Intimidazioni ad un altro centro antiviolenza

I Centri Antiviolenza in Italia “muoiono” dalla crisi. Il Governo nel 2009 ha tagliato loro i fondi destinati per tutelare e assistere le donne vittime di violenza. Il nostro paese sta attraversando un periodo storico in cui la violenza sulle donne sta aumentando in modo vertiginoso. Non è un emergenza ma è solo un problema culturale. La violenza di genere si scatena ogni qual volta che una donna manifesta la propria iniziativa, distaccandosi da quello stereotipo femminile passivo e stereotipato radicato nella nostra cultura.

Il problema del maschilismo e della violenza di genere è talmente grave in Italia che solo quest’anno due centri antiviolenza e un giardino dedicato alle vittime del femminicidio hanno subito vandalismi. Le volontarie dei due centri denunciano di aver ricevuto anche parecchie intimidazioni.

A maggio veniva incendiata la porta del centro Antiviolenza Artemisia di Firenze dopo un tentativo di effrazione. Prima ancora le operatrici hanno subito parecchie minacce via internet da parte dei compagni e mariti violenti delle donne che assistono. Le operatrici denunciano “una preoccupante escalation di tipo intimidatorio e mafioso che comunque non fermerà l’associazione dal suo impegno nel contrasto alla violenza maschile sulle donne“.

Pochi giorni fa ad olbia,  una piccola cittadina della Sardegna, dove gli abitanti si conoscono quasi tutti, è stata compiuta un’effrazione contro il centro antiviolenza Prospettiva Donna. Le porte dono state forzate con un piede di porco. Qulacuno voleva accedere, senza successo, agli archivi. Ora il Sindaco promette di mettere in centro in sicurezza.

Fonti:

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One comment

  • Grazie per le informazioni che passano puntuali dal vs. blog. Ritengo tuttavia che vada fatta una distinzione tra maschilismo – che riguarda una sola parte della società (gli uomini) – e “fatto culturale” che, come sempre evidenziate, è alla base dei femminicidi. Per “cultura” si intende l’insieme dei valori acquisiti dalla società (uomini+donne) di origine. Pertanto è fondamentale far passare il messaggio che non solo gli uomini maschilisti devono cambiare il loro modo di vedere le donne ma anche – e soprattutto – le donne devono cambiare il modo di vedere se stesse, smettendo di pensarsi solo come “sacrificate per la famiglia” (frase che, purtroppo, ricorre ancora spesso anche per bocca di giovani donne ed adolescenti), mogli, mamme, “assistenti” di qualcuno e che le spinge a non considerarsi come “persone”. Ritengo che questo punto sia fondamentale se vogliamo veramente superare il problema e dovrebbe far parte di un’educazione di genere, uno dei (tanti) “grandi assenti” del nuovo ddl contro la violenza sulle donne.
    Ho ritenuto importante fare questa precisazione in quanto la mancata chiarezza, purtroppo, di presta a strumentalizzazioni che possono risultare oltremodo dannose da parte di poco informati, poco sensibili o semplicemente “ciarlatani” – Un esempio: un articolo apparso su “signoraggio” (blog che non seguo, ma, purtroppo, gira su facebook) che vi invito a leggere (per indignarvi…). (Peraltro, nello stesso signoraggio, quando fa loro comodo, fingono di pubblicare articoli indignati, con tanto di “dati” sui femminicidi che qui negano)
    http://www.signoraggio.it/femminicidio-la-nuova-legge-approva-alla-camera-ma-i-delitti-non-sono-in-aumento-e-in-europa-si-uccide-piu-che-in-italia/

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