#LiberaInfanzia: Guardaroba Perfetto Kids&Teens, ecco perchè questa trasmissione va bloccata

UAGDC aveva già sottoscritto la petizione per bloccare il programma prima della messa in onda (la trovate qui). E se ne erano illustrate le motivazioni qui.

Guardaroba Perfetto Kids&Teens veicola i soliti stereotipi di genere, mette sotto pressione le bambine spingendole verso l’idea che non si deve solo essere belle, ma anche femminili nel senso comune del termine: frivole, alla moda, relegate i quei ruoli che alle donne sono riservati fin dall’infanzia. Il tutto sotto la guida, per la bambina di turno, di una donna adulta che le insegna a vestirsi in modo consono ovviamente secondo il principio dell’equazione femminile è seducente.

teens jpgGuardaroba Perfetto Kids&Teens non ha utilità sociale e scoraggia la creatività delle bambine, omologandole; insegna fin dall’infanzia che il corpo ha un valore definito da altri, in ogni sua parte, e che alcune parti vanno valorizzate, altre nascoste. Spiega loro che il non essere vestite “come si deve” le manderà incontro a una vera e propria riprovazione sociale.

Per chi diceva che bisognava aspettare di vedere il programma per giudicarlo, direi che abbiamo visto quello che c’era da vedere: abbiamo visto bambine e ragazzine incoraggiate e consigliate da un’adulta che dice loro come vestirsi “per stare bene”, secondo criteri adulti e secondo stereotipi evidenti e svilenti.

Ma soprattutto, abbiamo visto i commenti che gli spettatori hanno fatto sui kids&teens che hanno partecipato al programma. Basta fare una ricerca su Twitter, per incontrare i peggiori stereotipi di sempre. Riferiti a bambine e ragazzine.

Le bambine sono idiote, cresceranno zoccole, sono troiette, sono cesse. Fino al delirio del “quando sarai grande … sarà felicissimo di incontrarti“.

Ne ha già parlato Roberta Zappalà, trovate qui il suo commento alla prima puntata.

Rinnoviamo l’appello: firmate, firmate, firmate.

Perché se non ci si oppone a questa strumentalizzazione vergognosa, a questo vero e proprio furto dell’infanzia, non usciremo mai dagli stereotipi che segnano le vite di ognuno di noi, fin dall’età più tenera che dovrebbe essere libera.

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6 commenti

  • Ho firmato e condiviso la petizione su facebook. Non ho veramente parole, mi è bastato guardare qualche puntata per rimanere senza

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  • Ho firmato anche io la petizione e ogni volta che mi imbatto per caso nel programma mi sento letteralmente rivoltare lo stomaco..

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  • Firmato e condiviso. Che schifo di programma!

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  • Il programma è decisamente stupido, ma scusate siamo sicuri che sia per il programma che dobbiamo “stracciarci le vesti” e non per la reazione deviante dei commentatori di cui riportate il contenuto ?
    Chiudere il programma è come avvallare implicitamente che è il coportamento imposto o tenuto dalle bambine a provocare una reazione di “naturale” disprezzo nei maschi.
    Sono madre di un ragazzo e se dovessi scoprire in mio figlio l’ attitidine alla degradazione della dignità altrui e della discriminazione sessista o di qualsiasi altra natura, si dovrebbe confrontare con la mia disapprovazione di madre e di donna e di adulta.
    Dovrebbe interrogarsi su che tipo di persona vuole essere e come vuole essere stimato.
    Nell’articolo qui sopra non trovo traccia di disapprovazione o approfondimento del perché dei “peggiori stereotipi di sempre”. Come dire che visto che il discrimine non si può cambiare, sono le bambine e i loro genitori a doversi fare carico della propria reputazione evitando commportamenti stupidi. Mentre nessuno chiede che vengano puniti i discriminatori violenti.
    In una società civile si dovrebbe avere diritto anche alla stupidità, ma mai all’intolleranza violenta e gratuita.

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    • ma se continuiamo a rappresentare le donne come oggetti, e cominciamo a farlo fin dalla più tenera infanzia, come oggetti verranno percepite. e che dignità ha un oggetto?
      Si mette in atto un processo di deumanizzazione, in modo che qualsiasi processo empatico sia mozzato alla radice e che la percezione dell’altro sia ricondotta alla percezione di un oggetto.
      i contenuti di questa trasmissione e i commenti di chi quella trasmissione la guarda sono intimamente legati, non sono disgiunti e non hanno un semplice rapporto di causa effetto: hanno un rapporto ormai di simbiosi, di alimentazione reciproca.

      Si deve rompere un circolo vizioso: allora qualcuno agisce segnalando allo IAP, al Garante, a chiunque possa in qualche modo bloccare un immaginario sempre più lesivo, usando la propria voce e cercando di far uscire la società dal torpore in cui gli stereotipi l’hanno portata; qualcuno agisce in modo diretto e lavora nelle scuole e a contatto con le persone, e cerca di piantare i semi di una prospettiva nuova;
      qualche altro si occupa di aiutare e confortare chi ha pagato in prima persona e sulla propria pelle la perdita della propria dignità, per poterla ritrovare.
      è un grande lavoro di squadra e no, non c’è un attivismo più necessario di un altro.

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