#Femminicidio Marta Deligia: aveva già denunciato

Marta Deligia è l’ultima vittima di questa lunga scia di femminicidi che ha caratterizzato l’intero anno. Uccisa come tante altre dopo aver cercato invano di chiedere protezione da parte dello Stato. Marta subiva pedinamenti, continue telefonate e sms e perfino minacce di morte. Marta lo aveva lasciato perché era un uomo violento.
Marta aveva solo 26 anni e aveva deciso di dire basta ai comportamenti violenti del suo assassino, il 36enne Giuseppe Pintus, con il quale aveva avuto una relazione durata circa 4 anni e bruscamente interrotta 3-4 mesi fa a causa delle violenze subite. 

Il 6 settembre scorso la giovane è stata convinta a denunciare il suo ex dai carabinieri di Villacidro, firmando il foglio con la denuncia per chiedere l’Ammonimento del Questore.  Venerdì scorso il provvedimento è stato accettato e oggi sarebbe stato notificato ma la violenza di Pintus ha preceduto il provvedimento, che non sarebbe comunque servito a molto per tenere a bada un uomo così pericoloso che avrebbe compiuto comunque il crimine, perché Pintus aveva anche dei precedenti: maltrattava anche un’altra donna che interuppe la relazione per gli stessi motivi. 

Stamattina verso le 5:30 del mattino, quando Marta, è uscita di casa per andare ad aprire il bar dove lavorava è stata raggiunta da Pintus e strangolata. Poi, il suo corpo è stato caricato in auto e portato via.
Successivamente telefona il 112 :”Ho fatto una cavolata, adesso vado ad ammazzarmi”. Per qualche ora, accertata la scomparsa della coppia, si è pensato ad un omicidio-suicidio. Il corpo della donna è stato trovato a metà mattinata e da lì in poi si sono intensificate le ricerche dell’uomo che è stato arrestato e accolto dai paesani che hanno tentato di linciarlo.
L’ennesimo femminicidio in Sardegna e nel nostro Paese testimonia l’incremento spaventoso di questo fenomeno. Urge che al pari degli altri paesi europei si comincino ad insegnare i valori della parità tra uomo e donna, il rispetto dell’autodeterminazione femminile e a punire la violenza sulle donne e lo stalking con il carcere.

Fonti: qui e qui

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