodotto con la famiglia naturale e, come Costituzione indica, valorizzando il ruolo della donna-madre in casa. Va dato atto alla Barilla di essere da sempre attenta ai minori, non solo con i suoi spot pubblicitari ma anche nella scelta di inserirli in programmazioni rispettose dei più piccoli. Crediamo che la libertà sia un principio indiscutibile e centrale in ogni comunicazione, e fa piacere che una grande realtà come Barilla confermi la scelta comunicativa di parlare alla famiglia naturale composta da mamma, papà e bambini”.

Il ruolo della donna-madre va sempre valorizzato, non sia mai che una donna si metta in testa di potersi sentire valorizzata anche non essendo madre.

Per Massimo Gramellini, giornalista, usare, essendo consapevoli che esistono famiglie nelle quali la coppia è formata da due persone dello stesso sesso, nei moduli burocratici “genitore 1 e genitore 2”, invece di “madre e padre” per non discriminare è  “cocciutaggine”.

Francesco Maria Del Vigo, su “Il Giornale” vede davvero attacchi gravissimi alla famiglia tradizionale nelle parole di Laura Boldrini:

Se siamo numeri o lettere, interscambiabili e identici l’uno all’altra, dopo il genitore A e il genitore B bisogna scardinare anche la famiglia. Pericolosissima cellula in sonno delle abitudini tradizionali. Smantellarla. A partire dai suoi simboli, da quelle scene che presidiano l’immaginario.

Insomma, dire che si è stuf* della rappresentazione continua e costante della donna come casalinga (se non come oggetto sessuale) equivale ad essere pericolosissim* e a voler smantellare la famiglia tradizionale.

Il giornalista continua, mettendo ancora in bocca alla presidente della camera parole che non ha detto:

La mamma o la nonna che vi si avvicinavano con una marmitta di minestrone erano e sono “anormali”.

Addirittura Buonanno, parlamentare leghista, per mettere bene in chiaro che le “vere famiglie” sono quelle tradizionali, espone in aula un finocchio per disprezzare e dileggiare i gay.

Ma il colmo della mistificazione della mamma lo raggiunge Alberoni

Protagonista è sempre la famiglia perché il suo scopo è “rassicurare”
Sono le donne che fanno i figli, sono le donne che fanno da mangiare e curano, i figli come anche i mariti”. La madre è, appunto, una nutrice. “È la funzione materna per eccellenza”

Interessante leggere, nel 2013, che la madre fa da mangiare e cura ANCHE I MARITI, COME i figli  e che questa è la sua funzione per eccellenza.

E allora, per accontentare Alberoni che vede come funzione per eccellenza della donna -madre di essere nutrice ANCHE DEL MARITO, ho creato un’immagine che non potrà che fargli piacere

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Come si fa a non capire che ammettere sullo stesso livello di quella tradizionale, anche gli altri tipi di famiglia non significa attaccare e distruggere quel modello ma solo ampliare i diritti a tutt*? Avere una mentalità, in pratica, pluralista e non normativa?

E, grazie a tutte queste rimostranze (e a tutte quelle di anonimi navigatori del web che qui non abbiamo riportato) abbiamo capito una grande verità:

“l’Italia è una repubblica democratica (?) fondata sulla mamma”, ma solo quando ella si fa nutrice, quando, insomma, fa la “vera mamma”

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Fonti: qui, qui, qui e qui

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